La Recensione del Baco: “La ragazza dell’addio” di Scerbanenco. Una storia d’amore mai banale

Trama e Recensione

Difficile immaginare di leggere un libro di Scerbanenco che non sia un noir, eppure questo romanzo d’amore è davvero  straordinario per lo stile e per la storia ruvida in cui rimangono impigliati Milla e Martino,tra le strade nebbiose della campagna pavese degli anni Cinquanta.

Ragazza addio-esecutivoMartino è un ragazzo onesto e povero, insicuro e un po’ volubile, che un giorno si stufa della sua vita misera e decide di sposare una donna ricca. Poco importa se non ama Milla e se lei è piuttosto insignificante nell’aspetto. Milla è infatti diversa dalle solite protagoniste bellissime e ammiccanti di tante storie sentimentali.

Non riesce a trovare marito perché è poco piacente e forse troppo intelligente, ma quando incontra Martino, si innamora perdutamente e soffre oltre il possibile, oltre il sopportabile, con quella tenacia assurda che solo chi ama veramente sa che può avere. Anche se sembra strisciare di fronte alle richieste di lui, rimane sempre una donna piena di dignità.

Chi ama in questo modo sa che soffrirà tantissimo, che spesso il dolore supererà i momenti di gioia, ma si sente appagato pienamente dai pochi intensi ed indimenticabili attimi di felicità assoluta.

Un romanzo d’amore struggente, sì, ma mai banale o sdolcinato, in cui Scerbanenco dimostra una grandissima capacità nell’analizzare i sentimenti, rendere efficacemente il dolore, la disperazione e la malinconia ma anche la forza d’animo di Milla,un personaggio femminile indimenticabile, che tocca il cuore.

“Aita pea pea”: non importa, non fa male, la vita è una cosa bella lo stesso.

La Scheda

“La ragazza dell’addio” di Giorgio Scerbanenco, Edizioni Garzanti, 1956, pp. 323.

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Nata a Verona nel 1977, si è diplomata al liceo classico e ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona. Sposata, con due figli, insegna Lettere presso il Liceo Medi di Villafranca. Lettrice appassionata, coordina il Gruppo Lettura della Biblioteca di Sona.