La risata, un’emozione che ci permette di prendere pieno possesso di noi stessi

La giornata mondiale della risata (World Laughter Day) nasce nel 1998 dal fondatore del movimento nazionale dello Yoga della risata. Viene celebrata per la prima volta l’11 gennaio 1998 a Mumbai e da allora viene celebrata in tutto il mondo, per convenzione, il 4 di maggio.

Secondo Kataria, il fondatore, la risata è un’emozione che permette all’individuo di prendere pieno possesso e controllo di se stesso e quindi, di cambiare il mondo.

In effetti i benefici che questa spontanea e incontrollabile azione ha sul corpo umano sono molteplici ed assimilabili a quelli di una potente medicina. Secondo numerosi studi scientifici, infatti, ridere è in grado di migliorare il sistema immunitario, di ridurre lo stress, di prevenire malattie al cuore, abbassare la pressione sanguigna e funge da antidepressivo naturale producendo serotonina.

Oltre a far bene al corpo, un sorriso o una sana risata, sono in grado di fare del bene anche all’anima; alleggeriscono i pesi che ognuno di noi è costretto a sopportare, aiutandoci a rendere il dolore e le preoccupazioni più tollerabili, e sollevano non solo il nostro spirito, ma anche quello delle persone che ci circondano grazie alla loro irrefrenabile contagiosità e al sentimento di conforto che infondono.

Ridere inoltre ha la capacità di far avvicinare gli individui, una risata infatti produce all’interno del corpo umano l’ossitocina, l’ormone dell’empatia, che funge da calamita tra gli individui creando forti legami importantissimi anche per il lavoro di gruppo e di squadra, ed è in grado di creare situazioni di piacevole leggerezza e convivialità.

In conclusione, possiamo dedurre che ridere e sorridere risultino fondamentali per noi esseri umani e per la comunità in cui viviamo, è indispensabile far sì che queste azioni diventino, se non lo sono già, essenza delle nostre giornate, per rendere leggero il nostro animo e tenere in salute il nostro corpo.

E quindi, come diceva Vasco, “vivere e sorridere dei guai, così come non hai fatto mai, e poi pensare che domani sarà sempre meglio…”.