La recensione del Baco: “Pista nera” di Antonio Manzini

Trama e Recensione

Ci vuole immaginazione ed un pizzico di follia per pensare come protagonista di un giallo un vicequestore romano che indaga in loden e Clarks. Rocco Schiavone è davvero un uomo insopportabile, scorretto, odia la montagna, si comporta male con le donne, è scorbutico. Lui, che è nato e cresciuto a Trastevere, che odia il freddo e non capisce il fascino della montagna, viene spedito a fare il poliziotto in una località sciistica della Valle d’Aosta, dove non puoi sopravvivere più di una settimana con le Clarks ai piedi e senza guanti, ma devi cedere inesorabilmente ad un paio di poco sexy scarponcini in goretex.

pista neraInsomma, niente a che vedere con l’avvocato Guerrieri di Carofiglio o con Salvo Montalbano, eppure questo sfrontato vicequestore ha il potere di far sorridere, di catturare l’attenzione del lettore, almeno quello che subisce il fascino della “simpatica canaglia”.

La trama è semplice, una rilassante lettura da ombrellone, ma ti avvolge fino all’ultima pagina senza essere banale, alternando l’indagine alle vicende personali del passato non proprio limpido e sereno di Rocco Schiavone. Quando il giallo finisce, si ha voglia di conoscerlo meglio questo vicequestore. E allora basta leggere la successive avventura, dal titolo “La costola di Adamo”.

La Scheda

“Pista nera” di Antonio Manzini, edizioni Sellerio, 2013, pp. 278.