La riscoperta della politica, che anche a Sona passa dall’impegno personale

La politica fa schifo.
I politici sono tutti corrotti e pensano solo ai soldi.
È inutile andare a votare tanto fanno sempre quello che vogliono.

Questi ed altri sono i pensieri che normalmente la gente esprime quando s’inizia a parlare di politica: ma perché?

Personalmente, riconduco l’inizio di questo distacco dalla politica al tempo di “mani pulite” quando si è iniziato a indagare sui finanziamenti illeciti dei partiti e si è scoperto il malaffare che si celava dietro a molti, per non dire tutti, i rapporti tra il privato e la politica, legati al clientelismo ed alla corruzione.

A quel punto la politica, o meglio i politici, non sono stati capaci di “recuperare” il rapporto con gli elettori e si è pensato che cambiando i sistemi elettorali le cose sarebbero migliorate non rendendosi conto che la gente si è sempre più distaccata dalla politica.

Si è lentamente aperta la strada al populismo con l’ascesa del nuovo; si è ritenuto che si dovesse “eliminare” ogni cosa della precedente stagione politica, dando spazio a persone che fino al giorno prima non si erano mai interessate della politica e dei partiti.

Si è deciso di buttare anche quanto di buono era stato fatto e pensato prima come, ad esempio, le scuole politiche di formazione ritenendo che tutti potessero fare politica senza alcun collegamento con il passato; usando un’espressione cara a mia madre si è “buttato il bambino con l’acqua sporca”.

Ad un certo punto non si è capito più nulla di cos’è la politica con sistemi elettorali che non danno voce alle persone e politici improvvisati incapaci di orientarsi in una selva di norme e di leggi che farebbero impazzire chiunque, con il risultato che sempre meno gente si è appassionata alla politica.

Il panorama politico nazionale è sicuramente complicato, ma a livello locale?

Per fortuna sul nostro territorio di Sona ci sono ancora molte persone che si impegnano all’interno delle associazioni, anche se sempre con più fatica si riescono a trovare persone che dedichino parte del proprio tempo al servizio verso il prossimo; si tratta di persone che con il loro agire si occupano del bene comune. Ma per quanto riguarda l’impegno all’interno dei partiti o delle liste civiche?

Intanto va segnalato prima di tutto un dato: i partiti sono quasi del tutto spariti dal panorama politico dei piccoli e medi Comuni come Sona; sembra che sia diventato disonorevole essere tesserati ad un partito e che, al massimo, ci si possa impegnare in una lista civica che non ha una ben definita collocazione politica o appartenenza partitica. Non ci si sente più rappresentati.

A livello locale si fa sempre più fatica a trovare persone che si impegnano con spirito di servizio per il bene della comunità; gli appelli all’impegno restano inascoltati dai più che pensano che non valga la pena dedicare il proprio tempo alla politica all’interno delle istituzioni.

Si è persa la speranza che qualcosa possa cambiare, si è persa la speranza che qualcuno possa fare la differenza, si è persa la speranza che una persona di sani principi e valori possa rimanere tale se frequenta un’ambiente che non sempre mette al primo posto questi principi e valori.

Io penso che questo sia un grande errore, penso che valga sempre la pena impegnarsi e far valere le proprie idee, penso che chi ha qualcosa da dire sia moralmente obbligato a farsi ascoltare e debba impegnarsi in prima persona per far valere le proprie idee, siano esse di destra, di sinistra o di centro.

Penso che la mia generazione abbia un grande obbligo morale nel confronto dei giovani per insegnare loro che una politica diversa, che mette sempre al centro del proprio operato le persone, è possibile.

Penso che abbiamo il dovere di impegnarci nelle relazioni con gli altri e mettere al centro del confronto le idee senza mai sminuire e svilire le persone perché solo con il rispetto si può costruire il dialogo e gettare le basi del confronto.

Penso che ci si debba informare per non essere degli sprovveduti che prendono per buono un qualsiasi post su Facebook o Instagram.

Penso che si debba essere preparati per potersi confrontare con cognizione di causa sui diversi argomenti e spero che sempre più giovani vogliano fare esperienza politica e impegnarsi per provare che insieme possiamo cercare di lasciare questo mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato.

Alessandro Donadi
Nato a Verona nel 1970 risiede a Lugagnano dal 1996. Sposato con Manuela ha due figli, Matteo e Michele. Geometra, libero professionista si dedica allo studio delle tecniche di comunicazione che mette in pratica anche come Mediatore civile. Scout fin da bambino continua a prestare servizio nell’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (AGESCI) ed è appassionato di montagna e vita all’aria aperta. Ha frequentato la Scuola Vicariale di Teologia e la Scuola di Formazione all’Impegno Sociale e Politico della Diocesi di Verona.