Le sartine di San Giorgio: la storia antica della scuola di ricamo e cucito per ragazze

Fino a qualche anno fa quasi tutti gli asili infantili dei nostri paesi erano affidati alle suore che accanto alla specifica scuola per i piccoli, tenevano anche, nei mesi invernali, una così detta “scuola di lavoro” per ragazze dove insegnavano i primi elementi di sartoria e di ricamo necessari per l’utilità in famiglia.

Non c’era allora la Scuola Media dell’obbligo e, finite le elementari, anche a San Giorgio in Salici alcune famiglie le affidavano alla suora dell’asilo dove in un ambiente idoneo e protetto imparavano a tenere in mano l’ago, a cucire, a fare qualche semplice ricamo. Per le più piccole il lavoretto poteva essere un centrino o un grembiule che veniva portato a casa con orgoglio alla fine del corso.

Per le più grandi invece la scuola insegnava e le seguiva con perizia in lavori più impegnativi, i quali potevano essere capi di biancheria per la casa, intimo o per il letto che spesso andavano a comporre la loro dote nuziale.

Durante il giorno, ai momenti di concentrazione e di silenzio seguivano anche delle piccole pause, quando magari la suora si assentava, allora se le più giovani passavano a qualche chiacchiera o a qualche scherzetto, le più grandi si scambiavano invece pettegolezzi o piccoli segreti riguardanti naturalmente innamoramenti o giù di lì. In paese questo era un momento di lavoro e di apprendimento ma anche di aggregazione fra coetanee che tornavano a ritrovarsi con momenti di svago la domenica nello stesso asilo, insieme alla piccola comunità di suore.

Nell’asilo di S. Giorgio ci sono state nel tempo due ordini di religiose con caratteristiche simili. Fin dalla fondazione dell’asilo, dal 1898 erano state chiamate “le Cottolenghine”, suore provenienti dall’Istituto  S. Giuseppe Cottolengo di Torino, che erano ben preparate in queste diverse mansioni nelle parrocchie.

La comunità che era arrivata a S. Giorgio era composta dalla maestra d’asilo diplomata, la maestra elementare abilitata che insegnava nella classe femminile e la maestra di lavoro che principalmente si dedicava al ricamo, insieme a quella tuttofare. Queste suore erano molto “industriose” e competenti, nel fare lavori di ricamo su fazzoletti, tovaglie, camicette ed altro per clienti di mercerie della città, avevano un bel gruppo di ragazze del paese, specie nel periodo fra le due guerre, che erano veramente provette ricamatrici che le aiutavano ad esaudire le ordinazioni e col guadagno contribuivano al sostentamento della loro comunità.

Nel 1939 c’è stato il cambio di Congregazione religiosa in parrocchia con l’arrivo, questa volta, di suore di un Istituto veronese, “Le Figlie di Gesù”.

Anche queste sono state molto attive e preziose in questa attività di “scuola di lavoro”, come vediamo nella foto ricordo che pubblichiamo sopra, del 1939. Da sinistra dietro: Carla Frapporti, Suor Marcella, Augusta Boscheggia, Anna Maria Bernuzzi, Lina Recchia, Cristini, Lina Demas, Rosetta Magagna, Paola Tomelleri e Rosella Farinelli. Da sinistra davanti: sconosciuta, Lucia Moletta, Serafina Marchi, Emiliana Marognoli, Paola Guerra, Lina Zanetti, Gabriella Frapporti, Maria Fasoli, Mariolina Ettrapini e Maria Berto.