La Recensione del Baco: “Oriana, una donna”. Per un otto marzo diverso

Trama e Recensione

Quando pensiamo alla Fallaci ce la immaginiamo come  una donna  emancipata, dall’indole forte, portatrice sana di idee scomode in un mondo prettamente maschile. L’Oriana è infatti una che o si ama o si odia ma di sicuro è impossibile non subire un po’ il fascino di quegli spigoli mai smussati  nel carattere, di quegli occhi decisi, della sigaretta molle su quella bocca rossa sfrontata. “Sono una rompiballe, lo so. Sai che dicevano gli astronauti americani? Un modo sicuro di tornare dalla Luna è quello di portare con noi l’Oriana…”

Nella biografia di Cristina De Stefano non c’è però solo il suo carattere caparbio ma l’obiettivo dichiarato è soprattutto quello di seguire in ordine cronologico e raccontare in maniera sincera la sua vita, ripercorrendo la carriera professionale di una donna in grado affermarsi in un mondo ancora precluso al genere femminile.

libroForse la parte più bella da leggere è quella meno conosciuta della sua esistenza: l’infanzia e la prima giovinezza, in cui  appare già una ragazza coraggiosa, staffetta della resistenza partigiana, in una famiglia di antifascisti. Fin da giovanissima la Fallaci tenta la carriera di giornalista, iniziandola con grande umiltà ma anche  tanta determinazione, svelando precocemente il suo talento. Passo dopo passo riesce a farsi strada nel mondo editoriale, tra lo stupore generale perché scrivere articoli di  politica e  fare il reporter di guerra in quegli anni è ritenuto lavoro da maschi.

Tenace e ambiziosa, intervista i politici più potenti ed inaccessibili, scopre l’America negli anni ’50 diventando amica dei divi di Hollywood e degli astronauti della Nasa.  Parte per il Vietnam come unica inviata italiana per raccontare da vicino il dramma della guerra in prima linea, percependo  la  paura di morire dei soldati, la violenza disumana e la disperazione. I suoi articoli dal fronte sono letti con avidità in patria e richiesti dalle testate internazionali più importanti.

Le pagine della De Stefano raccontano la sua carriera, i viaggi, i romanzi, ma anche il suo grande bisogno di amore. La vita privata della Fallaci è costellata di sofferenza e delusioni perché non è per niente facile vivere con lei, accettare la sua indole umorale e le sue esigenze. Nella biografia vengono narrate  le sue tormentate relazioni e il desiderio di un figlio, che stanno dietro a straordinari romanzi di successo come “Lettera a un bambino mai nato” e  “Un uomo”, dove è protagonista la più intensa e tragica storia d’amore della sua esistenza, ovvero quella che la lega ad Alekos Panagulis.

Nelle pagine della De Stefano ci sono anche gli ultimi anni, quelli in cui sceglie di vivere a New York, in solitudine, malata, testimone dei fatti dell’11 settembre 2001, in seguito ai quali pubblica “La rabbia e l’orgoglio” e “La forza della ragione”.

Questa biografia è un libro di profonda passione: per la scrittura, per la storia, per la vita. Parla di lotta caparbia nell’inseguire i propri desideri, nel difendere le proprie convinzioni, nel proteggere le proprie idee.

L’autrice non idealizza mai la Fallaci, ma la descrive in maniera onesta, con i suoi immensi pregi e gli altrettanto grandi difetti ed eccessi. Ne esce il ritratto di una donna di sicuro indimenticabile, fautrice di  una lotta continua e indomita, in cui si ritrova sempre la forza dirompente della femminilità che rifiuta i canoni standardizzati di una cultura maschilista, rivendicando il proprio spazio e il proprio valore, la libertà e la dignità.

“Essere giornalista per me significa essere disubbidiente. Ed essere disubbidiente per me significa, tra l’altro, stare all’opposizione. Per stare all’opposizione bisogna dire la verità. E la verità è sempre il contrario di ciò che ci viene detto”.

La Scheda

“Oriana, una donna” di Cristina De Stefano, Edizioni Rizzoli,2013, pp. 312.

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