Le liste civiche, Luigi Einaudi ed il valore del confronto

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Dopo la pubblicazione del pezzo nel quale si dava notizia dell’accordo stipulato tra la Lista Civica PerSona al Centro e il Movimento Valore Famiglia, sono arrivate quasi immediatamente in redazione alcune cortesi, ma anche puntute, critiche da parte di esponenti delle altre liste civiche presenti a Sona. Quella che proprio non è andata giù è la frase dove scrivevamo che “il rischio che ora sicuramente corrono (le altre civiche) è quello di essere messe in un angolo da questo accordo”. Il tema è sicuramente interessante e merita di essere approfondito.

Ciò che si voleva indicare con quella frase non era sicuramente una valutazione di merito, tra chi vale e chi non vale, ma una considerazione politica generale. A chi scrive appare infatti un vero spreco che tanta sensibilità civica si disperda, si diluisca in più rivoli. Ma proviamo a spiegarci. Chi frequenta la vita pubblica nel nostro Comune sa perfettamente che le innumerevoli iniziative che la animano sono spesso frutto del lavoro e dell’impegno di un numero di persone non così ampio come potrebbe apparire ad un osservatore esterno. Spesso sono le medesime persone, vero fondamento della nostra comunità, ad essere impegnate contemporaneamente su più fronti. E’ proprio partendo da questo presupposto che l’osservare il fiorire di tante realtà civiche, tutte indubbiamente di qualità pur se declinate su presupposti in parte differenti, porta inevitabilmente a pensare che sia auspicabile che queste esperienze trovino un quadro di confronto, per proporre alla comunità, pur da progetti autonomi, una proposta unica. Come appunto hanno iniziato a fare ieri Valore Famiglia e PerSona al Centro.

Perché altrimenti si avrebbe – a nostro parere – un’immotivata frammentazione delle poche forze veramente valide disponibili sul territorio. Frammentazione che non è giustificata da distanze di merito o di valori – come invece legittimamente accade tra partiti che si posizionano su campi differenti, ad esempio Lega Nord e PD – ma che in realtà è motivata solo da percorsi differenti. Che però nulla vieta che confluiscano su un tracciato comune.

Quella frase, che ha disturbato qualcuno, è più che altro un auspicio, una speranza, un sasso lanciato nello stagno della politica locale. Riteniamo infatti che se il modello sperimentato ieri da PerSona al Centro e Valore Famiglia saprà essere esportato alle altre realtà civiche, ve ne sarà un ritorno positivo e di crescita per tutta la comunità e per il nostro Comune. Proprio perchè permetterebbe il convergere in una proposta comune di professionalità, di passioni, di progetti, di idee, di esperienze preziose. E questo indipendentemente dal fatto che poi ciascuno di noi scelga di votare in quella direzione o invece si orienti verso un partito o verso un movimento come i Cinque Stelle.

Perché è profondamente sbagliato, e denota una cultura politica e sociale assai limitata e limitante, sostenere che ogni accordo sia un ‘inciucio’ e che dietro ogni confronto vi sia sempre e comunque un interesse personale, possibilmente illegittimo. E’ una dietrologia suicida che sta letteralmente azzoppando il Paese. Come scriveva Luigi Einaudi – economista, Presidente della Repubblica negli anni durissimi dal 1948 al 1955 e statista dallo spessore morale assoluto – il sale della politica alta sta proprio nella mediazione, nel confronto, nel parlare, nel trovare strade comuni da percorsi differenti. Questo è vero e rimane vero anche, o forse proprio, perchè la politica nazionale negli ultimi anni ci ha saputo dare solo pessimi, orribili esempi.

Se la rinascita politica, se il valore del confronto civico, se il seme della discussione, se la passione reale per il pubblico non trova fermento e forza dal territorio, dalle realtà periferiche come la nostra, come possiamo pensare seriamente di poter ripartire anche a livello nazione. E se non ora, quando?