La recensione del Baco: “La lunga marcia” di Stephen King

Trama e Recensione:

C’è un po’ del genere distopico in questo romanzo scritto in gioventù da Stephen King. Benchè siano passati più di quarant’anni, “La lunga marcia” è attuale e tiene incollati alle pagine durante  tutta la strada percorsa dai cento giovani costretti dal Maggiore ad una gara podistica, in cui a vincere non è il primo a tagliare il traguardo, bensì l’ultimo a restare in piedi, nel vero senso della parola.

La lunga marciaNon si può dire che sia un horror ma sicuramente è un libro del “terrore”, perché i partecipanti alla gara devono stare attenti a non scendere al di sotto di una certa velocità durante il percorso, altrimenti vengono puniti sempre più severamente e drasticamente. Lo spettacolo è ripreso dalle tv e questo particolare permette di ricollegare la trama al tema del moderno reality show, dove i meccanismi che regolano i rapporti umani e la competizione, quando lo scopo è la sopravvivenza in gara o il raggiungimento di un premio, emergono in tutta la loro verità e, purtroppo, miseria.

In questa storia però il televoto non può salvarti, per cui il lettore divora le pagine in preda all’adrenalina dall’inizio alla fine, facendo il tifo per il protagonista, il sedicenne Garraty, e soffrendo con lui dai confini del Canada a Boston, passo dopo passo, metro dopo metro, chilometro dopo chilometro, tra sogni, speranze, preghiere, lacrime, fantasmi. Il “Re” non solo si rivela anticipatore di alcuni fenomeni moderni ma con la “lunga marcia” delinea una inquietante metafora, quella della vita umana di oggi, dove ci si trova in bilico tra l’aiuto del prossimo, la condivisione con l’altro e l’individualismo, seguendo alla lettera il concetto di “mors tua vita mea” per ottenere il successo e la libertà.

“C’era solo la folla, una creatura senza corpo, senza testa e senza cervello. La folla era solo una voce e un occhio […] La folla doveva essere accontentata. La folla doveva essere adorata e temuta. La folla voleva il sacrificio. […] La folla non sapeva perché acclamava, ma forse lo intuiva, forse sapeva che il cerchio tra adorazione della morte e desiderio di morte si era chiuso per un altro anno e la folla non capiva più niente, era convulsa, in un parossismo di follia.”

La Scheda

“La lunga marcia” di Stephen King, edizioni Sperling & Kupfer, 1979, pp.304.