La riapertura delle scuole di Sona, frutto di un lavoro di squadra che ha indicato un metodo

Lunedì riaprono i battenti le scuole del Comune di Sona. Non è assolutamente un fatto scontato: è la cronaca anche delle ultime ore a ricordarci come tante Regioni, tante Province, tanti Comuni e tanti singoli istituti scolastici abbiamo deciso di rimandare l’apertura di una decina di giorni. Perché proprio non si è stati in grado di riorganizzare e adeguare la complessa macchina scolastica in tempo. Quindi no, la riapertura a Sona non era scontata.

Certo, le nostre scuole riaprono con tante difficoltà, con tante incognite, con ancora tanti dubbi e soprattutto molti timori sulle nuove ed invasive regole e su quale anno ci aspetta, come ha ben raccontato su queste colonne la nostra Francesca Tenerelli. Ma riaprono.

Una riapertura, va detto chiaramente, che non è frutto del caso, non ci è piovuta sulla testa per grazia concessa ma è il risultato di un duro e intelligente lavoro di mesi.

Scaturisce da un confronto serrato, iniziato ancora durante il lockdown e che prosegue anche oggi, che vede impegnate da una parte le componenti della scuola, con le due Dirigenti degli Istituti Comprensivi di Sona e Lugagnano Maria Federici e Piera Cattaneo (da pochi giorni in pensione, al suo posto ora la Professoressa Elisabeth Piras Trombi Abibatu), gli insegnanti, il personale amministrativo e, dall’altra, la componente comunale con il Sindaco Gianluigi Mazzi, l’Assessore alla Scuola Gianmichele Bianco, l’ufficio scuola e l’ufficio tecnico, ben coordinato dall’architetto Fabio Dal Barco che si è particolarmente distinto per aver saputo trovare la non semplice sintesi tra le legittime richieste della scuola e le complesse esigenze tecniche.

Un lavoro di squadra prezioso che, come si diceva, non poteva risolvere tutti i dubbi che ancora incombono su questo nuovo anno scolastico, ma che permette comunque una riapertura serena, pur condizionata dalle mille regole, talvolta contraddittorie, imposte dai protocolli Covid.

Una cultura del confronto, dell’unire le forze, che ha indicato un metodo che dovremo essere bravi a replicare in altri settori e in altri ambiti della nostra comunità. Perché è proprio questo che ci chiedono i tempi difficili che stiamo vivendo.

Il nostro elogio oggi va quindi a tutti coloro che hanno saputo mettersi in gioco per questo risultato, progettando, proponendo e decidendo. Ma anche avendo l’intelligenza di fare passi indietro quando il confronto lo esigeva.

Lunedì i nostri figli torneranno finalmente in classe soprattutto per merito loro.

Nella foto Pachera l’ingresso delle medie di Lugagnano, con alcune mascherine che incombono.