La Recensione per le Olimpiadi: “L’importante è vincere” di Eva Cantarella e Ettore Miraglia

Trama e Recensione

Se un antico  greco avesse sentito  il famoso motto “L’importante è partecipare” prima di una gara sportiva, si sarebbe probabilmente fatto una grassa risata.

Per un greco, infatti, l’importante non era partecipare ma vincere. La vittoria, era la dimostrazione della capacità di mettersi in gioco, di sfidare se stessi, di ottenere la gloria e non solo di superare gli altri.

vincereNon è soltanto questa la divergenza che esiste tra il modo di pensare di un antico greco e di uno sportivo moderno. Tra le Olimpiadi antiche e quelle moderne ci sono molte altre distinzioni, basti pensare, per esempio, alla parola “maratona”, che  apre nell’immaginario di ieri e di oggi scenari differenti.

Attualmente questo termine fa pensare ad una marcia podistica, a cui molti associano il ricordo di Stefano Baldini che vince nel 2004 ad Atene. Per un greco antico invece Maratona ricorda una pianura dove avvenne una grandiosa vittoria, frutto di una perfetta strategia, di cui andare fieri ma che con lo sport non c’entra nulla.

A Maratona gli opliti nel 490 a.C. combatterono una battaglia epocale, che vide la sconfitta del temibile e ben più numeroso esercito persiano comandato da Serse, che era giunto in Grecia per sottometterla.

Se ciò fosse avvenuto, probabilmente l’uguaglianza e la libertà di cui godevano i cittadini delle poleis e che è fondamento della democrazia moderna si sarebbero inesorabilmente spente. E allora come ha potuto la parola “maratona” essere poi associata ad una marcia podistica? La parola chiave è Filippide, messaggero che percorse correndo i 42 km che separano Maratona da Atene per andare ad annunciare agli ateniesi la grandiosa vittoria contro i persiani.

Altro aspetto interessante che diversifica le Olimpiadi contemporanee da quelle del mondo antico è la presenza femminile. Ad Olimpia era severamente vietato alle donne sia partecipare alle gare come atlete sia assistervi come spettatrici. Ciò non fa che confermare come le società antiche, in particolare quella greca e quella romana, fossero estremamente maschiliste.

Queste e molte altre curiosità accompagnano la lettura di bel saggio di Eva Cantarella ed Ettore Miraglia, che si soffermano non solo sulle origini delle Olimpiadi ma anche su fatti e campioni delle competizioni odierne.

Un buon modo per capire la storia di questi gloriosi giochi, che appassionavano i greci di un tempo come gli uomini di oggi e dovrebbero essere esempio sì di competizione ma nello spirito di pace che da sempre è caratteristica delle Olimpiadi, che iniziano proprio oggi a Rio de Janeiro.

L’educazione fisica aveva un ruolo fondamentale nella paideia, vale a dire nella formazione del giovane greco. […]E l’allenamento fisico e l’addestramento agli sport, che ben prima della nascita delle scuole facevano parte del patrimonio culturale degli eroi omerici, rimasero un aspetto fondamentale della formazione dei cittadini.

La Scheda

“L’importante è vincere. Da Olimpia a Rio de Janeiro” di Eva Cantarella – Ettore Miraglia, Feltrinelli, 2016, pp.156