Lavori a Mancalacqua: scoppia la protesta degli esercenti: “E noi come lavoriamo?”

Come era prevedibile, ha suscitato molti commenti la notizia che abbiamo dato oggi della chiusura dal 25 maggio al 6 di giugno di un tratto di via Mancalacqua, tra l’intersezione con via Mincio e l’intersezione con via Molinara Nuova, causa i lavori di rifacimento dei due grandi dissuasori di velocità presenti sulla strada.

Il Comune ha indicato che i lavori si sono resi necessari sia per le loro condizioni ormai fatiscenti sia per renderli meno alti e ripidi. Molte erano state, infatti, le proteste per i pericoli che quei due ostacoli costituivano soprattutto per i motociclisti.

Tra i tanti commenti, vibranti sono soprattutto le proteste degli esercizi commerciali che si affacciano su quel tratto di via Mancalacqua. La chiusura per 13 giorni della strada (il transito è permesso solo ai residenti e ai mezzi di soccorso) rischia infatti di creare loro grossi problemi in quanto risulta di fatto impedito l’accesso ai negozi.

Inoltre i titolari dei vari esercizi commerciali, tra i quali un’edicola, una lavanderia, un bar, un tabacchino e un’impresa, lamentano anche la completa mancanza di informazioni da parte del Comune.

“Assurdo sapere una cosa del genere dal Baco, e per giunta solo un giorno prima dell’inizio dei lavori. Ricordo che quando sono stati fatti i dossi la strada non è stata chiusa e siamo stati avvisati in anticipo dal Sindaco”commenta ad esempio Nadia.

Sulla stessa linea anche Simone. “E’ possibile saperlo il giorno prima? Non se ne parla nemmeno, io ho un attività commerciale come ce ne sono delle altre nella zona, quindi si poteva avvisare per tempo. Ho diversi ritiri in queste settimane”.

Forte lo sfogo anche di Barbara: “Bene Sindaco, da domani mattina tutti i negozianti con le famiglie verranno a mangiare in Comune”.

Altri commenti arrivano poi da cittadini che a vario titolo frequentano quella strada.

“Sono un residente della zona e volontario accompagnatore piedibus dei bimbi che frequentano la scuola primaria. Attraversando quotidianamente questa strada – spiega ad esempio Augusto – mi permetto di far alcune osservazioni e considerazioni. Sono pienamente d’accordo nel rifare il manto delle pedane perché sconnesse e con “autobloccanti” sollevati. Giusto sostituire con asfalto, l’utilità delle pedane e la loro funzione va però mantenuta. Va mantenuta quindi l’attuale inclinazione delle rampe per limitare drasticamente la velocità degli autoveicoli. Quel tratto infatti è ricco di attività commerciali, vi è la fermata dell’autobus e purtroppo sul lato nord un ‘finto marciapiede’ a livello strada che non consente ai bimbi di percorrerlo in sicurezza. Il rettilineo induce ad aumentare la velocità. Con i lavori si potrebbe valutare qualche accorgimento per scongiurare il parcheggio selvaggio a pochi centimetri dall’incrocio con Via Aldo Moro. Spesso diventa problematico per i residenti immettersi sulla strada principale causa scarsa visibilità proprio per la presenza di vetture parcheggiate in contrasto con il codice stradale. Prima della realizzazione dei dossi o pedane era veramente un pericolo l’attraversamento di Via Mancalacqua. Invito quindi l’Amministrazione comunale a valutare tutti questi aspetti prima di addolcire i dossi consentendo il transito a velocità più sostenuta, dando priorità alla tutela delle fasce più deboli come bimbi e anziani che si spostano a piedi per Lugagnano”.

Anche Patrizio si fa alcune domande: “In fase di progetto non era possibile immaginare che le pedane sarebbero state troppo alte e quindi pericolose? In fase di realizzazione non hanno usato gli stessi materiali, visto che una pedana si è ‘sfondata’ e l’altra no? Sempre difficile, nel pubblico, capire chi fa cosa”.

Tanti, poi, pure i commenti positivi, come Francesca che sottolinea quanto “fosse ora di fare questo intervento”, o Luca che scrive “meglio tardi che mai”.

I negozianti già da oggi si sono organizzati per raccogliere le firme per portare la loro protesta al Sindaco Gianluigi Mazzi. La richiesta è quella che venga chiuso solo un senso di marcia alla volta, permettendo quindi un parziale passaggio degli automezzi.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.