Lamentiamoci meno e impariamo a ringraziare la vita, ogni giorno. Benvenuto, 2019

“Anno nuovo, vita nuova”. Magari, potrebbe rispondere qualcuno. Eppure mi è sempre piaciuto fare, a inizio anno, la “lista dei buoni propositi”, lista che in questi anni è parecchio cambiata.

A 15 anni chiedevo i capelli lisci e l’arrivo del principe azzurro. Quest’anno mi trovo a fare i conti con un 2018 che è stato molto impegnativo, per diversi aspetti. Non mi ero fino ad ora mai dovuta scontrare con un’annata del genere, tanto che davvero non vedevo l’ora che finisse. Come se 24 ore tra il 31 dicembre e il primo di gennaio possano effettivamente rivoluzionare e rinnovare la vita.

L’idea che comunque, in qualche modo, si possa fare un giro di boa è in qualche modo stimolante.

Come da tradizione, stilo quindi la mia lista dei due buoni propositi, cose che voglio cambiare per l’anno che verrà.

Per prima cosa cercherò di essere meno brontolona; ho capito che le persone che si lamentano spesso, che vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto, che non sono mai felici perché c’è sempre qualcosa che non va, non sono una grande e piacevole compagnia, soprattutto per sé stesse.

Ogni tanto mi capita di pensare ai versi di una canzone di Jovanotti che mi aiuta molto “smettere di lamentarsi, che l’unico pericolo che senti veramente è quello di non riuscire più a sentire niente, di non riuscire più a sentire niente”. Noi, qui, non abbiamo nulla di cui lamentarci veramente (parlo per me, per lo meno). So che sembrano discorsi elementari, ma viviamo in un Paese che, al di là della politica, ci dà tantissime possibilità: tutti possono avere un’istruzione, tutti possono avere assistenza sanitaria, siamo circondati da posti bellissimi e stiamo bene. Eppure ho sempre trovato il modo di lamentarmi delle cavolate più assurde, accorgendomi poi che, alla fine, chi si lamenta meno e sorride alla vita, è quasi sempre chi è più sfortunato di me. Quindi basta lamentarsi, anche perché si sprecano parole che potrebbero essere usate per cantare a squarciagola in macchina.

Come secondo proposito voglio investire davvero nelle relazioni e ricordarmi delle persone che ho intorno, dicendo “grazie” per la fortuna di averle con me. Man mano che si cresce, si sa ormai, le persone davvero importanti nella propria vita sono poche. Sì, ne abbiamo molti di amici ed è bellissimo conoscere tantissime persone, però ce ne so poche di speciali per noi.

E le amicizie, le relazioni, gli affetti, vanno coltivati, nutriti, alimentati. Sempre. Anche se a volte può essere difficile o ci sono dei momenti un po’ così. Dove si raccoglie poi, di solito, si semina.

Zygmunt Bauman, che ho avuto la fortuna di ascoltare ad una conferenza, ha detto una frase in un suo testo, che anche se vale di più per l’amore, mi ha sempre colpita: “le emozioni passano, i sentimenti vanno coltivati”.  Coltivare è un impegno che richiede lavoro, anche un po’ di fatica a volte, dedizione, e non è sempre facile. Coltivare un’amicizia, l’amore, stare vicino a qualcuno senza mettere sempre noi al primo posto. Ricordarsi degli altri. Uscire un po’ dall’egoismo dell’“io” e del “noi”. Sono ragionamenti apparentemente scontati ma devo ammettere che mi è capitato spesso di mettermi sempre al primo posto concentrandomi su me stessa. Questa cosa voglio provare a non farla più, anche perché siamo sette miliardi di persone, se ognuno pensasse per sé sarebbe un bel casino.

Con la certezza che comunque non diventerò una santa (almeno per quest’anno) voglio impegnarmi in queste due cose.

Per chi volesse uno stratagemma, ho imparato un bell’esercizio che aiuta a rendersi conto delle cose belle e della fortuna che abbiamo. Si tratta di dire, ogni sera prima di dormire, alcuni “grazie”. Non si tratta di ringraziare necessariamente Dio o chi per esso, ma di dire grazie alla vita.

È una cosa semplicissima, ma iniziare a farlo e prendersi questo impegno, almeno a me, ha cambiato un po’ la capoccia. Da quando ho iniziato a farlo, mi sono resa conto di ringraziare per cose così semplici, eppure così importanti e così grandi che la mia visione delle cose sta cambiando.

Grazie per gli amici, per chi ha dedicato del tempo a noi e ci ha reso felici, per la nonna che abita affianco, per poter mangiare un pasto caldo tutti i giorni a tavola con la mia famiglia. Rendersi conto di queste piccole cose, mi ha fatto comprendere quanto sia importante investirvi, perché la cosa più preziosa che si possa donare a qualcuno è il proprio tempo.

Detto questo, la mia lista per il 2019 comprende comunque vincere alla lotteria, avere i capelli lisci, andare alle Bahamas, alzarmi di 10 cm. Resto fiduciosa.

Buon Nuovo Anno, da me e dalla Banda del Baco, a tutti coloro che hanno dei buoni propositi!