La Recensione: “Il profumo” di Patrick Süskind. Un libro come allegoria della malvagità ma anche della creatività

Trama e Recensione

Jean-Baptiste Grenouille è nato nel quartiere più squallido e fetido della Parigi del XVIII secolo.

E’ dotato di un olfatto finissimo ma, per ironia della sorte, è completamente privo di odore e talmente insensibile da non provare alcun sentimento umano. Viene abbandonato tra i rifiuti subito dopo la nascita e cresce in un orfanatrofio, interessato più ai profumi e agli odori che gli aleggiano intorno a lui che a fare amicizia con gli altri bambini.

libroLa sua incapacità di provare emozioni se non connesse coi profumi lo rende strano e cattivo agli occhi degli altri e lo conduce verso il male. Una volta cresciuto, viene venduto ad una conceria, che lo sfrutta in maniera disumana. In seguito ad un evento drammatico, ha una rivelazione fondamentale: la sua vita sarà spesa nel campo dei profumi, non importa se questo implicherà il commettere azioni malvagie che faranno soffrire gli altri.

La storia geniale e grottesca che Süskind ci racconta vuole puntare il dito contro la società francese del tempo. Grenouille altro non è che il prodotto di un simile ambiente, dove sono importanti solo gli affari, il proprio tornaconto personale e dove domina quindi l’anaffettività.

La mancanza di amore, di cui il protagonista ha sofferto sin dalla nascita, e che non ha poi trovato crescendo, ha compiuto danni irreparabili nel suo animo, trasformandolo in un essere egoista a sua volta, incapace di provare empatia, diverso e distante. “Il profumo” è un’allegoria della malvagità, della follia ma anche della creatività umana, alla ricerca costante di un riscatto, un modo per essere riconosciuti e considerati capaci, degni di ammirazione, unici.

Poiché gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore, davanti alla bellezza, e turarsi le orecchie davanti a melodie o parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi al profumo. Poiché il profumo era fratello del respiro. Con esso penetrava negli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore, e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l’amore dall’odio. Colui che dominava gli odori, dominava i cuori degli uomini.

La Scheda

“Il profumo” di Patrick Süskind, Tea, 1985, pp.263.

Chiara Giacomi
Nata a Verona nel 1977, si è diplomata al liceo classico e ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona. Sposata, con due figli, insegna Lettere presso il Liceo Medi di Villafranca. Lettrice appassionata, coordina il Gruppo Lettura della Biblioteca di Sona.