La Recensione: “Le ragazze” di E.Cline. Un viaggio nei vuoti e nei pericoli dell’adolescenza

Trama e Recensione

Non appena mi cadde l’occhio sulle ragazze che attraversavano il parco, la mia attenzione restò fissa su di loro. Quella dai capelli neri con le sue accompagnatrici, la loro risata un rimprovero alla mia solitudine. Stavo aspettando che succedesse qualcosa, senza sapere cosa. E poi ecco.

Siamo nella California di fine anni Sessanta ed Evie, adolescente insoddisfatta, si trova per caso ad osservare un gruppo di ragazze e ne rimane colpita.

Quelle ragazze sono diverse da lei: libere dalle regole e dallo sguardo penetrante dei genitori, sfrontate e divertenti, al contrario di lei e della sua vita monotona, sempre in attesa di grandi cambiamenti che però nella sua vita tardano ad arrivare.

Evie vorrebbe essere solo considerata interessante, ascoltata e guardata davvero, cosa che i suoi genitori non fanno da tempo, persi nelle loro occupazioni e insoddisfazioni. Ecco allora che la “Famiglia” diventa la sua casa, tra trasgressione e sregolatezza, dove si sente accettata e parte di un tutto.

le-ragazzeQuel gruppo però si rivela una setta che ricalca in maniera abbastanza fedele quella di Charles Manson, un trentaduenne che in California aveva attirato intorno a sé giovani ragazzi affascinati dal suo carisma e dalla sua musica.

Ne era nato un gruppo chiamato la “Famiglia”, che viveva di furti, sesso libero, droghe e balli sfrenati in un incessante profumo di incenso. La “Family”, completamente succube di Manson, progettò nella prima settimana di agosto del 1969 una serie di efferati omicidi a Los Angeles, tra cui quello di Sharon Tate, moglie incinta di Roman Polanski.

Il romanzo non è una fedele ricostruzione delle attività della setta e della strage che compì, quanto soprattutto un’analisi molto profonda dell’età adolescenziale.

Emma Cline, che ha scritto questo suo straordinario romanzo d’esordio a soli ventiquattro anni, accompagna il lettore attraverso il viaggio nell’adolescenza di Evie, che non sta vivendo questo delicato periodo seguita da adulti amorevoli, che tengono davvero a lei, e amici sinceri ma viaggia costantemente in compagnia del vuoto, della noia e della frustrazione, senza modelli da seguire e con la vaga idea di voler diventare qualcuno ma senza sapere davvero chi.

Questo la mette in pericolo e la rende appetibile preda di alcune menti malate e manipolatrici. Evie vorrebbe che finalmente qualcuno si accorgesse di lei, la notasse, la considerasse interessante, non una ragazza qualunque, su cui non splende nessun’aura di grandezza. Diventare una ragazza è un faticoso compito ma anche il bisogno più grande di Evie e di tutte le femmine che compaiono nel romanzo.

Povere ragazze. Il mondo le rimpinza di promesse sull’amore. Quanto ne hanno bisogno, quanto poco ne otterrà la maggior parte di loro. Le canzoni zuccherose, i vestiti descritti nei cataloghi di moda con parole come ‘tramonto’ e ‘Parigi’. Poi gli strappa via i sogni con una violenza micidiale: la mano che scaccia a forza i bottoni dei jeans, il tipo che sull’autobus grida contro la propria ragazza senza che nessuno gli dica niente.

La Scheda

“Le ragazze” di Emma Cline, Einaudi, 2016, pp. 344.