Le farfalle, la nostra crisalide e la Giornata Mondiale della Terra

“Siamo tutti farfalle, e la Terra è la nostra crisalide”. Queste le parole di LeeAnn Taylor, manifesto della Giornata Mondiale della Terra che proprio quest’oggi, 22 aprile 2024, compie ben cinquantaquattro anni.

Con tale espressione, la scrittrice statunitense intende lanciare un monito, ricordandoci di mostrare un occhio di riguardo, un abbraccio filiale ed una particolare cura nei confronti del nostro luogo d’origine per eccellenza: la Terra.

Mai come nel ventesimo secolo, infatti, è necessario sottolineare l’importanza dell’iniziativa ambientale mossa per la primissima volta nel 1970, ma sempre spaventosamente attuale, dal senatore democratico statunitense Gayolord Nelson.

Il fine ultimo di Nelson, e di tanti altri attivisti, fu proprio quello di solleticare le orecchie del collettivo, oramai abituato al disdicevole frastuono della guerra (al tempo in Vietnam, oggigiorno sempre più dilagante).

Da un movimento di pochi giovani studenti al coinvolgimento di ben 175 Paesi: la Giornata Mondiale della Terra è la più importante manifestazione ambientale delle Nazioni Unite e viene fortemente celebrata lungo tutto il globo un mese e un giorno dopo l’equinozio di primavera, ad accostare metaforicamente la fioritura del Pianeta all’orologio biologico della verdeggiante natura.

Stamattina, guardando il calendario, cogliamo la palla al balzo. Rimbocchiamoci le maniche e promettiamo ai nostri figli un mondo che non sia utopico, bensì crogiolo di pace e benevolenza, di Pasqua e sostegno.

L’uomo, mancando di rispetto alla natura che lo ospita, non è in armonia con la natura stessa del suo essere. Pertanto, non può generare pace attorno a sé. La Terra chiede aiuto, rispondiamo a gran voce e testimoniamo una presenza rispettosa e convinta. Poiché, come disse Mahatma Gandhi, “dimenticare come zappare la terra e curare il terreno significa dimenticare sé stessi”.

Irene Chiummariello
Classe Terza H - Esalo l’ultimo respiro per gli zigomi dipinti di scarlatto, le orazioni del silenzio, il prologo d’un sogno