Le entrate tributarie del Comune e la qualità della vita

Le principali fonti finanziarie per le amministrazioni statali, su vari livelli, sono le tasse e le imposte pagate dai cittadini e dalle imprese del territorio, di cui il Comune di Sona ha recentemente approvato aliquote ed esenzioni. Il pagamento delle tasse risulta, pertanto, essenziale a fronte dell’erogazione e gestione dei servizi garantiti sul territorio nazionale, dalla sanità alla manutenzione stradale, dall’istruzione alla sicurezza.

Ma quanto pesano le imposte e le tasse sul bilancio comunale? Secondo gli ultimi dati a nostra disposizione, fra le città con oltre 200 mila abitanti spiccano Verona, Bari e Padova per il peso che tasse, imposte e proventi assimilati hanno sul bilancio comunale (oltre il 44%). Verona, tuttavia, non è la prima per entrate pro-capite, dato che incassa mediamente 673,17 euro ad abitante, contro i 1.405,97 di Venezia e i 1.035,84 di Milano.

Le grandi città dove, invece, le entrate tributarie e fiscali pesano meno sono Messina (18,6% del totale), Firenze (16%) e Napoli (12,1%). I bilanci amministrativi di Napoli e Messina soffrono, tra l’altro, di entrate tributarie pro-capite decisamente poco sostanziose, pari rispettivamente a 486,23 e 397,30 euro.

Il Comune di Sona nello specifico registra entrate pro-capite per imposte e tasse pari a 375,01 euro, in linea con Sommacampagna (372,36 euro), ma sotto la media dei confinanti Valeggio sul Mincio (442,60 euro), Bussolengo (557,73 euro) e Castelnuovo del Garda (589,79 euro).

Entrate maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della macchina amministrativa, perché tutto dipende dalla quantità e dalla qualità dei servizi erogati e gestiti. A tal proposito può risultare utile recuperare la classifica sulla qualità della vita elaborata dal Sole 24 Ore per l’anno appena trascorso, incrociandola con i dati contabili a nostra disposizione.

Per quest’ultima indagine su 107 città sono stati presi congiuntamente 90 indicatori, suddivisi nelle tradizionali sei macro-categorie tematiche (ciascuna composta da 15 indicatori) che accompagnano l’indagine dal 1990: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e salute, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero.

Trieste, la prima classificata soprattutto grazie ai contributi in “Cultura e tempo libero” e “Affari e lavoro”, si colloca in realtà nella fascia medio bassa dell’incidenza delle imposte sul bilancio amministrativo (22,80%) ed è terzultima per entrate tributarie pro-capite (568,47 euro). Anche Milano, seconda città classificata per qualità della vita, possiede un bilancio in cui l’incidenza delle tasse versate dai contribuenti pesa poco più di un terzo (35,18%), pur essendo a livello pro-capite tra le più alte d’Italia.

La città di Verona, che, ricordiamo, possiede l’incidenza delle entrate tributarie più alte d’Italia (44,94%), si colloca all’ottavo posto per la qualità della vita, grazie ai buoni risultati degli indicatori “Ricchezza e consumi” e “Affari e lavoro”, ma è pesantemente rallentata dal fattore “Ambiente e servizi”, in peggioramento rispetto all’anno precedente. La città di Bari, d’altro canto, è al 71° posto in classifica, nonostante la voce delle entrate tributarie pesi, come per Verona, in modo rilevante nel bilancio comunale (44,13%).

Le tasse e le imposte versate dai contribuenti sono le principali (anche se non uniche) voci di entrata contabili necessarie alla sopravvivenza del Comune (e per qualcuno mai abbastanza), ma non sufficienti al fine di giustificare la propria posizione nella classifica della qualità della vita.

Da un lato, infatti, vi è evidenza che l’evasione fiscale di certo non danneggia indifferentemente le casse comunali (e a ricaduta il territorio locale), dall’altro non è vero che a molte tasse versate corrispondano altrettanti servizi di (elevata) qualità.

Molto, infatti, dipende da quali servizi sono destinatari dei fondi a disposizione dell’ente, da quali siano le strategie di politica pubblica scelte dall’amministrazione, dall’efficacia e l’efficienza dei servizi erogati.

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Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di revisione. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.