“Lavori di pubblica utilità”, accesa discussione in Consiglio Comunale

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Il Consiglio Comunale di ieri 13 ottobre si apre con una comunicazione del Consigliere di Maggioranza Boninsegna: “Sindaco, la informo che ci sono tre persone che da qualche giorno dormono nella chiesetta del cimitero di Palazzolo. Me l’hanno riferito alcune donne del paese. Ho già avvertito il Comandante della polizia locale Mori, mi auguro che ora intervenga l’Amministrazione”.


E’ poi il turno del Sindaco Gualtiero Mazzi: “Due comunicazioni: il 12 si é tenuta un’udienza presso il tar sulla vertenza del fotovoltaico in zona Grande Mela. Udienza rinviata per dare tempo ai ricorrenti di studiarsi le comparse del Comune di Sona e della Sovraintendenza. Ora si va al 26 di ottobre. Seconda cosa riguarda l’eventuale incompatibilità del Consigliere Forlin in quanto eletto Presidente dell’AC Lugagnano, di cui abbiamo parlato nello scorso Consiglio Comunale. Sto approfondendo la materia e mi sembra che ci siano effettivamente problemi di incompatibilità in merito alla erogazione di contributi comunali all’Ac Lugagnano. Ma saró più preciso nei prossimi Consigli”.


Dopo aver votato sul lotto 10 del PEEP di San Giorgio la discussione si sposta su un tema caldo della seduta: la mozione presentata dal Gruppo Misto e dalla Lista Civica L’Incontro per valutare la possibilitá di utilizzare per lavori socialmente utili persone che hanno subito una condanna, quale pena alternativa.

 

A presentare la mozione il Consigliere Gianmichele Bianco. “Con la norma che ci piacerebbe fosse applicata anche a Sona si vorrebbe permettere a dei condannati di  poter passare da una pena riabilitativa ad una pena riparativa. Ovviamente parliamo di pene inerenti reati minori. Ad esempio per reati concernenti il mondo della piccola tossicodipendenza oppure per violazioni del Codice della strada”.

 

“Ma cosa significa lavori di pubblica utilità? Intanto questa pena sostitutivachiarisce il Consigliere Bianco – puó essere applicata solo su richiesta dell’imputato stesso. Non può poi avere una durata inferiore ai dieci giorni e non puó essere superiore ai sei mesi. Inoltre i lavori di pubblica utilità non possono prevedere un impegno superiore alle sei ore settimanali, tranne che ne chieda l’estensione il condannato stesso. Ci sono esperienze di questo tipo anche attorno a noi, con ottimi risultati. Ad esempio a Sommacampagna. Il Comune per poter usufruire di questo servizio deve applicare una convenzione, già predisposta dal Tribunale di Verona, e non vi sono costi per l’ente pubblico. I lavori di pubblica utilitá più gettonati sono i lavori di manutenzione in generale, dal decoro urbano al verde pubblico. Penso quindi che questi lavoratori potrebbero essere affiancati alle societá che a Sona già si occupano di questi servizi”. 

 

A seguito di un’obiezione dell’Assessore Appoloni il Consigliere Bianco dettaglia che “in caso di persone che stanno scontando pene detentive, queste verrebbero accompagnate nel servizio da un controllo della forza pubblica. Ma si tratta dello scenario più complesso in quanto queste pene alternative si applicano anche, e soprattutto, a persone che sono soggette semplicemente a pene pecuniarie e quindi non rivestono alcun pericolo per la comunitá”.

Appoggio alla mozione arriva da Giovanni Forlin dell’Incontro che – da avvocato – chiarisce come “spessissimo si tratti di persone che hanno avuto problemi ad esempio per guida in stato di ebrezza. Quindi non dobbiamo pensare agli ergastolani in catene da film western”.

Dopo di lui il Consigliere Giannantonio Mazzi che si dice “perplesso in quanto a Sona abbiamo bisogno di tante cose ma non di persone, non soggette a controllo, che hanno compiuto reati e che girano per le nostre frazioni. In più mi sembra che questa iniziativa potrebbe togliere posti di lavoro ai nostri giovani e alle cooperative che già utilizzano lavoratori svantaggiati. Oltre al costo che comunque c’é tipo l’obbligo del Comune di dotarli di vestiario e di strumenti”.

“In linea di massima sono d’accordo sulla mozione – interviene il Vicesindaco Di Stefanoin quanto ha un grande valore etico, quello del reinserimento. Soprattutto quando si parla di pene pecuniarie. Per altri tipi di reati, come quelli inerenti il mondo degli stupefacenti, preferirei qualche approfondimento maggiore proprio per la tutela della realtà sociale in cui viviamo. Penso, ad esempio, alla delicatezza di lavori di giardinaggio affidati ad un ex spacciatore in zone vicine a scuole o in parchi pubblici. Comunque, ripeto, appoggio questa mozione perché in quanto comunitá abbiamo l’obbligo di aiutare chi ha sbagliato e ha tutte le intenzioni di riabilitarsi”.

Dopo di lui il Sindaco Gualtiero Mazzi. “Di questa possibilità già mi aveva parlato il Consigliere Tinelli. Ritengo pure io che sia un’iniziativa condivisibile proprio per il valore sociale che riveste. Non é poi vero che si toglie lavoro ai giovani o alle cooperative perché, con gli scarsi budget che abbiamo, certi lavori proprio non riusciamo comunque ad appaltarli. Ad esempio, per dirne una, la pulizia della fontana del capoluogo di Sona”.


E’ poi la volta del Consigliere Virginio Moletta. “Il voto mio e della Maggioranza è sicuramente favorevole. Segnalo però pure io che serve estrema attenzione sulle persone che verranno a lavorare nelle nostre comunità”.

“Pure io voterò a favore di questa mozione – aggiunge il Consigliere Carmelo Pantano. – Vorrei poi dire che sono anni che carcerati lavorano con le cooperative di riserimento, e i risultati sul piano sociale sono ottimi e quindi non bisogna coltivare troppe paure. Si tratta di un percorso per rientrare nella società nella maniera più normale possibile”.

La mozione vede il voto favorevole di tutto il Consiglio – maggioranza ed opposizione – con la sola astensione del Consigliere Giannantonio Mazzi.

 

Sicuramente una bella dimostrazione data dal nostro Consiglio Comunale, in tempi nei quali la politica è costantemente e giustamente sotto attacco, di come un problema pure complesso possa essere affrontato – anche da posizioni differenti – ma con serietà e attenzione sia ai valori che alle ricadute concrete delle decisioni che vengono prese.

 

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Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.