“La vita non è un gioco”. Assieme contro la dipendenza, se ne parla a Lugagnano

Il tema sta diventando purtroppo tra quelli più scottanti a livello sociale: parliamo della febbre da gioco che quotidianamente miete migliaia di vittime in tutta Italia, e anche a Sona. Con famiglie sbattute sul lastrico dal vizio che devasta uno dei suoi membri, con persone che perdono il lavoro e la vita rovinandosi davanti a qualche macchinetta, con ragazzi e anziani che si distruggono per un miraggio di denaro facile.

 

Un fenomeno in preoccupante crescita, testimoniato anche da proliferare di sale da gioco che stanno spuntando come funghi anche in Provincia di Verona. E dopo che il problema è stato sollevato nella vicina Villafranca, da qualche tempo anche in pieno centro di Lugagnano ha aperto un locale per slot machine. Una novità che ha dato vita ad un forte dibattito, che dalle strade si e spostato anche su internet, tanto che quando abbiamo dato la notizia sul nostro sito e sulla nostra pagina facebook ne è seguito immediatamente un vero diluvio di commenti.

 

Tra i tanti messaggi postati, c’è chi, come Lucillo, si indigna parecchio “E’ vergognoso! Famiglie rovinate da queste macchine infernali. E lo Stato? Lo stato incentiva, approva, incassa! Ricordiamoci una volta per tutte: queste macchine sono studiate per rubare soldi (leggasi spennare polli) e non per elargirli!!”. Molto arrabbiata è pure Marisa: “È uno schifo, primo che siano legalizzate, secondo che un Comune non possa decidere in libertà secondo le necessità del territorio e terzo, purtroppo, non tutti sono in grado di darsi dei limiti è per questo che esistono leggi e divieti, altrimenti sarebbe tutto più semplice. Mi auguro almeno sia vietato l’ingresso ai minori anche se accompagnati!”. Anche Erica interviene: “Era proprio necessaria???!!!! e dopo dicono di giocare consapevolmente che il gioco può causare dipendenza!!!!! Ecco su cosa si basa l’Italia… e intanto lo Stato guadagna mandando in disgrazia quei poveri rintronati che son convinti di far fortuna alle macchinette!!!!”. A dire la sua è anche Cristian: “Neppure io condivido… ma purtroppo è un’attività legale e se i gestori hanno tutti i documenti in regola, il Comune non si può opporre”. Non manca qualche punto di vista differente, come Rossana che spiega che “io sono dell’idea che siamo in un paese libero e se una persona adulta vuole sputtanarsi i soldi in una sala slot sono cavoli suoi”. A risponderle è Michele: “voglio sottolineare che sono un convinto liberale , ma stiamo trattando un argomento molto delicato e articolato… voglio solo sottolineare che la mia libertà si ferma sul confine della libertà di qualcun altro… ognuno può buttare i soldi come vuole, l’importate è che la società non abbia ripercussioni… per cui lei si sentirebbe di togliere l’assistenza psicologica, medica, terapeutica, economica, ecc… a tutte quelle persone che non hanno la forza di uscire da uno stato di dipendenza da gioco?”.

 

Di questo problema preoccupante e di difficile approccio si parlerà in un’interessante serata organizzata dall’Azione Cattolica di Lugagnano, con il patrocinio del Comune di Sona, giovedì prossimo 23 gennaio alle ore 20.45 in sala K3, sotto la parrocchia. Tema della serata è lo slogan “La vita non è un gioco. Istituzioni, comunità, famiglie: insieme per educare”.

 

La serata presenterà l’idea di un “progetto educativo condiviso, in cui tutti i soggetti coinvolti operino armoniosamente verso lo stesso fine”. Ad intervenire saranno Davide Cecchinato Segretario Generale Adiconsum Verona, Maurizio Bernardi Sindaco di Castelnuovo del Garda, la Dottoressa Rossana Fontanelli del SER.D., Claudio Bolcato Presidente Diocesano dell’Azione Cattolica e Gianluigi Mazzi Sindaco di Sona.

 

Sul prossimo numero della nostra rivista daremo conto di questa serata, e analizzeremo il problema attraverso interventi ed opinioni.