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Come ci aveva anticipato la Dottoressa Anna Maria Bustelli, Vicario del Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Lugagnano, le polemiche che hanno seguito lo sciopero della scuola di venerdì scorso hanno avuto un durissimo strascico in una comunicazione inviata oggi a tutti, ma veramente tutti, i soggetti interessati. E che attacca frontalmente l’Assessore Meri Pinotti, L’Arena e – in parte – anche i genitori. 

 

Infatti in data odierna la Dirigente Scolastica Dottoressa Cattaneo e la sua Vice Dottoressa Bustelli hanno preso carta e penna e hanno scritto la loro versione dei fatti, inviandola a tutti i genitori, a tutto il personale della scuola, al Sindaco, all’Assessore Pinotti, al responsabile comunale dei servizi scolastici Ventura, all’Azienda Trasporti Verona, alla Società Autoservizi Pasqualini, al Consorzio Eurobus, al Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale XII di Verona, alla Pulizia Municipale di Sona, a L’Arena, al Baco e, per conoscenza, al Dirigente Scolastico dell’ I.C.Virgilio di Sona. Non manca proprio nessuno

La comunicazione si apre con una precisazione: “Prima di procedere con questa nota, vogliamo affermare con fermezza che quanto è accaduto nel plesso scolastico “A. Frank” venerdì mattina, giorno dello sciopero, tra le 7.45 e le 8.30 non doveva assolutamente succedere: i bambini sul pullman comunale e l’ingorgo del traffico. Ma vediamo il ruolo che in questa situazione ogni attore ha avuto”.

La Dirigente e la sua Vice ricordano quindi “come di norma nell’Istituto sono state espletate, in tempo utile, tutte le procedure previste per poter comunicare alle famiglie, 5 giorni prima dello sciopero, le modalità di funzionamento o la sospensione del servizio”.

 
“Quindi – sottolineano –  alle famiglie si comunicava in modo certo, chiaro, preciso ed inequivocabile che:
a) sarebbero entrati SOLO gli alunni delle classi di cui fosse presente il docente della 1^ ora per la scuola secondaria o il docente di classesezione per la scuola Primaria e dell’Infanzia;
b) le classi accolte avrebbero poi fatto orario regolare, fino alla fine delle lezioni;
c) la scuola dell’infanzia avrebbe terminato il servizio alle ore 13:30;
d) gli alunni dell’indirizzo musicale avrebbero dovuto controllare la presenza del docente presentandosi a scuola all’orario previsto per la lezione;
e) tutte le indicazioni date valevano anche per gli alunni che utilizzano il trasporto scolastico comunale;
f) tutti i genitori erano invitati ad accompagnare i propri figli per verificare di persona se e quali classi sarebbero entrate.
Anche al Responsabile del Servizio Scolastico del Comune, ovviamente, è stata inviata con sufficiente anticipo la dovuta comunicazione, recante le indicazioni organizzative che la scuola aveva dato alle famiglie e le informazioni necessarie per organizzare eventuali variazioni ai servizi di loro competenza, mensa e trasporto, relativamente ai due plessi e ai tre diversi ordini di scuola dell’Istituto. (Agli atti della scuola)”.

“La comunicazione ricevuta dunque – proseguono le Dottoresse Cattaneo e Bustelli affrontando i problemi avuti con il Comune – non si prestava ad equivoci. Era esplicitato che le limitazioni del servizio dovute allo sciopero avrebbero interessato, senza eccezioni, anche gli alunni del trasporto comunale. Infatti non risulta che con l’abbonamento al servizio di trasporto comunale le famiglie acquistano anche l’immunità dai disagi che, inevitabilmente arreca lo sciopero della scuola. Il bus comunale è da considerarsi uno dei tanti modi per raggiungere la scuola, non un privilegio o un salvacondotto. Ma i responsabili dell’organizzazione dei servizi scolastici, hanno pensato diversamente e non hanno tenuto nel dovuto conto la comunicazione della scuola. Quando hanno letto la comunicazione, se non erano d’accordo, come hanno affermato venerdì mattina, con le indicazioni organizzative date dalla scuola alle famiglie, avrebbero dovuto per tempo contattare l’ufficio o il Dirigente Scolastico per un confronto sul da farsi e non lasciare al caso la soluzione del problema, con un “Speriamo che se li prendano” oppure ”Tanto devono farli entrare”!!! E se per lo sciopero la scuola al mattino dovesse sospendere completamente il servizio e non aprire i cancelli, che cosa è previsto che faccia l’autista del bus con i bambini a lui affidati? Sarebbe importante conoscere, nel caso di sciopero della scuola, che cosa è stato previsto nel capitolato d’appalto del servizio di trasporto. Generalmente i Comuni determinano chiaramente la soluzione già nel disciplinare del contratto con la ditta di trasporto che può essere la doppia corsa, per la restituzione immediata dei bambini alle famiglie o l’automatica soppressione del servizio per quel giorno. Non certamente un estemporaneo atto di prepotenza come è capitato venerdì. Ci vogliono certezze per tutti. Quando sottoscrive l’abbonamento la famiglia deve sapere con anticipo per ogni evento quale soluzione è prevista, senza equivoci: in caso di neve, in caso di sciopero, in caso di… Concludendo, che cosa deve fare l’autista del pulmino evidentemente non è e non può essere, una decisione di competenza della scuola, visto che il contratto, il capitolato, gli oneri economici e l’abbonamento dell’utenza sono tutte azioni di un servizio di competenza Comune”.

 

Nella comunicazione è poi la volta delle responsabilità delle famiglie. “I ragazzi la mattina vengono a scuola con vari mezzi. E’ la famiglia che, valutato il grado di maturità del figlio, la pericolosità del tragitto, il tempo di percorrenza, decide come mandarlo a scuola: in bici, a piedi, col monopattino elettrico, con l’auto, con il bus del Comune… i ragazzi arrivano e come previsto entrano a scuola. Per questo, in caso di sciopero la scuola invita la famiglia ad accompagnare di persona il ragazzo. Proprio perché è un evento con effetti non prevedibili, non si può sapere prima se il figlio entrerà, oppure no. Appunto: non è prevedibile e la famiglia ha la diretta responsabilità di organizzare un “piano B”. I genitori che venerdì mattina, pur conoscendo l’imprevedibilità della situazione e hanno scelto di affidare in ogni caso al pullman la sorte dei loro figli, cosa avevano concordato con il Comune? A quale “piano B” hanno fatto riferimento? Sempre a quello “Speriamo che se li prendano” ”Tanto devono farli entrare”? Perché non sono venuti di persona ad accompagnare i figli?”.

“E infine – prosegue la nota – veniamo alla mattina di venerdì e a quanto è successo tra le 7.45 e le 8.30 nel plesso “A. Frank”. Di norma, il giorno dello sciopero il DS organizza, con il personale docente che non sciopera, le lezioni nel modo che ha comunicato alle famiglie e poiché i docenti devono trovarsi a scuola entro le 7:55, prima di quell’ora non sa quanti saranno presenti. Tra le 7.55 e le 8:00 fa i controlli necessari, valuta la situazione e poi manda ai cancelli i collaboratori scolastici a comunicare quali classi possono entrare. E così è stato fatto anche venerdì. Sembra facile. Ma venerdì mattina alle 7:45 davanti ad un cancello già affollato di ragazzi concitati e genitori impazienti, in una strada già ingorgata da macchine e bici, senza che fosse stata prevista la presenza della Polizia Municipale, sono arrivati i bus comunali, con la pretesa di far scendere i ragazzi come tutte le altre mattine e di consegnarli alla scuola. Ma venerdì non era una mattina come le altre. C’era lo sciopero. Quindi è stato risposto che non era possibile accogliere a scuola i ragazzi con il solito anticipo. Dovevano aspettare, come tutti gli altri, per sapere se sarebbero entrati. L’organizzazione comunicata alle famiglie non poteva essere cambiata: gli alunni del bus dovevano seguire la sorte dei compagni. Altrimenti allora vale tutto. E’ a questo punto si è scatenata una gran confusione. L’autista che non sentiva ragioni, protestando con veemenza perché doveva proseguire il giro e intanto bloccava il traffico, la strada completamente nel caos, la ressa al cancello… Nella scuola Secondaria di 1° grado, i docenti della 1^ ora presenti erano solo 3 e alle 8:00 sono state fatte entrare le loro classi. Tutti gli altri a casa. E’ la regola. L’autista è ripartito per completare il giro fino al plesso “S. Pellico”. La strada si è lentamente svuotata… Tutto a posto? No. Dopo 10 minuti è tornato, fermamente deciso a consegnare alla scuola 3 ragazzi di 2^ media che non erano entrati. Considerata l’assurdità della situazione, la scuola ha deciso di far entrare i ragazzi. Non sono dei pacchi. Per giustizia, rispetto agli oltre 200 ragazzi mandati a casa, sono state però subito chiamate le famiglie che in meno di un quarto d’ora sono venute a prenderli. Tutto a posto? No”.

“Alle 9:00 si è presentata l’assessore Meri Pinotti – scrivono le due Dottoresse – accompagnata da 2 agenti della Polizia Municipale e dal Responsabile dei Servizi Scolastici, comunicando che era lì, a suo dire, per far rispettare la legge e “per far assolutamente entrare i ragazzi che erano sul pullman”! Le abbiamo detto e fatto constatare che non c’era nessun pullman, che i ragazzi non erano più sul pullman perché erano stati fatti entrare a scuola e anche già consegnati alle famiglie e rimandati a casa. Come poteva lei stessa constatare non c’erano in giro “bambini vaganti”. Abbiamo, su richiesta, consegnato ai vigili la comunicazione preventiva dello sciopero data alle famiglie e abbiamo spiegato le nostre ragioni. Hanno chiesto se tutte le famiglie avessero firmato la presa visione della circolare. Abbiamo risposto che TUTTE le famiglie avevano firmato e che quindi non potevano non essere a conoscenza dell’organizzazione della giornata. Come del resto anche il Comune. Le nostre comunicazioni erano state corrette, precise e tempestive. Intanto è arrivato anche l’autista del pullman, che aveva finito anche il giro per le scuole dell’infanzia. Tutto a posto? No. L’assessore Pinotti, con fare molto alterato, ha detto che la storia non finiva lì, che avrebbe informato dell’accaduto l’ufficio Scolastico Provinciale e chi di dovere… ed è andata via”.

 

E qui arriva l’attacco diretto all’Assessore Pinotti e a L’Arena. “Con una tempestività incredibile, è uscito sul quotidiano L’Arena un articolo sull’accaduto, in cui tra l’altro, l’articolista intervistava l’assessore Pinotti, il genitore Presidente del Consiglio di Istituto, il genitore Presidente del Comitato Genitori, il genitore… E la scuola? E il Dirigente Scolastico? E il personale scolastico presente ai fatti? Perché ha riportato solo le voci di chi si è ritenuto vittima di un disservizio, o di chi deve attaccare per difendersi? Non era interessante sentire la voce ufficiale della scuola? Incredibile. Ma il fatto più stupefacente sono le seguenti affermazioni riportate nell’articolo: ‘…la situazione si è sbloccata solo grazie all’intervento dei vigili, di una funzionaria comunale e dell’assessore alla pubblica istruzione Meri Pinotti, che hanno convinto (???) il personale scolastico ad accogliere i tre alunni arrivati con l’autobus …. I tre ragazzini sono rimasti sul pullman fino alle 8:10 e questo ha comportato un disservizio…’ (su L’Arena del 13.10.2012). L’unica cosa vera dell’articolo è che i ragazzi sono rimasti sul pullman fino alle 8:10 e che c’era il caos intorno alla scuola. Tutto il resto è assolutamente inesatto. Qualcuno spieghi, infatti, come l’assessore ha potuto “sbloccare la situazione” e “convincere il personale scolastico…”, come dice l’articolo, se lei e i suoi accompagnatori sono arrivati a scuola solo verso le 9:00 mentre, invece, i ragazzi sono stati accolti alle 8:10 e, alle 8:30 erano già stati consegnati alle famiglie??? Un sensazionale fenomeno spazio/temporale! Forse prima di pubblicare l’articolo era meglio, per dovere di cronaca, non ascoltare solo la versione dell’assessore, ma intervistare anche gli agenti della Polizia Municipale e le persone presenti venerdì mattina nella scuola che, sicuramente, avrebbero fornito alla giornalista una più esatta testimonianza degli eventi e del loro susseguirsi ed evitarsi così una imbarazzante smentita”.

“Ma forse a volte – terminano la Dirigente e la Vice – la verità non fa notizia. O semplicemente non è utile e quindi non interessa”.