La recensione del Baco: “Wild” di Cheryl Strayed

Trama e Recensione

Il Pacific Crest Trail (Sentiero delle creste del Pacifico), abbreviato in PCT, è un percorso escursionistico lungo 4.286 Km, che si snoda sulla parte più alta delle catene montuose della Sierra Nevada e delle Cascate.

Il capolinea meridionale del sentiero è sul confine degli Stati Uniti con il Messico, mentre quello settentrionale  tra gli Stati Uniti e il Canada; negli USA il sentiero attraversa gli Stati della California, dell’Oregon e di Washington. Varia in altitudine da appena sopra il livello del mare a 4.000 metri e passa attraverso venticinque foreste nazionali e sette parchi nazionali.

wildChi vuole affrontare il PCT deve pianificare bene la stagione in cui avventurarsi e fissare con precisione le tappe, oltre ai punti di rifornimento, che sono cittadine o uffici postali dove comprare o ricevere scorte di cibo, abiti puliti, denaro, combustibile per cucinare. Fondamentale è infatti avere lo zaino non troppo pesante, quindi  si tende a riempirlo solo con l’indispensabile. E’ importante anche stabilire una tabella di marcia, pianificando in anticipo quanti chilometri al giorno camminare per evitare condizioni del tempo sfavorevoli. La maggior parte degli escursionisti si avventura nel PCT tra fine maggio e fine settembre, percorrendo in media 32 km al giorno.

Cheryl, la protagonista di “Wild”, decide all’improvviso e in maniera piuttosto sconsiderata di intraprendere il Pacific Crest Trail. Pianifica in fretta il viaggio e parte con uno zaino enorme, che fatica persino ad alzare da sola, ancora con i segni dell’ultima dose di eroina sulla caviglia e con tanti fantasmi dietro di sé.

La sua vita è piena di persone e scelte sbagliate quindi fare il PCT sembra l’unico modo per ripartire, per riprendersi, per mettersi alla prova. Quello di Cheryl è infatti un vero e proprio viaggio interiore, un cammino alla ricerca di sé.

Durante i quattromila chilometri sul sentiero, man mano che le vesciche riempiono i suoi piedi, i capelli diventano stopposi e chiarissimi per colpa del sole e del fango, la pelle scura e ruvida, il corpo sempre più magro ma tonico, la protagonista cerca  di imparare a perdonarsi per i tanti errori, vedere le persone, anche le più care, per quello che sono e non per quello che vorrebbe fossero, volersi bene per quella che è in realtà.

Selvaggio (“Wild”) non è solo il percorso del Pacific Crest Trail ma è soprattutto lo slancio con cui si dovrebbe affrontare il mondo e la propria vita. L’autrice ci racconta la sua storia vera, (da cui è stato tratto di recente un film con Reese Whiterspoon), senza edulcorarla, ma trasmettendoci questo messaggio col cuore aperto e sincero.

“Ero sola. A piedi nudi. Avevo ventisei anni ed ero orfana. Ero già stata così tante cose. Ma una donna che cammina da sola in zone selvagge per migliaia di chilometri? Non ero mai stata nulla di simile prima. Non avevo niente da perdere a provare. Guardai verso sud, al deserto da cui venivo, al territorio selvaggio che mi aveva temprata e bruciata, e considerai le mie opzioni. Ce n’era una sola, lo sapevo. Ce n’era sempre una sola. Continuare a camminare.”

La Scheda

“Wild” di Cheryl Strayed, edizioni Piemme, 2012, pp. 415.