La videosorveglianza? È inefficace

Ne avrete di certo sentito parlare di questa notizia che riguarda la videosorveglianza, ma la riportiamo anche qui per proporre una riflessione che sposti l’attenzione dalle tecnologie al favorire una nuova vita ai nostri paesi grazie anche al coinvolgimento delle associazioni del territorio non solo per la gestione verde.

Ricordate le scritte sul municipio di qualche mese fa ben presidiato da telecamere e gli ultimatum del sindaco Gualtiero Mazzi? Non se ne è saputo più niente. Un esempio di videosorveglianza inutile.  E non si creda che la spesa per il servizio notturno con guardie giurate serva molto di più…

 

“Recentemente a Londra si è verificato quello che passerà alla storia come il più grande furto britannico, alla gioielleria Graff. I volti dei due rapinatori sono stati ripresi dalle telecamere a circuito chiuso, peccato però che le riprese fino ad ora non abbiano portato alla soluzione del caso. E peccato anche che, come sostiene una ricerca, a Londra siano pochissimi i casi in cui le videocamere vengono in effettivo aiuto della polizia.


IL RAPPORTO – Cinquecento milioni di sterline spese per organizzare un esercito di mille telecamere spesi quasi inutilmente. Lo dice un rapporto interno della polizia di Londra, la città al mondo che più ha investito in telecamere per il controllo della città e che viene presa a modello da tutti i comuni che scelgono questa strada. Secondo l’indagine, solo un crimine è stato risolto da ciascuna della mille telecamere a circuito chiuso delle forze di polizia della città. E in un mese la telecamere hanno aiutato a catturare solo 8 su oltre 200 sospetti di furto.


LONDRA VIDEOSORVEGLIATA – Un occhio elettronico onnipresente che riprende in continuazione tutto ciò che accade in ogni angolo della città, condito tra l’altro negli aeroporti (e non solo) da un sistema ai raggi X che scannerizza i passanti per verificare che non siano in possesso di armi: questa è Londra che, con i suoi videosistemi e le cosiddette Cctv (le telecamere a circuito chiuso) si è aggiudicata l’approvazione generale degli inglesi, per la stragrande maggioranza concordi sul Grande Fratello nel nome della sicurezza.


POLEMICHE – Ora che questi occhi elettronici sparsi per il centro si sono dimostrati inefficaci però verranno rimessi in discussione, come fa notare un alto dirigente del Ministero dell’Interno, e occorrerà ripensare seriamente le strategie di sicurezza. I dati sono scoraggianti e sono ancor più gravi se si considerano le polemiche già esistenti sull’utilizzo della videosorveglianza che, anche quando efficace, dimostra tutta la sua invadenza in termini di privacy. Eppure la polizia di Londra difende le Cctv e non le mette in discussione come strumento. Semmai fa un mea culpa sul modo in cui sono state utilizzate. «Le telecamere a circuito chiuso continuano a essere uno strumento cruciale di investigazione e di prevenzione- chiarisce un portavoce della polizia – ma può essere fatto qualcosa di più per migliorare la loro efficacia». Insomma, non bastano gli occhi elettronici se quelli umani non sono sufficientemente pronti. E non basta la tecnologia senza le risorse umane.”

 

Il Corriere, 25 agosto 2009

 

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Enrico Olioso
Nato a Bussolengo il 16 agosto 1964, risiede dall’età di 5 anni a Sona (i primi 5 anni a Lugagnano). Sposato con due figli. Attivo nel mondo del volontariato fin dall’adolescenza, ha fatto anche esperienza di cooperazione sociale. È presidente dell’associazione Cav. Romani, socio Avis dal 1984 e di Pro Loco Sona dal 2012. Fa parte della redazione di Sona del Baco da Seta dal 2002. È tra gli ideatori del progetto Associazioni di Sona in rete attivato nel settembre 2014 e del progetto Giovani ed Associazioni attivato nel 2020.