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Da qualche giorno ha ripreso vigore una discussione sulla viabilità interna al paese di Lugagnano, a seguito di una lettera di un nostro lettore che segnalava l’annoso problema dei pericoli che si corrono in via Molinara Nuova (LEGGI IL SERVIZIO).

Anche in questa occasione però un punto nodale viene analizzato con valutazioni parziali: è quello relativo alla viabilità delle arterie di scorrimento.

Nella risposta data al nostro lettore, il Sindaco Mazzi sostiene che in passato, con poca lungimiranza, si è privilegiata la viabilità delle lottizzazioni con strade a “cul de sac”, favorendo chi le costruiva a scapito di chi sarebbe andato ad abitarle.

In effetti gli Amministratori che approntarono il primo Piano Regolatore negli ultimi anni ’70 ebbero ben chiaro, con molta lungimiranza, come il problema avrebbe dovuto essere risolto realizzando, tassello per tassello, quanto previsto nel Piano stesso.

La scelta delle lottizzazioni a “cul de sac”, scelte peraltro mutuate da Piani regolatori del Nord Europa, avrebbe consentito di ottenere un doppio risultato: una viabilità locale modesta, a favore di chi le avrebbe abitate, che avrebbe dovuto ad incrociare con una sola uscita le circonvallazioni esterne al paese.

Il Piano Regolatore prevedeva una viabilità di circonvallazione al Nord, una seconda utilizzabile all’interno che doveva sfociare in via De Amicis e una terza a Sud indicata solamente sui documenti preparatori e non inseriti nel Piano, perché il territorio era ancora del Comune di Sommacampagna, doveva costeggiare a Sud la linea ferroviaria.

Con questi interventi le lottizzazioni a nord avrebbero trovato sfogo a Nord, quelle a Sud verso Sud e con una previsione di uscita dell’area scolastica (nel periodo solo di scuola media) verso la via Rampa consentiva anche uno scorrimento interno all’abitato per le aree abitative del centro paese.

Quanto allo scorrimento Est-Ovest, per scoraggiare il transito Caselle-Bussolengo sarebbe stato sufficiente dare la precedenza al percorso della nuova circonvallazione Nord, magari con semaforo, rispetto alla comunale.

Altri percorsi privilegiati erano previsti all’interno paese con area pedonali e parcheggi, previsioni specificatamente indicate nel Piano.

Purtroppo, come succede spesso nel Belpaese, chi subentra nell’Amministrazione comunale non si premura di leggere quando è scritto nelle carte, relativamente a previsioni progettuali di lungo periodo.

Le soluzioni per la viabilità di transito previste nel PAT, approvato recentemente dall’Amministrazione comunale sono sembrate le uniche possibili a fronte di una situazione gravemente compromessa. Il rischio è che si dimostrino insufficienti e che debbano essere rivalutate in tempi brevi.

Se si vorrà che Lugagnano torni ad essere vivibile, sarebbe opportuno non procedere ad interventi tampone, per soddisfare esigenze di breve, ma decidere di intervenire quando i mezzi economici e le idee più chiare lo consentiranno.