La responsabilità che in questo inverno viene chiesta alla comunità di Sona. Che non possiamo tradire

Già i Greci avevano capito che in tempi di crisi la comunità viene prima del singolo, come rappresenta splendidamente Aristofane nella commedia “Le nuvole”.

Quando le cose si fanno difficili, la città viene prima dell’individuo, il bene comune va messo al primo posto, questo il senso ultimo di quel pensiero filosofico alto.

Mai come oggi la Storia pone ciascuno di noi di fronte anche a Sona ad una scelta di responsabilità. Quella di seguire seriamente le regole del contenimento del Covid, portando le mascherine quando necessario, mantenendo le distanze utili, rispettando le regole igieniche e sociali indicate, come ha doverosamente raccomandato oggi il Sindaco Mazzi commentando i dati sull’aumento dei contagi.

Senza pensare che questo rappresenti una compressione della nostra libertà individuale, ma proprio per quel sentimento di rispetto e tutela degli altri che ci permette di essere una comunità vera e solidale.

E’ stato proprio un grande greco, Pericle, in un passaggio del suo Discorso agli ateniesi nel 461 avanti Cristo, a spiegare meglio di chiunque altro questo concetto “Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Perché un cittadino non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private”.

A Sona abbiamo dato splendida dimostrazione di serietà e unità dei durissimi mesi del lockdown. Non vanifichiamo tanta fatica e tanto dolore proprio ora che viene chiesto a tutti l’impegno necessario a superare questo inverno che si apre a tinte fosche, per sperare di poter andare finalmente oltre l’incubo che si è abbattuto anche sulla nostra comunità.

Proviamo ad essere degni di chi è venuto prima di noi, dei nostri figli e di chi abiterà nelle nostre case dopo di noi e vivrà le conseguenze di questi tempi difficili. Guardando a ciò che siamo stati e a quello che abbiamo fatto oggi.

Foto di Andrea Miotto – Palazzolo.

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Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.