Le donne e le ragazze del Baco e la Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne

Oggi 25 novembre in tutto il mondo si celebra Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita per il 25 novembre di ogni anno dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Scrivere di un argomento di questa natura è estremamente complesso, il rischio forte è quello di oscillare tra una retorica dolciastra, che serve veramente a poco se non a nulla, e un benaltrismo becero e squallido che rischia di fare più vittime della violenza stessa.

Non parlarne sarebbe però l’errore più grande: perché il problema esiste, e la terribile e soffocante cronaca nera ce lo racconta ogni giorno.

Sicuramente quello che spetta a ciascuno di noi va però ben oltre la necessaria indignazione che lo stillicidio quotidiano di violenze porta nelle nostre case e nelle nostre vite. Limitarsi a scuotere la testa, fermarsi a facili dichiarazioni di intenti del tipo “non bisogna picchiare, non bisogna uccidere” è gravemente insufficiente. Per quanto, ripeto, necessario.

Perchè violenza non è solo la brutalità fisica ma è anche impedire, ostacolare, umiliare, nascondere, emarginare. Forme di violenza più subdole, meno evidenti, ma più presenti nella realtà quotidiana di troppe donne.

Quella che va praticata ogni giorno, quindi, è un’opera forte e concreata di promozione della donna. Qui ed ora. Negli spazi dove viviamo, dove lavoriamo, dove operiamo a qualsiasi titolo. Nella farina che ogni giorno impastiamo creando il nostro presente.

Ritengo di poter dire che il Baco ha una storia importante che va decisamente in questa direzione. Quando mi capita, e capita spesso, di dover raccontare a qualcuno che conosce poco o nulla la storia e la vita di questa piccola ma appassionata redazione immancabilmente indico come la nostra sia una squadra che diventa progressivamente, anno dopo anno, sempre più rosa.

Oggi a collaborare in modi differenti all’opera informativa del Baco siamo in 51. Bene, 24 sono ragazze e donne.

Come mai? Certo non per adempiere a qualche sterile richiesta burocratica di valorizzazione delle quote rosa ma, semplicemente, perché un giornale è fatto di parole e di immagini. E le donne sono più brave di noi con le parole e con le immagini: perché studiano di più, leggono di più, scrivono meglio, sentono più in profondità, ascoltano con più attenzione, osservano con maggiore empatia, capiscono anche ciò che non viene detto, intuiscono anche ciò che non si vede. Masticano la vita più di noi. Sicuramente.

Abbiamo nel Baco editorialiste ed intervistatrici, abbiamo grafiche e chi si occupa del nostro bilancio, abbiamo chi cura rubriche culturali e chi segue inchieste e approfondimenti. Ragazze e donne che rendono il confronto all’interno della redazione mai scontato e banale ma sempre impegnativo, serrato e stimolante. Ragazze e donne, e lo dico sempre quando racconto chi siamo, che hanno preso realmente in mano il nostro lavoro culturale ed informativo. Nessuno glielo ha graziosamente concesso: se lo sono preso, per competenze e capacità.

E lo hanno fatto non da fronti diversi, ma mettendosi accanto a noi ragazzi e uomini della redazione. Sullo stesso piano, con lo stesso peso, nella consapevole forza però delle differenze che ci rendono complementari e ci permettono di portare in dono agli altri ognuno la propria dote.

Per tentare di dare risposte al problema della violenza sulle donne servono sicuramente scelte forti che portino ad investire risorse culturali, economiche, legislative e strutturali che oggi latitano.

Ma serve anche, e forse soprattutto, sapersi riconoscere, uomini e donne, come parti imprescindibili di un tutto che solo assieme può essere completato. Come canta De Gregori, la vita non è facile per nessuno: affrontarla insieme diventa però tutta un’altra cosa.

Noi del Baco ci proviamo. E ci riusciamo.

Mario Salvetti

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto.

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