L’augurio che mi faccio per il 2022 è quello di imparare a sapermi fermare

In questo periodo dell’anno è normale iniziare a tirare le somme, stilare liste di buoni propositi per l’ormai imminente 2022, ripromettersi di non ricadere negli stessi sbagli dell’anno passato… e la lista continua più o meno diversamente per ognuno di noi.

Indubbiamente le nostre vite sono cambiate molto negli ultimi due anni, molti sono i cambiamenti che ormai sono diventati normalità: la nostra inseparabile mascherina, il distanziamento, la capienza limitata o al 100%, il controllo del green pass, l’igienizzante prima di entrare in qualsiasi edificio…

E qui, considerato anche l’attuale peggioramento, mi gioco il mio primo desiderio: per questo nuovo anno vorrei che potessimo liberarci di una sola cosa che si è insinuata silenziosamente nelle nostre vite, vorrei che potessimo finalmente smettere di sentirci in costante stato di allarme. 

Personalmente, ho vissuto gli ultimi due anni sempre con la paura che prima o poi le piccole libertà che ci stavamo guadagnando ogni giorno ci sarebbero state nuovamente sottratte, che un nuovo lockdown, una nuova variante, un nuovo virus avrebbero fatto irruzione improvvisa nelle nostre vite, catapultandoci ancora una volta in uno scenario drammatico. Vorrei, quindi, che tutti noi potessimo tranquillizzarci e tornare alla normalità, anche se nuova e con qualche piccolo aggiustamento. Vorrei che potessimo finalmente smettere di avere paura che tutto peggiori, ma non solo per un po’, per un bel po’, ancora meglio se per sempre.

Sono consapevole che la situazione attuale non sembra andare in questa direzione, ma se non ci concediamo il lusso di sognare almeno all’inizio di un nuovo anno, quando potremmo?

Questo ci porta anche a un mio secondo desiderio: vorrei smettere di correre sempre e imparare a sapermi fermare. Un po’ dovuto anche a queste brevi e temporanee finestre di libertà, ho concentrato tutte le attività possibili nell’arco delle mie giornate, ho cercato di fare mille cose contemporaneamente per paura di perdere tempo, perdere occasioni, perdere possibilità.

In questo nuovo anno, vorrei imparare a fare un po’ di meno e gustarmi tutto di più. Bisogna ricordare che non ha senso fare molte cose, se non si è in grado di saperle vivere e apprezzare con calma.

Può sembrare scontato, forse anche un po’ banale, ma se questa pandemia ci ha insegnato qualcosa, è proprio attribuire il giusto valore e il giusto peso a ciò e chi ci circonda, alle cose che ci piace fare e che possiamo fare ogni giorno, anche le più piccole.

Per questo il mio ultimo desiderio è ricordarmi sempre di trovare il tempo per le mie passioni e per me stessa. Quando si corre tutto il tempo, è facile perdere di vista noi stessi. Spesso ci concentriamo sul lavoro, sugli amici, sulla famiglia, sulla casa, sul cane, sul gatto e su tutti i nostri accolli quotidiani. E per questo ci dimentichiamo di chi ci permette di correre tutto il giorno e di pensare agli altri: noi stessi. 

Non sto dicendo che dobbiamo egoisticamente pensare solo a noi, anzi, curare le nostre necessità è il primo passo per dedicarci al meglio anche agli altri. Perché per far sentire bene chi ci circonda, per essere presenze positive e apprezzate, dobbiamo prima di tutto stare bene noi. Stare bene fisicamente, ma specialmente con la propria mente.

Proprio a causa della realtà in cui ci troviamo, sia come conseguenza della pandemia, sia per i tempi in cui viviamo, dove siamo sempre connessi, multitasking, con una società che ci chiede e ci impone sempre di più… trovo che sia fondamentale curare la propria mente. Saper riconoscere quando è ora di staccare e, quindi, i propri limiti, viene spesso confuso per una debolezza, ma non lo è affatto, anzi è un grandissimo punto di forza e di ripartenza.

Poi, ognuno di noi può sperimentare metodi diversi e individuare una modalità su misura per dedicarsi a sé stesso. Io, per esempio, quando voglio staccare la spina prendo un bel libro e mi rifugio a leggere per ore, in completo silenzio, ma sono sicura che questo metodo potrebbe suonare come una tortura per molti altri!

Ricapitolando, mettendo assieme tutto quello che mi auguro per questo nuovo anno, potremmo riassumere tutto nella parola tranquillità.

Penso che questo desiderio potrebbe benissimo essere anche il desiderio di voi tutti, sicuramente di tanti, ma se così non fosse, vi auguro comunque di realizzare i vostri sogni e buoni propositi per questo 2022!

Federica Slanzi
Nata il 21 novembre 1994 e originaria di Palazzolo. Ha conseguito due lauree in lingue, aggiudicandosi una borsa di ricerca in Marketing e Social Media. Attualmente lavora nell’ambito delle certificazioni di qualità nel mercato europeo. Nel tempo libero si dedica ai libri e alla letteratura, partecipando attivamente alle attività culturali del territorio.