La recensione del Baco: “Pista nera” di Antonio Manzini

Trama e Recensione

Ci vuole immaginazione ed un pizzico di follia per pensare come protagonista di un giallo un vicequestore romano che indaga in loden e Clarks. Rocco Schiavone è davvero un uomo insopportabile, scorretto, odia la montagna, si comporta male con le donne, è scorbutico. Lui, che è nato e cresciuto a Trastevere, che odia il freddo e non capisce il fascino della montagna, viene spedito a fare il poliziotto in una località sciistica della Valle d’Aosta, dove non puoi sopravvivere più di una settimana con le Clarks ai piedi e senza guanti, ma devi cedere inesorabilmente ad un paio di poco sexy scarponcini in goretex.

pista neraInsomma, niente a che vedere con l’avvocato Guerrieri di Carofiglio o con Salvo Montalbano, eppure questo sfrontato vicequestore ha il potere di far sorridere, di catturare l’attenzione del lettore, almeno quello che subisce il fascino della “simpatica canaglia”.

La trama è semplice, una rilassante lettura da ombrellone, ma ti avvolge fino all’ultima pagina senza essere banale, alternando l’indagine alle vicende personali del passato non proprio limpido e sereno di Rocco Schiavone. Quando il giallo finisce, si ha voglia di conoscerlo meglio questo vicequestore. E allora basta leggere la successive avventura, dal titolo “La costola di Adamo”.

La Scheda

“Pista nera” di Antonio Manzini, edizioni Sellerio, 2013, pp. 278.

Chiara Giacomi
Nata a Verona nel 1977, si è diplomata al liceo classico e ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona. Sposata, con due figli, insegna Lettere presso il Liceo Medi di Villafranca. Lettrice appassionata, coordina il Gruppo Lettura della Biblioteca di Sona.