Le regole della prima Repubblica e la crisi della lista civica PerSona al Centro

I vecchi democristiani sonesi raccontano di riunioni di maggioranza nelle quali gli scontri erano realmente all’arma bianca. Parliamo degli anni Sessanta, Settanta ed Ottanta, quando la balena bianca – così era universalmente chiamata la DC – a Sona faceva numeri da plebiscito.

Eppure, nonostante un consenso incontrastato, anche allora non mancavano certo i motivi di frizione, anche perché le varie correnti interne costituivano quasi dei partiti nel partito. Ma la disciplina era ferrea. Nel chiuso delle riunioni il confronto poteva essere durissimo, ma poi all’esterno vi era la composizione delle decisioni e quello che usciva erano solo posizioni univoche e granitiche. Anche perché se qualcuno avesse osato portare le spaccature interne in piazza o sui giornali (il web ed i social erano ben di là da venire) sarebbe stato immediatamente messo alla porta.

Ma parliamo di un’era politica che sembra giurassica, dobbiamo tornare con la memoria alla Prima Repubblica, quando esistevano solo i partiti, che avevano regole e ruoli stabiliti e riconosciuti. Il dissenso era previsto, ed in alcuni casi anche favorito, ma in ogni caso alla fine si doveva arrivare a decisioni condivise.

Ora è tutto differente. E la vicenda che sta terremotando in queste settimane la lista civica PerSona al Centro, la spina dorsale della maggioranza che governa Sona, è emblematica.

Come i nostri lettori ben sanno, abbiamo infatti assistito prima ad un comunicato di PerSona al Centro che annunciava la candidatura ufficiale a sindaco per le prossime amministrative del 2023 di Gianfranco Dalla Valentina e, pochi giorni dopo, ad un secondo comunicato sempre della medesima lista civica, inviato dal capogruppo in consiglio comunale Paolo Bellotti, che smentiva quanto riportato dal comunicato precedente, indicando come quella di Dalla Valentina fosse un’iniziativa personale e non della lista. “Una cosa inaudita ai nostri tempi. E se poi mai fosse successa, nel giro di quarantott’ore sarebbe caduta qualche testa e qualcuno avrebbe dovuto lasciare immediatamente il partito”, avranno sicuramente pensato i vecchi democristiani di cui sopra.

Le liste civiche hanno avuto tanti meriti, primo fra tutti quello di aver saputo canalizzare la partecipazione politica dopo che la bufera tangentopoli aveva desertificato il panorama politico nazionale e locale. Ma le civiche contengono nella loro stessa essenza un problema strutturale, che è proprio quello di essere prive di regole certe, di procedure codificate, di ruoli certificati. E quindi nel momento in cui la leadership è contesa o quando le forze centrifughe superano i motivi per stare assieme, il rischio è l’anarchia. Come quella che sembra segnare questa stagione della lista del sindaco Mazzi.

Come uscirne? Mancando quegli organismi e quelle camere di compensazione che permettevano nei partiti della prima Repubblica, dalla DC al PCI, di contenere e risolvere questo genere di crisi, ad avviso di chi scrive vi è una sola strada maestra da intraprendere.

E’ necessario che chi ha la responsabilità e la guida del gruppo, chi in tutti questi anni ha sempre dato le carte in tavola, il sindaco Gianluigi Mazzi (sopra nella foto di Mario Pachera), prenda pubblicamente posizione su questa incomprensibile ed incredibile vicenda: Gianfranco Dalla Valentina è o non è il candidato sindaco della lista civica PerSona al Centro?

Traendone poi anche le necessarie conseguenze a seconda che la risposta sia positiva o negativa. Ogni altro ulteriore tentennamento rischia solo di mettere in ombra quanto di ottimo è stato fatto in nove anni di governo.

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.