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Il giornale L’Arena di mercoledì 30 giugno scorso riportava la notizia del “Convoglio storico” che ha ripercorso le orme della 10° Divisione americana che percorse le strade del Lago di Garda nell’aprile del 1945 verso il nord, liberando l’area dall’esercito tedesco occupante.

 

Nel nostro Comune abita una persona che visse quei giorni da combattente in quelle aree e che, gentilmente, ci ha concesso di raccontare “la sua storia” di quel periodo. Si tratta del maestro elementare di San Giorgio Braggio Lionello (nella foto), marito della mai dimenticata “storica maestra” Marchi Maria deceduta recentemente.

 

Nato a Villabartolomea, militare della classe 1920, dopo l’8 settembre 1943 ricevette la cartolina di arruolamento della Repubblica Sociale di Salò. Nel periodo a ridosso dello sfondamento della Linea Gotica da parte degli Alleati fu assegnato ad un reparto italo-tedesco di artiglieria antiaerea che operava sul costone collinare di Torri. Il 26 aprile del 1945 il reparto ricevette l’ordine di mettere fuori uso la batteria di cannoni e di ritirarsi.

 

L’ufficiale al comando disse agli italiani che potevano abbandonare la postazione, senza ulteriori obblighi, mentre i militari tedeschi presero la via del nord. I pochi italiani del reparto scelsero di nascondersi nei boschi di Albisano, in attesa dell’arrivo degli americani. Il Braggio, avendo delle conoscenze a Torri, decise di dirigersi verso quel paese. Appena voltato l’angolo di una via del porticciolo, che appariva deserto, si trovò di fronte inaspettatamente un piccolo reparto di militari tedeschi.

 

L’ufficiale al suo comando non volle saperne delle sue giustificazioni e lo invitò perentoriamente a raggiungere una postazione, ove un militare “copriva” con una mitragliatrice una visuale sulla Gardesana. I reparti americani avanzando, a distanza di pochi minuti, lanciavano dai carri armati alcuni colpi di artiglieria per verificare se vi fossero ancora sacche di resistenza. Una di queste salve giunse improvvisa ed inaspettata e solamente la prontezza e l’esperienza del “collega tedesco”, già combattente in Africa, che trascinò nella buca-trincea il compagno improvvisato lo salvò da morte certa.

 

Peraltro le schegge della granata distrussero la mitragliatrice, rendendola inutilizzabile. A questo punto il militare tedesco lasciò la postazione, dicendo al Braggio di comportarsi come meglio credesse. Braggio corse verso il paese, rifugiandosi in uno stanzone-magazzino attiguo alle scuole elementari per evitare di fare altri brutti incontri. Aspettò alcuni “lunghissimi” minuti, ma si rese conto che alcuni militari, in questo caso americani, stavano rastrellando la zona alla ricerca di postazioni nemiche. Scelse allora di uscire e si consegnò alla pattuglia americana, dichiarando la propria nazionalità. Gli andò bene.

 

A guerra ultimata riprese l’attività di maestro elementare e fu assegnato nel 1958 a S. Giorgio, ove insegnò per 10 anni. Si sposò nello stesso anno e dal matrimonio nacquero Carmela e Giulio, collaboratore del Baco e responsabile della Redazione di San Giorgio. Lionello vive ancora a San Giorgio, sempre disponibile ed ancora competente educatore di ragazzi, con tanti ricordi di un passato ormai lontano.