Le consulte di frazione ed il problema della mancanza di partecipazione civica e politica a Sona

Come è possibile convincere i nostri concittadini che è un dovere farsi carico dei problemi della comunità all’interno della quale vivono, se credono sia importante garantirle uno sviluppo armonico? Un tale quesito va posto, soprattutto ai giovani, perché ci rendiamo conto del disagio che spesso giunge fino alla disaffezione per il civico, che manifestano ogni volta che sono posti di fronte ad eventi che necessitano di risposte, per esempio, quando è ora di votare.

Il momento del voto, insostituibile certamente, dovrebbe essere non solo un rito, già molto importante per sé stesso, ma l’ultimo momento di una partecipazione, che in democrazia non ammette latitanze. Chi sta leggendo queste righe si sarà reso conto che chi le ha scritte sta vivendo lo sconforto nel vedere che troppo modesto, troppo saltuario, troppo poco convinto è l’interesse dei nostri concittadini per il proprio Comune, specchio di una situazione che, ritengo però, non sia solamente nostra.

A Sona l’interesse per le vicende comunali si risveglia sempre in prossimità delle elezioni, per spegnersi nel giro di poche settimane, dopo il voto.

Nel 2013 si presentarono a Sona alle elezioni 7 candidati sindaci, con 14 liste e 205 candidati, nel 2018 furono “solamente” 3 i candidati sindaci, con 7 liste e 106 candidati e solo per “la timidezza” del momento del PD e dei 5 Stelle non fu raggiunta l’offerta elettorale della precedente scadenza elettorale. Oltre a questi numeri merita la segnalazione che più di un candidato sindaco era sostenuto anche da una “lista giovani”, quale promessa di un possibile ricambio generazionale.

Ci fu chi vinse e chi perse, ma solo sindaco e assessori, consiglieri di maggioranza e minoranza, e pochi altri, poco più di venti persone, hanno continuato ad attivarsi a favore della nostra comunità. Le altre decine e decine di candidati, giovani compresi, così attivi in campagna elettorale, dove sono finiti? Sono forse ancora in attesa della prossima scadenza elettorale per uscire dal letargo?

Parole sgradevoli, è vero, ma dovute per una situazione che non può che preoccupare chi crede che una comunità civica dovrebbe essere guidata con la partecipazione di molti cittadini, ed i tempi e modi per scegliere le priorità dovrebbero essere discussi all’interno di ripetuti confronti democratici. Se tutto ciò non avviene, i Comuni crescono o decrescono comunque, magari solo anagraficamente, ma il territorio è destinato a perdere in identità e sviluppo sociale.

Nel periodo della pandemia abbiamo assistito nel nostro Comune ad esempi importanti, continuativi ed efficaci di partecipazione solidale che hanno garantito un supporto determinante all’attività dell’amministrazione comunale e delle parrocchie impegnate su più fronti, e molti degli attori in campo erano nuove generazioni. Gruppi organizzati da tempo nell’impegno sociale, gruppi che si sono costituiti per supportare iniziative locale del momento, singoli interventi economici, hanno fornito il quadro di una comunità partecipe in solidarietà.

Ci viene spontaneo chiederci allora perché una simile comunità non è in grado di confermare in partecipazione civica e politica quanto ha dimostrato di saper fare negli ultimi due anni nel campo del volontariato di assistenza.

Non intendiamo qui formulare una diagnosi sulle ragioni che hanno allontanato i cittadini dalle Istituzioni. Possiamo solamente ricordare che nel secondo dopoguerra e fino agli anni ’90 del secolo scorso i partiti, i sindacati e le Acli, organizzate nelle parrocchie, offrivano ai giovani spazi importanti di formazione. Quelle opportunità si sono diradate nel tempo, fino a scomparire.

La società civile dei nostri giorni, che vive di molta apparenza e di formule costruite a tavolino, non è certo in grado di far arrivare ai giovani il giusto messaggio per stimolare la loro partecipazione. Possiamo, da cittadini, genitori, educatori in generale ignorare un simile problema?

Da qualche settimana l’amministrazione comunale ha riproposto, troppo in sordina in effetti, il progetto delle consulte di frazione, a cui si può proporsi per aderire entro la fine di questo mese. Negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso furono attivate nelle frazioni del Comune. Fu un esperimento riuscito, che creò molti momenti di vera cittadinanza attiva. Nei due mandati amministrativi fra il 1980 ed il 1990 si tennero 106 sedute dei consigli di circoscrizione pubblici nel primo quadriennio, e 128 sedute nel secondo quadriennio.

Potrà questa iniziativa rivisitata convincere i nostri concittadini, giovani e meno giovani, a prendere coscienza che gli spazi in politica vanno riempiti, pena il trovarsi a dover affrontare negli anni futuri situazioni sempre più gravi ed ingestibili, sia strutturali che di convivenza sociale?

Ci piace chiudere con una frase, condivisibile, con la quale nel 1835 Alexis de Tocqueville, uno dei Padri delle democrazie moderne, descriveva la Democrazia negli USA: “in America non solo esistono le istituzioni comunali, ma esiste anche uno spirito comunale che le sostiene e vivifica. L’abitante della Nuova Inghilterra è attaccato al suo Comune non tanto perché vi è nato, quanto perché vede nel comune una corporazione libera e forte di cui egli fa parte e che val la pena di dirigere. E’ nel Comune, nel centro delle relazioni ordinarie delle vita che vengono a concentrarsi il desiderio di stima, il bisogno di reali interessi, il gusto del potere e della fama; quelle passioni che turbano tanto spesso la società cambiano carattere quando possono esercitarsi così vicino al focolare domestico, quasi in seno alla famiglia. Negli Stati Uniti si pensa a ragione che l’amore di patria è una specie di culto a cui gli uomini si affezionano prendendo parte alla vita pubblica”.

Ci auguriamo che le nuove Consulte di frazione siano avviate con entusiasmo, siano seguite nel loro procedere con convinzione, e sappiano trasmettere a molti concittadini il desiderio di esserci, nella gestione di servizio alla propria comunità e che qualcuno fra qualche anno possa scrivere di Sona quanto Tocqueville scrisse a suo tempo degli USA.