Le migliori pesche nettarine e a pasta bianca del veronese sono di Bussolengo, grazie a Giovanni Adami

E’ un agricoltore di Bussolengo il vincitore del primo premio per le nettarine e per le pesche a pasta bianca al concorso della Pesca di Verona Igp di Campagna Amica. Le sue pesche, Ali top e Nathana, sono dunque risultate le migliori del veronese.

Lui è l’imprenditore agricolo Giovanni Adami, presidente della Coldiretti di Bussolengo, amministratore del Consorzio di Bonifica Veronese, consigliere nel Consorzio di difesa di Verona e consigliere della Fondazione del Mercato ortofrutticolo di Bussolengo.

L’ho incontrato nella sua azienda, in località Cioi, all’ombra degli alberi da frutto e accompagnati dal cicaleccio estivo.

Le va di raccontarsi ai lettori del Baco?
Sì certo. Posso dire che sono un agricoltore dalla nascita, questa è la mia azienda di famiglia. Mi considero un artigiano della frutta, la mia è una vera passione e seguo tutti questi incarichi perché credo in quello che faccio e credo che sia giusto darsi da fare ed occuparsi del settore agricolo a 360 gradi, non si può sempre e solo delegare.

Mi parli del concorso e delle sue nettarine.
Il concorso è stato organizzato dalla Coldiretti Verona nell’ottica di promuovere la pesca, che negli ultimi anni non ha vissuto momenti felici. Purtroppo, è una coltura che non dà reddito e molti agricoltori ne hanno abbandonato la produzione per spostarsi su altri prodotti. In vent’anni la superficie investita nella produzione della pesca di Verona si è ridotta da 4200 ettari a poco più di 1200.  Ho aderito subito al concorso perché, invece, la pesca per me è passione, è la mia origine. Siamo stati produttori di kiwi, di mele e di ciliegie ma non abbandonerò mai le mie origini. Mi piaceva l’idea che si volesse fare qualcosa di concreto per promuovere questo prodotto e inoltre, per la prima volta, la mostra-concorso era legata al sapore, dunque non tanto al lato estetico ma al gusto. Quest’anno le pesche sono davvero eccezionali dal punto organolettico.

Giovanni Adami con il primo premio del concorso della Pesca di Verona Igp di Campagna Amica e, sopra, con le sue pesche (foto di Mario Pachera)

Siccità e caldo infernale in questa estate senza precedenti. Quanto è grave il problema per gli agricoltori?
Il problema dell’acqua è reale ma al momento ci è sempre stata fornita la nostra dotazione, con qualche recente riduzione per ottimizzare i consumi. Nel veronese non possiamo lamentarci, purtroppo altrove la situazione è davvero drammatica. Anche il caldo dà i suoi problemi, lo vedo nella pezzatura. Il problema è legato soprattutto alla temperatura minima, se di notte ci fosse un abbassamento della temperatura la pianta riuscirebbe a recuperare per affrontare il giorno dopo.

Le prospettive per il mondo dell’agricoltura?
E’ molto difficile fare delle previsioni per il futuro nell’attuale contesto economico ma devo essere per forza ottimista. Ad esempio, se penso alla pesca devo ammettere che il mercato ci sta dando segnali positivi. In questi anni di duro lavoro ho imparato che bisogna uscire dallo schema che se quest’anno le cose vanno male si accende la motosega e se invece vanno bene si è tutti galvanizzati. Secondo me bisogna stare con i piedi per terra e lavorare. Il progetto di Coldiretti di rilanciare la pesca IGP lo condivido in pieno. La qualità ce l’abbiamo, Verona produce un’ottima pesca. Dobbiamo rimettere a posto la commercializzazione, il mercato. Il consumatore va riguadagnato e fidelizzato. Il cliente non compra la pesca perché ha fame, oggi richiede alta qualità e gusto. Il consumatore va conquistato rassicurandolo sul prodotto.

E’ evidente che crede nell’agricoltura anche nell’economia moderna. Ed è altrettanto evidente che riconosce il sacrificio che richiede questo lavoro. Consiglierebbe a un giovane di intraprendere questa attività?
Ho un figlio di quindici anni che fino all’anno scorso non aveva idea di cosa avrebbe voluto fare nel futuro finché non mi ha detto che voleva studiare agraria per lavorare in azienda con me. Non nego che la cosa mi ha fatto piacere ma, allo stesso tempo, mi ha fatto riflettere. I giovani hanno iniziative e idee nuove che meritano di essere ascoltate. Non mi riferisco solo alle coltivazioni tradizionali ma anche a una rivisitazione del mondo agricolo. Ecco perché anche io ho deciso di ampliare i miei orizzonti, per lasciare che mio figlio abbia la possibilità di scegliere dove e come focalizzare il suo lavoro nel futuro. Oltre alla coltivazione di frutta ho una casa di riposo per i cavalli che, per una questione anagrafica o per una disabilità, non possono essere venduti, al maneggio diventano un peso e i proprietari non vogliono portarli al macello. Prendendo spunto da questo progetto, questa estate ho aperto la Fattoria didattica Pescami.

Un lavoro così impegnativo lascia il tempo per coltivare le proprie passioni, per dedicarsi agli hobby?
In estate magari meno (ride, ndr). Io suono in un gruppo, da sempre, ma meglio evitare di pianificare serate in estate, in piena raccolta. Le passioni e gli hobby restano, basta organizzarsi.

Una considerazione che si porta dentro?
Vorrei fare questa riflessione: se avessi guardato alle difficoltà economiche che ho affrontato in questi anni per sostenere l’azienda avrei cambiato lavoro prima, ma per fortuna la passione per quello che fai ti tiene legato. La mia è un’azienda familiare e oggi lavorare con mio figlio mi entusiasma. Questo è il mio campo di gioco e non mi vedo fare altro.

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Nata il 29 gennaio del 1976, parte attiva da sempre nella comunità di Lugagnano, con una breve interruzione per trasferimento a Decimomannu vicino a Cagliari. Ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo Galileo Galilei a Verona e attualmente è impiegata in un’Agenzia di Assicurazioni. Sposata e madre di due figli, trova sempre il tempo per dedicarsi alla sua passione, la lettura.