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Una manifestazione riuscitissima, quella di mercoledì mattina 6 Maggio. Circa 200 genitori e altrettanti bambini sono rimasti fuori dalla scuola elementare di Lugagnano la prima ora di lezione. Obiettivo: protestare contro i perduranti silenzi del Colle di Sona e contro le ambiguità delle risposte ricevute soprattutto dopo che i vigili del fuoco hanno revocato il certificato di prevenzione antincendio.

 

Diverse testate giornalistiche, RAI compresa, erano presenti: il tema scuola è sempre molto delicato e lo è ancora di più se della questione specifica se ne parla da anni. Ad agitare ancora di più gli animi, la lettera arrivata dalla dirigenza dell’Istituto comprensivo di Lugagnano firmata anche dal presidente del Consiglio di istituto. “Anche in quella lettera mancano le risposte” afferma una delle tante mamme che vuole mantenere l’anonimato “lo sappiamo tutti che non ci sono le misure di sicurezza e i vigili del fuoco hanno revocato il certificato sulla prevenzione antincendio, ma la lettera mandata ai genitori non chiarisce se la scuola è agibile, se è rischio della famiglia mandare i bimbi, se l’assicurazione li copre: era meglio se non avessero mandato una lettera così” termina tristemente la “mamma preoccupatissima” come si definisce.

 

Eppure, di fronte a questo grave fatto della revoca del certificato, hanno parlato tutti, dalla dirigente, ai genitori, alla minoranza della Lista L’Incontro che siede in consiglio, ma nessuna parola ufficiale dal Sindaco Mazzi e dall’Assessore alla Scuola Pinotti. “È ridicolo che i principali referenti politici non abbiano detto nulla” afferma un padre presente alla protesta “quando alla riunione di settembre scorso, secondo loro, tutto era a posto e avrebbero mantenuto sempre aggiornati i genitori sullo stato delle sedi scolastiche”. Ma ciò non è avvenuto, a detta di tutti: “una promessa palesemente mancata: farebbero meglio a non dire nulla, invece di farsi questa cattiva pubblicità e dire che li ho votati” afferma un’altra mamma.

 

“Devo dire con amarezza” afferma Gianmichele Bianco consigliere della Lista L’Incontro e referente per la scuola della Lista Civica “che non posso dare torto ai genitori quando da un lato affermano che il Sindaco e l’Assessore sono stati in silenzio e dall’altro dicono che sono state solo promesse quelle di Settembre. Ricordo” continua Bianco “che proprio ad un mio intervento su quali forme di dibattito avrebbero messo in atto con i genitori esasperati fui zittito dal Sindaco sul fatto che loro avrebbero incontrato la gente per strada e nei bar. Qui però non ci sono.”

 

Mentre i bambini giocavano in strada, non consapevoli di ciò che sta accadendo letteralmente sopra le loro teste e sotto i loro piedi, i circa 200 genitori presenti alla protesta hanno dibattuto tra loro quali azioni fare e cosa aspettarsi dal Sindaco Mazzi Gualtiero e dall’Assessore Meri Pinotti. Si è improvvisata una riunione in strada dove si sono valutate le ulteriori forme di protesta. Bianco legge anche il volantino che è stato distribuito tra i genitori: “la scuola non è verde, non è azzurra, non è rossa. La scuola è di tutti i colori. Ammetto che il pensiero di mettere assieme minoranza e maggioranza per risolvere la questione della scuola è il mio e nostro pensiero: in un momento di difficoltà così grande, non vedo perché non parlarci con molta serenità per risolvere il problema per i prossimi quarant’anni, come c’è scritto nel volantino. Come padre vorrei che i politici invece di coltivare i loro specifici interessi, su temi così grandi e delicati, lavorassero assieme, almeno al livello comunale”.

 

“Li terremo sotto pressione indipendentemente dalle loro risposte” afferma Lucia D’Amato, una delle mamme e dei papà che da tempo lottano per una scuola migliore e sicura. “Ogni settimana escogiteremo una forma di lotta” continuano altre mamme “perché non ci va più bene la strategia di attendere le risposte e far passare il tempo: occorre una strategia diversa”.

 

“Tra l’altro” sostiene un membro del consiglio di Istituto presente alla protesta “si dice che non ci sarà il permesso per fare le consuete attività estive del Grest: e questo è un bel problema per centinaia di famiglie”.

 

“Certo che la cosa ha del ridicolo” afferma Gianmichele Bianco “non si permette il Grest e la scuola invece continua: ma se per il Grest è inadatta, lo è invece per le lezioni? Qui qualcuno deve spiegarci molto bene: ma come ripeto, non vedo nessuno che ha il coraggio di venirci a riferire e dare risposte. E soprattutto, è il caso che dicano come risolveranno il problema delle attività estive che non servono solo ai bambini per svagarsi, ma sono momenti di supporto alla vita famigliare e lavorativa: chi baderà ai bimbi delle mamme e dei papà che lavorano durante l’estate? ”.

 

Sebbene qualcuno abbia lamentato di avere saputo tardi della protesta, il successo è stato eclatante: 200 bambini e genitori, il 50% della scuola, hanno preso coscienza del problema e, anzi, continueranno a tenere sotto pressione l’amministrazione con altri eventi. Nella foto un momento della manifestazione.