La scuola non vuole avere nemici

Lunedì 6 novembre in un istituto scolastico in Sardegna è avvenuta un’aggressione. Un ragazzo sedicenne dopo essere stato rimproverato diverse volte dal professore di matematica perché disturbava continuamente la lezione è stato mandato fuori dall’aula. A quel punto il ragazzo uscendo ha insultato il professore e ha chiamato il padre, il quale si è presentato a scuola aggredendo il professore e dandogli una testata.

Non è la prima volta che questi episodi accadono, in tutta Italia, e questo a causa della mancanza di rapporto di fiducia forte tra la scuola e la casa. Le scelte che compiono i professori sono prese per il bene degli studenti, i giudizi che esprimono i professori sono solamente lo specchio delle nostre azioni, il voto lo decidiamo noi agendo come meglio pensiamo, il professore è tenuto a correggere e valutare gli errori dando un giudizio che permette loro di capire se l’alunno ha compreso o meno l’argomento.

Se manca la fiducia tra casa e scuola non possiamo pretendere che gli studenti crescono con alcuni valori fondamentali che la scuola ha il compito di fornire, come il rispetto, la responsabilità, la tolleranza e l’onestà.

La scuola è un percorso di crescita. Per crescere è necessario sbagliare e capire gli errori per poi non ricommetterli più e questo non può avvenire se i nostri errori non ci vengano fatti presenti. Bisogna uscire dall’acquario per vedere veramente ciò che ci circonda e non solo quello che vediamo stando dentro. Questo significa aprire la mente e non focalizzarci solo su ciò che preferiamo, altrimenti non ci si potrà mai mettere alla prova davanti a ciò che va realmente affrontato, ossia la vita.

I professori ci insegnano non solo i contenuti delle loro materie ma, soprattutto, a formare il nostro percorso, ci forniscono i bagagli di conoscenza e gli strumenti necessari per affrontare la vita.

La scuola ci pone davanti a diverse prove per permetterci di crescere come persone e capire quali sono i veri valori da portare avanti. Se non siamo in grado di accettare i consigli e, magari, i rimproveri che ci permettono di crescere resteremo sempre allo stesso livello senza proseguire. I risultati della crescita non si vedono subito perché sono piccoli e progressivi e bisogna lavorarci anche per conto proprio.

Immaginiamo di dover affrontare una verifica in classe. È impossibile farla senza aver affrontato ed esserci esercitati sull’argomento. Bene, questo esempio rispecchia perfettamente il lavoro e l’obiettivo della scuola: prepararci per affrontare la verifica (vita esterna) senza timore e con le massime capacità.

I professori nonostante siano legati ai propri studenti sono in grado di dare un onesto giudizio e i genitori devono cogliere questo giudizio, che sia positivo o negativo, per lavorarci sopra. Il difficile rapporto tra scuola e famiglia ostacola il percorso formativo degli alunni.

È certo che i genitori vogliono il meglio per il futuro dei propri figli, ma è anche vero che per avere il meglio bisogna lavorare sodo soprattutto sulle proprie difficoltà e se noi non le accettiamo non percorreremo molta strada.

La scuola non vuole avere nemici, vuole solamente dare la possibilità di preparare i ragazzi, che poi saranno chiamati da grandi a decidere di questo mondo. I ragazzi passano gran parte del tempo a scuola, un luogo dove ci si può confrontare e dove si può capire quale sia la strada più giusta e che ci può rendere ciò che vogliamo essere. La base per tutto ciò è la fiducia tra scuola e famiglia e studenti: Che ne dite, vi ho convinti?