La scuola dentro la scuola. Conosciamo Maria Bersani, da otto anni DSGA del Liceo Statale Medi di Villafranca

 

A scuola si sente parlare spesso della segreteria, del personale ATA, dei docenti e del dirigente, ma meno spesso si sente parlare del DSGA. Perciò, la mattina di martedì 16 gennaio scorso ci siamo recati nell’ufficio di Maria Bersani (nella foto di Christian Segantini), DSGA del Liceo Statale Medi di Villafranca, per comprendere di cosa si occupasse ed in cosa consista il suo lavoro, allo scopo di raccontarvelo.

Dopo la calorosa accoglienza, Maria ha raccontato come sia riuscita, con un lungo e interessante percorso, a raggiungere il Liceo Medi: è approdata otto anni fa presso il nostro istituto dopo più di 30 anni di servizio, durante i quali ha lavorato per un breve periodo anche come insegnante ma per la maggior parte – più di 20 – in qualità di assistente amministrativo in altre scuole e istituti comprensivi come quelli di Povegliano e di Vigasio.

In questi anni ha accumulato molta esperienza, che le ha permesso poi – insieme all’impegno e agli sforzi personali (ora per avere tale ruolo bisogna avere qualifiche universitarie specifiche) – di superare i concorsi per diventare DSGA.

Dunque di cosa si occupa e chi è il DSGA? Si tratta è un acronimo per indicare la figura del o della direttore/direttrice dei servizi generali e amministrativi-contabili all’interno dell’istituzione scolastica, ed è a capo del personale ATA, ossia dei collaboratori scolastici e dei tecnici informatici, infine anche dei tecnici e degli assistenti di laboratorio chimici e fisici.

Maria quindi si occupa dell’organizzazione e coordinazione del loro lavoro, dei loro corsi di aggiornamento come, per esempio, quello sulla sicurezza. Inoltre si occupa della vita economica della scuola, che lei sottolinea essere una istituzione di notevoli dimensioni. Inoltre, in qualità di direttrice ha spesso a che fare con contratti tra la scuola e terzi. La DSGA si occupa anche della contabilità, quindi è l’autorità che insieme al preside redige il bilancio della scuola.

Come si può intuire non è assolutamente un lavoro semplice ma, fortunatamente, la tecnologia lo rende sotto alcuni aspetti più affrontabile. Difatti, ricorda che i primi anni nel suo mestiere per redigere un contratto e le sue copie si usava ancora battere a macchina tutto su carta e si utilizzava la carta carbone, che era una carta rivestita su un lato da uno strato di inchiostro asciutto, di solito unito a della cera, che era utilizzata per creare una o più copie di un documento durante la scrittura dello stesso.

Insieme all’innovazione va considerata però, anche una maggiore mole di lavoro che deve essere svolta in minor tempo, in seguito anche alla maggiore autonomia che ha ottenuto la scuola rispettando sempre la privacy e la trasparenza a norma di legge.

Maria, grazie ai molti anni passati nell’ambiente scolastico, è stata capace di darci alcuni punti di vista interni della scuola che, secondo lei, è cambiata molto – e soprattutto in positivo – per via della progettualità molto più ampia proposta e della maggiore attenzione degli alunni alle possibilità che hanno a scuola, il che li ha resi più intraprendenti.

Alla domanda “Le piace l’ambiente scolastico?” ha concluso con un sorriso, dicendo che le è sempre piaciuto e che quello in cui si trova attualmente è accogliente, stimolante e sereno.

A proposito dei problemi della scuola? I problemi non sono delle singole scuole ma riguardano l’istituzione scolastica a livello nazionale, dato che spesso le decisioni prese dall’alto non migliorano l’aspetto organizzativo e non consentono sempre un lavoro efficiente.