La Rugola di Sona era una verruca? Storia di una località di Sona dalle curiose origini

Fra le varie località di Sona capoluogo, certamente quella che ha il nome più curioso è la Rugola, situata nella parte alta del versante della collina che guarda verso Verona.

Per dare una spiegazione all’origine del nome, è probabile che a molti venga in mente un oggetto che, lasciato cadere dall’alto di quella discesa, rotola (“rùgola”, in dialetto veronese) verso il basso.

Si tratta di una interpretazione “a orecchio” che proprio non soddisfa: da qualunque pendenza del colle si vedrebbe scendere una cosa alla stessa maniera, perché mai dare una denominazione specifica solo a quella località?

Se andiamo a consultare le antiche mappe di Sona, scopriamo che il toponimo originario era Verugola; Rugola, pertanto, ne è l’abbreviazione, che con il tempo si è andata affermando nel parlare della gente. Il problema non è risolto: da cosa deriva la parola Verugola?

Il toponimo “La Verugola” in una mappa di Sona del 1802. Sopra, località la Rugola oggi.

E’ interessante notare che tale nome non è esclusiva nostra, ma si trova in varie altre parti d’Italia. Nelle Cinque Terre, in Liguria, esiste un Monte Verugola; in Toscana ci sono toponimi simili: Monte Verruca e paesi che si chiamano Verrucola e Verrucole.

Gli studiosi di quei luoghi fanno derivare tali nomi dalla parola latina “verruca” (altura, rilievo) e dal suo diminutivo “verrucula” (piccola altura, piccolo rilievo). E’ un termine con cui ognuno di noi ha tuttora dimestichezza, perché viene usato in medicina per indicare la malattie delle verruche, che sono appunto delle salienze sulla pelle.

Che anche la nostra Verugola abbia la stessa origine ci è confermato dall’esperto Giacomo De Gregorio nel suo libro “Studi glottologici italiani”, pubblicato nel 1903. In conclusione: Rugola da Verugola, cioè “verrucula”, a indicare una località situata in alto.

Ora che abbiamo chiarito l’origine del toponimo, andiamo a soffermarci su alcune curiosità storiche.

Anzitutto dobbiamo precisare che questa località un tempo non comprendeva solo le due case dall’aspetto massiccio tuttora visibili, ma anche la boscaglia adiacente, detta “Bosco della Verugola”, con tutta la zona che arrivava a lambire l’attuale Strada Regionale 11.

Lo sappiamo dagli “Atti della Provincia di Verona” del 1880, dove si legge: “Riordinamento del torrente Verugola. Anche in altra località della detta strada bresciana, e precisamente al punto denominato Bosco della Verugola in Comune di Sona a destra della medesima nella caduta di forti piogge, corre disordinato un torrente che portando guasti a fondi di proprietari limitrofi, danneggia del pari la strada provinciale”.

Un dato che non sapevamo di questa zona: vi passava un corso d’acqua. Altra curiosità, ancora più antica, risalente al 1798: per transitare di lì in quell’epoca, bisognava pagare un pedaggio. “L’esazione di detto pedaggio sarà verificata col mezzo di due stangate, l’una alla Crocebianca dove presentemente s’attrova, l’altra all’Osteria del Bosco della Verugola, con carico al conduttore di rilasciare ai passeggeri il riscontro di pagamento”. Neanche fosse stata un’autostrada!

Ultima curiosità: un tempo era in questa località che uno dei due medici condotti aveva l’obbligo di risiedere, come apprendiamo da un giornale dell’’800: “A tutto il 31 gennaio 1847, resta aperto il concorso al posto delle due Condotte Medico-Chirurgiche del Comune di Sona, l’una pella Frazione di S. Giorgio e Palazzolo, l’altra pel Capoluogo di Sona e Lugagnano, colla residenza del primo al Bosco della Verugola, e del secondo nella contrada principale di Sona, colla popolazione di N. 1500 circa, e di poveri 700, e di miglia quadrate sei circa per ciascheduna condotta”.

Che anche allora ci fossero delle polemiche, come oggi, per la localizzazione degli ambulatori medici nel Comune di Sona?

Mario Nicoli

About Mario Nicoli

Nato a Verona nel 1956, lavora come medico di base. Dal 2003 è redattore del “Baco da seta”, su cui pubblica articoli che trattano quasi sempre di storia del nostro Comune. E’ presidente del “Gruppo di ricerca per lo studio della storia locale di Sona”, che fa parte della Biblioteca comunale di Sona.

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