Le parole della politica nell’emergenza corovavirus

Parlare di politica in questi tempi è un esercizio difficile ma ritengo necessario per recuperare quel minimo di partecipazione, quel minimo di interesse sociale che nonostante tutto deve guidare il nostro impegno nella comunità. Anche a Sona.

Vorrei anche esprimere il mio concetto di politica che è di grande valorizzazione delle idee e non di piccole sterili polemiche funzionali solo alla ricerca del consenso.

In questo periodo di emergenza, la politica, come confronto di idee, è passata in secondo piano e ovviamente i giornali, la tv, i social in genere hanno messo in evidenza parole come morti, contagi, zone rosse, distanziamento.

Distanziamento. Questa ultima parola in modo particolare è entrata nei nostri pensieri e, purtroppo, anche nel nostro modo di vivere. Fino a pochi mesi fa sembrava un termine tecnico inerente il trasporto ferroviario, invece condizionerà la nostra vita per molto tempo.

La politica e l’informazione, a mio avviso, ci hanno coinvolti su questa emergenza dimenticando le parole nobili come partecipazione, condivisione delle scelte, speranza per una comunità smarrita obbligata all’obbedienza.

I briefing partivano, e accade anche oggi, con il numero dei morti. Ma una comunità impaurita trova giovamento da questo dato? La politica e i mezzi di comunicazione hanno valorizzato frasi come “uso del lanciafiamme, cinturamento, isolamento, facciamo intervenire l’esercito” e altro di simile in abbondanza. Io avrei preferito sì una comunicazione di verità come è stato fatto, perché la verità è la principale difesa da qualsiasi nemico, ma anche parole di incoraggiamento, che sempre dovrebbero venire dai leader politici nei momenti difficili.

Questa comunicazione ha accomunato a volte la grande politica nazionale a quella locale più vicina a noi. Per fortuna ci hanno pensato i bambini con il loro slogan “andrà tutto bene”, per fortuna ci hanno pensato le organizzazioni dei volontari sempre presenti nelle difficoltà, per fortuna ci hanno pensato gli operatori sanitari, per fortuna anche qualche parte della comunicazione, soprattutto quella locale, ci è stata vicina.

Accanto alle mancate parole di incoraggiamento della politica, che in tanti abbiamo percepita come minacciosa, abbiamo constatato la frammentazione della comunicazione a ogni livello istituzionale al punto che in alcuni momenti è stato realmente difficile comprendere le linee guida e i corretti comportamenti da tenere nella emergenza.

Personalmente, ho imparato ad apprezzare la stampa e il sistema di informazione locale e forse da questo dovrebbero imparare anche i grandi fenomeni politici e della comunicazione a livello nazionale.

Renato Farina

About Renato Farina

Nato a Sona nel 1951 e ivi residente, sposato con due figlie, è stato Assessore dal 1985 al 1990 nel partito di De Gasperi e Consigliere Comunale dal 2003 al 2013 in liste civiche. Ha lavorato nel campo della formazione professionale ed ora come libero professionista nel settore della sicurezza (D.Lgs. 81/88). E’ da sempre impegnato come volontario nel mondo delle cooperative sociali e in altre associazioni di solidarietà Veronesi.

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