La recensione del Baco: “L’amica geniale” di Elena Ferrante

La Trama e la Recensione

“L’amica geniale” è il primo romanzo di una tetralogia che ha avuto un enorme successo, a tal punto che il volume che conclude la vicenda, “Storia della bambina perduta”, è stato proposto per il Premio Strega da Roberto Saviano. La tetralogia ha suscitato l'amica genialeapprezzamento e curiosità anche all’estero, in particolare negli Stati Uniti, alimentata anche dal fitto mistero che riguarda Elena Ferrante, autrice (o autore?) di cui non si è mai saputo nulla, a cui non è mai stata data una precisa identità, anche se alcuni sostengono si tratti di un’autrice adulta, probabilmente meridionale, forse la moglie di Domenico Starnone, di sicuro molto amata in patria e all’estero.

Certo è che quando si inizia leggere “L’amica geniale”, poi è davvero difficile staccarsi. La storia ruota intorno all’amicizia di Lila ed Elena, due bambine, poi adolescenti, che vivono in un rione malfamato della periferia napoletana negli anni Cinquanta.

L’affresco sociale che ne esce è estremamente realistico e non risparmia i particolari di quella vita fatta di privazioni, di maschilismo e sopraffazione, dove la scuola sembra essere per le due ragazzine l’unica possibilità per salvarsi, anche se studiare oltre la quinta elementare è ancora un privilegio per tanti. In questo quadro si muovono Elena e Raffaella (Lila), profondamente diverse ma complementari, a volte amiche e altre nemiche, ma interdipendenti l’una dall’altra in un gioco di invidie, gelosie, affetto incondizionato, complicità  ed ammirazione, come ogni vero legame al femminile è, con tutte le sue contraddizioni.

Potrebbe sembrare la trama di una soap opera o di una delle tipiche fiction di Rai Uno e invece no,perché l’analisi psicologica dei personaggi del romanzo è finissima e lo stile chiaro, senza fronzoli ma mai banale.

La scheda

“L’amica geniale” di Elena Ferrante, Edizioni E/O, 2011, pp.400.