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La cosa ormai proseguiva da mesi e non se ne vedeva la fine…

“Matilde! Matildeeee!”.
“Dimmi caro”.
“Che giorno è oggi?”.
“Oggi? Oggi è sabato, caro…”.
“Sabato?”.
“Sabato sì, tutto il giorno sabato… anche stasera sarà sabato!”.

È pomeriggio inoltrato, il sole comincia a scendere e i cuochi accendono i fuochi, alcuni di loro, più previdenti, pongono una pentola di acqua sul fornello, aggiungono un po’ di sale e un dado di carne e si pongono in silenziosa e meditabonda attesa.

“Mateildeeeee…”.
“Dimmi Dante!”.
“Ma che sabato è?”.
“È un sabato di gennaio! Di gennaio del 2021! “L’anno vecchio è finito ma qualcosa ancora qui non va…”.
“Va bene, va bene… non arrabbiarti, non arrabbiarti… ci penso io…”.

Così dicendo, Dante, che per chi mastica un po’ di linguaggio giuridico non è il famoso “dante causa” e per chi, invece, mastica un po’ di letteratura, non è nemmeno il famigerato Dante della Commedia, che, fregandosene dei limiti imposti dalle leggi vigenti, ha intrapreso viaggi ben al di fuori dei confini comunali! Anzi! Il nostro Dante, vi dicevo, non ha mai fatto commedie, tanto meno in questo momento storico che più si addice a una tragedia che a una farsa, prende un tagliere ed inizia a tagliuzzare freneticamente un gran pezzo di zucca!

Nel mentre la lama scivola sul tenero ortaggio, il dubbio gli permane. Dante non è capace di tacere!

“Matildeeee…”.
“Ancora Dante!”.
“Ma si può sapere che giorno è oggi?”.
“Oggi?”.
“Oggi, sì!”.

Incerta se mandare il marito nel più famoso luogo ameno che memoria d’uomo ricordi o se assecondare le sue strane richieste, Matilde prende una saggia decisione e consulta il calendario: “Oggi è Santa Rosa!” risponde con enfasi.

“Santa Rosa?”.
“Sì, e domani è San Bruno!”.
“Bruno?”.
“Bruno! Bruno… perché, ti secca!?”.
“No, no è che… è che non mi torna, ecco!”.

Ormai la zucca è tagliata a quadretti e lo speck comincia a sfrigolare piano piano sul fuoco basso, quello che produce la fiamma più piccola. L’olio e il sale erano già stati messi nella casseruola e stavano facendo il loro dovere, era venuto il momento di aggiungere la zucca.

“Ma sei sicura che oggi sia santa Rosa!?”.
“Si Dante! Sì Dante!”.
“È che non mi torna…”.
“Cos’è che non ti torna!?”.
“Il colore Matilde, il colore… Si può sapere che colore è il Rosa? O siamo gialli o siamo rossi, il rosa non esiste e non parliamo del Bruno! Che colore è il Bruno? Marrone? Grigio scuro?”.
“Sai una cosa Dante? Se non ti fidi di me vai sul Baco! Te lo dicono lì che giorno è oggi!”.

“Meno male che c’è il Baco che ci spiega se siamo rossi, gialli o arancio – pensava Dante tra se e se -. Se il Baco non ha mai parlato di rosa e di bruno o di celeste o che so io…, vuol dire che questi giorni non esistono! E allora stasera riso arancione e zitti tutti, che questo passa il convento!”.

Il brodo bolle, il sugo sfrigola.

Dante aggiunge il riso e a poco a poco, continuando a rimuginare i suoi pensieri, versa il brodo, mescolando e tenendo il riso all’onda. Ma visto che oggi sembra essere un tipico “Sabato del villaggio”, ci si può concedere un piccolo extra: mezzo bicchiere di Custoza, versato quando ancora il riso è all’inizio della cottura, può aiutare a superare le malinconie.

Il riso ormai è cotto, il TG non ha detto niente di nuovo e già si sente la sigla di fondo del prossimo telefilm, è sufficiente aggiungere una manciata di Parmigiano Reggiano e far mantecare un minuto.

Poi si può festeggiare, anche se si deve rimanere in casa e anche se stiamo vivendo un giorno arancione!

“Matildeeee…”.