La Recensione: “Nessuno sa di noi”. Tanti modi di essere mamma, nel giorno della Festa della Mamma

Trama e Recensione

A volte capita che il desiderio di essere madre si trasformi in ossessione al punto che la misura del proprio valore venga affidata alla capacità o meno di procreare. A volte la voglia di essere madre si tramuta in dolore, quando si scopre una diagnosi che nega questa possibilità.

Anche se la  maternità rappresenta solamente una dimensione della vita di una donna, non più l’unica ed esclusiva, sono tante quelle che, nonostante percorsi di studio impegnativi e carriere lavorative in salita, una vita sociale e personale piena, desiderano avere figli.

nessuno-sa-di-noiVogliono dei bambini nonostante sia spesso un’impresa crescerli in un mondo dove  sono talvolta prigioniere di stereotipi e di pressioni sociali, a volte appesantite dall’assenza di aiuto, finendo per vivere coi sensi di colpa la loro realtà di madri lavoratrici.

Perché essere una mamma non è  un idillio fatto solo di guanciotte morbide e favole della buonanotte. Sa essere fatica, sacrificio, a volte solitudine quando ci si sente stanche ed inadatte ma si deve tacere e pagare sulla propria pelle il peso di essere perfette, sempre.

Eppure non esistono madri che sanno sempre fare la cosa giusta, che hanno sempre la soluzione a tutto. Esistono mamme che amano tanto, come esistono donne che avrebbero voluto amare tanto e non hanno potuto.

Una di queste storie ce la racconta Simona Sparaco. In “Nessuno sa di noi” una giovane coppia scopre al settimo mese di gravidanza, durante un’ecografia di controllo, che qualcosa non va nella crescita del loro piccolo Lorenzo. La felicità di Luce e Pietro, fino a quel momento, era stata enorme perché quella gravidanza voluta era giunta dopo tanti tentativi, tante sofferenze, tante delusioni.

“Nessuno sa di noi” racconta la storia soprattutto di una donna, di una futura madre, di fronte alle responsabilità di una scelta difficilissima e dolorosissima, sapendo emozionare, suscitare riflessioni forti sul ruolo di donna, madre e moglie.

La festa della mamma è per tutte quelle donne che hanno le occhiaie per le tanti notti insonni, che dopo una lunga giornata di lavoro hanno ancora la forza per abbracciare e stare ad ascoltare.

La festa della mamma è per quelle che sono costrette a prendere ferie o permessi non retribuiti al lavoro per curare i figli malati. Questo giorno è per tutte quelle donne che si sono sentite rifiutare un lavoro perché incinte o perché in età fertile.

E’ per tutte quelle che sono state abbandonate a se stesse dopo che il test ha dato risultato positivo. Questo giorno è per quelle che hanno dovuto passare nove mesi a letto e per quelle che si sono sottoposte a pesanti cure ormonali sperando in una gravidanza che non è arrivata.

La festa della mamma è di tutte quelle donne che hanno tanto desiderato essere madri e non hanno potuto. E’ per tutte quelle mamme che crescono ed amano i figli degli altri, come se li avessero partoriti loro.

E’ per tutte quelle madri che sopravvivono alla perdita del loro bambino. E’ per tutte quelle che ce la mettono tutta per crescere dei figli che non le facciano felici ma che siano felici.

La maternità è uno spartiacque inevitabile nell’universo femminile, e non bastano libri e manuali per coglierne le sfumature, scioglierne i nodi.

La scheda

“Nessuno sa di noi” di Simona Sparaco, Giunti Editore, 2013, pp. 256.