“L’approccio dei giovani alla politica è un tema centrale”: La redazione Medi@Vox del Liceo Medi incontra il sindaco di Villafranca Dall’Oca

 

Intervistare un sindaco rappresenta, per un giornalista, un’esperienza fondamentale: ciò che dice il “primo cittadino”, infatti, non può essere detto da nessun altro. Egli è per eccellenza l’autorità, dal 1996 eletta dal consenso diretto, e conosce perfettamente il territorio presso cui opera, poiché ne ha una visione d’insieme, frutto del suo sguardo politico e amministrativo.

Il 16 febbraio di quest’anno, il sindaco di Villafranca Roberto Dall’Oca ha partecipato ad un evento dal grande valore, in cui la politica è tornata a parlare ai giovani e, soprattutto, CON i giovani. Si tratta del confronto avvenuto presso il Liceo Statale Enrico Medi di Villafranca (nelle foto di Christian Segantini): Dall’Oca è stato incalzato dalle precise domande di undici emergenti giornalisti curiosi di Medi@vox, la redazione del Liceo, a cui ha saputo rispondere con interesse genuino e significativa disponibilità.

Il Sindaco ha sostenuto un confronto amichevole, lasciando alla voce dei giovani lo spazio che merita all’interno del sonoro e affollato coro che è la politica. E sorridendo, appena prima di iniziare l’intervista, ci ringrazia per avergli concesso questo “quarto d’ora d’agio”. Ma passiamo alle domande, che sono state poste da ciascuno dei giovani giornalisti della redazione.

Anita: Stiamo vivendo un periodo di forte sfiducia nelle istituzioni da parte dei giovani, che sempre meno numerosi si approcciano alla politica. Come si potrebbe invertire questa tendenza?
L’approccio dei giovani alla politica è un tema assolutamente d’interesse collettivo. Ho potuto riscontrare in prima persona che non è proprio così; infatti, nella mia ultima campagna elettorale vi era una lista composta da soli giovani. Siamo riusciti ad eleggere un loro rappresentante, Alberto Bellesini, come consigliere in consiglio comunale. Dunque posso dire di aver toccato con mano la freschezza, i valori e le idee dei giovani. È vero, prima c’era più slancio da parte delle nuove leve; ma, stando alla mia esperienza personale, alla vostra età mai avrei pensato di fare il sindaco, è stato un tragitto segnato nel tempo: nel 2004 ho fatto la mia prima campagna elettorale, diventando assessore solo nel 2008. Il mio percorso amministrativo-attivo parte solo all’età di quarant’anni. Percorso più bello mai vissuto, poiché posso entrare in contatto con lo spaccato della società. Il ruolo del sindaco è il ruolo politico più bello che possa esserci.

Lucrezia: Durante il suo primo mandato e nel corso di questo pensa di aver operato abbastanza per avvicinare gli adolescenti al mondo della politica?
Non si lavora mai abbastanza. Se si ha almeno un minimo di autocritica, ci si rende conto che si può sempre fare di più. Ho una figlia di sedici anni, dunque conosco e vivo il vostro mondo. Da quando sono sindaco, parlando di azioni strutturali per voi giovani, ho ridotto il debito pubblico di dieci milioni di euro: un domani vi troverete a sostenere un po’ di peso in meno. Abbiamo preso tante scelte poiché pensiamo siano importanti proprio per voi giovani, come l’investimento sul parco del Tione. Sosteniamo poi le attività sportive, destinando l’ex area-mercatale come palazzina giovani, dove vi sono molti gruppi di giovani ad occuparsi di diversi progetti. Abbiamo però bisogno anche della vostra apertura, ci deve essere un supporto reciproco.

William: Quali sono, secondo lei, i principali mali della politica e come li affronta?
La politica intesa come gestione del bene comune, come polis, non è un problema. Non sto dicendo che non vedo le negatività, ma la soluzione dei problemi passa attraverso scelte, discussioni, atti amministrativi importanti che devono avere un loro percorso. La politica percepita come confronto e rapporto con le istituzioni o coi livelli più alti è assolutamente un valore nobile, e possiede tutta una serie di sfaccettature che meritano di essere vissute e capite.

Christian: Piero Angela scrisse che “la politica non produce ricchezza, ma distribuisce quella poca, o molta, che un paese riesce a creare”. Quanto ritiene veritiera questa affermazione? Cosa si potrebbe fare per aiutare il nostro Paese a migliorare in tal senso?
Se la politica interviene in maniera positiva sul suo territorio, può anche produrre ricchezza. Ad esempio, facendo parte del Comitato Città Murate del Veneto insieme ai Comuni più importanti, abbiamo attuato un progetto di valorizzazione del territorio e dei nostri monumenti di Villafranca. Stiamo intraprendendo un percorso affinché Villafranca entri in un circuito importante, dove ne potranno beneficiare la Città stessa ed il suo turismo. Questo vuol dire generare ricchezza. Il Comune eroga servizi e si impegna a garantirli, abbiamo l’obbligo di gestire al meglio le nostre risorse.

Francesco: Ormai le notizie di violenza giovanile sono sempre più frequenti. Villafranca non fa eccezione. Come pensa di intervenire per ridurre questi fenomeni?
Questo è un delicatissimo tema che andrebbe discusso per ore. E lo farei volentieri con voi, come spesso ne parlo con mia figlia. Posso dirvi che i casi conosciuti ed evidenti di Villafranca sono ben noti alle forze dell’ordine, e sono seguiti. La sconfitta più pesante di tutto il sistema sociale – scuola, parrocchie, amministrazione comunale e famiglie – si presenta se non riusciamo a recuperarli. Dobbiamo guardarci negli occhi, tutti devono fare la propria parte, compresi i giovani. Ho visto, incontrato e conosciuto ragazzi che sono un valore aggiunto per questa società, persone che hanno molto da dire. Se guardo i dati di Villafranca, comprendo che non ha un problema sociale così importante, spesso amplificato dai social. Esiste un problema, sì, ma non di dimensioni così importanti. Le città più grandi vivono realtà ben diverse.

Rasia: C’è un’area a Villafranca che si può considerare un polo culturale, mi riferisco all’area su cui gravitano biblioteca comunale, sala Ferrarini e Museo del Risorgimento. C’è consapevolezza nell’amministrazione delle sue potenzialità?
C’è assoluta consapevolezza della sua importanza. È un luogo che chiamiamo Polo della Cultura. Dopo il mio primo anno di insediamento da sindaco, di aver aderito da subito al MUDRI, il Museo diffuso del Risorgimento, sottoscrivendo con i sindaci della provincia di Mantova e di tutto il territorio un protocollo, poiché convinti che la Storia che ha segnato in maniera importante il nostro territorio vada valorizzata. La biblioteca è diventata un luogo importante anche grazie ai ragazzi che la vivono e che si sono offerti di farne l’auto-gestione, sentendola propria. Questo determina un forte ed importante senso di responsabilità, ma anche di socializzazione. Abbiamo ancora una gran parte di Palazzo Bottagisio da recuperare, qualcuno aveva ipotizzato di trasformarlo in una sede distaccata di un corso universitario, ad esempio. Su quale destinazione dargli sarebbe bello aprire un tavolo di confronto anche con voi giovani: cosa vi serve? Cosa volete? Mandate richieste, discutiamone, esprimente le vostre necessità. Troviamo assieme una soluzione.

Irene: Ultimamente si parla tanto dell’importanza di avere un sogno, in quanto avere sogno può essere la forza motrice nell’età della formazione. Lei aveva un sogno? È riuscito a realizzarlo, almeno in parte?
Il Sindaco nasce bambino, cresce, e ha mille sogni. Come vi dicevo, mai avrei pensato di trovarmi ad essere sindaco della mia Città. È un onore enorme, poiché si tratta di una figura importante sia a livello di responsabilità, che di consapevolezza di ciò che si vuole per la propria comunità. È un sogno che non avevo neppure ipotizzato, ma che nel percorso della mia vita ho avuto la fortuna di vivere. Ho una figlia stupenda e ho realizzato parte dei miei sogni. Spero di averne altrettanti ancora da realizzare, sono alla metà di ciò che pensavo di fare.

Elisabetta: Rispetto alle persone che hanno vissuto in un mondo dove la tecnologia non era avanzata come in questi tempi, crede che per i giovani di oggi la capacità di attendere sia diminuita?
Si parla tanto di digitalizzazione, di come trasformare questo Paese e renderlo efficiente. Abbiamo molto da lavorare. Voi giovani siete molto più preparati, sotto questo punto di vista. Abbiamo portato avanti un progetto, e lo stiamo ancora sviluppando, sulle Palestre Digitali. Si tratta di un progetto fatto e pensato su più Comuni, sedici, che gravitano su Villafranca come capofila, grazie al quale abbiamo identificato dei luoghi fondamentali per offrire la possibilità di avere un rapporto diretto giovani-meno giovani, affinché tutti riescano, attraverso corsi e integrazione, a imparare ad utilizzare i nuovi strumenti. Questa innovazione tecnologica non va subita, ma sfruttata per coglierne l’importanza.

Mario: Il rapporto tra giornalismo e politica è estremamente complesso, anche a livello territoriale locale. Come lo percepisce lei, guardandolo dal punto di vista della politica?
Personalmente ho un rapporto conflittuale con la stampa. Chiedo ci sia almeno un equilibrio: talvolta vedo che non viene messo in risalto quello che è stato fatto per l’importanza che ha, ma spesso si trova la sfumatura per esaltare o per ridurre un’azione che ritengo avesse avuto la necessità di essere messa in risalto in maniera diversa. Villafranca, da questo punto di vista, è fortunata. C’è un rapporto franco, leale. Ritengo infatti fondamentale il lavoro della stampa.

Valentina: Ha incontrato degli ostacoli durante il suo percorso che hanno messo in discussione la sua decisione di diventare Sindaco?
Il ruolo che occupo è ambito da tanti, poiché è il più bello che si possa ricoprire. Entri a contatto con la tua comunità e puoi veder realizzato ciò che avevi pensato e preventivato. È un confronto diretto con tutta la società. Da un punto di vista politico, ho dovuto far valere le mie potenzialità. Il mio percorso non inizia dal nulla, nel 2004 mi presento per la prima volta candidato da consigliere e prendo quarantotto voti. Perdo le elezioni e mi ripresento nel 2008, vengo eletto e divento assessore. Faccio il mio primo mandato da cinque anni come assessore allo sport con delega alle frazioni. Nel 2013-2018 vengo riconfermato con un’altra campagna elettorale e divento assessore all’urbanistica. Dunque, quando ho preso la scelta di candidarmi a sindaco, l’ho fatto con la consapevolezza di già quattordici anni di esperienza maturata. Conoscevo il mio territorio, e avevo rapporti con associazioni ed enti superiori. Ero convinto di poter dare valore aggiunto alla mia comunità. Non avrei mai fatto il sindaco senza quel bagaglio di esperienza. Parlando di ostacoli, le assenze in casa con la mia famiglia sono uno degli ostacoli che più mi pesa. Se non avessi al mio fianco chi sopporta e supporta questa mia scelta, diventerebbe tutto più difficile. Villafranca è il comune più importante della provincia dopo Verona, per questo sono poco a casa. Cerco di supplire alla quantità del poco tempo con la qualità della mia presenza, ma non è sempre facile. Dunque, i pesi ci sono e vanno affrontati con responsabilità. Nessun sogno, lavoro, o impegno è libero e sgombro da problematiche. Le difficoltà sono ovunque, volendo e credendo si possono superare.

Francesco: Oggi, 16 febbraio, è la Giornata Internazionale del Risparmio Energetico. In qualità di sindaco, come pensa di ridurre gli sprechi energetici della sua Città?
Tutta l’illuminazione pubblica di Villafranca è a led. Si tratta di 54km di territorio, capoluogo e sette frazioni: sei mila punti luce. Ciò ci ha permesso di totalizzare un risparmio di circa quattrocento mila euro. Tutte le nuove strutture sono dotate di impianto autonomo con pannelli solari, autosostenendosi. Gli investimenti che ora stiamo portando avanti sono proiettati verso la Comunità Energetica, poiché crediamo siano aspetti fondamentali e importanti che nessuno può far finta di non conoscere.

Il Sindaco di Villafranca Roberto Dall’Oca conclude condividendo con i giovani un orgoglio personale: “Da quando sono diventato Sindaco, ho da subito istituito il consiglio comunale dei ragazzi. È una decisione che mi sta dando tantissime soddisfazioni, soprattutto per i suggerimenti che arrivano proprio da voi ragazzi”.

E, rivolgendosi a tutte le giovani voci in cerca di orecchie protese all’ascolto, afferma sorridendo: “Voglio darvi il giusto risalto. Vi aspetto in Municipio per un confronto”.

Irene Chiummariello
Classe Terza H - Esalo l’ultimo respiro per gli zigomi dipinti di scarlatto, le orazioni del silenzio, il prologo d’un sogno