La recensione del Baco: “Il peso”, di Liz Moore

La Trama e Recensione:

Ci sono libri con personaggi apparentemente banali che si rivelano indimenticabili. Arthur Opp, Charlene, suo figlio Kell e Yolanda lo sono.

il peso mooreLa storia narrata è quella di Arthur, un ex docente universitario, che vive tappato in casa perché si vergogna della sua mole. E’ grasso, talmente grasso da non riuscire ad affrontare i gradini di una scala o lo sguardo della gente del quartiere newyorkese in cui vive. Il “peso” a cui si riferisce il titolo non è quello del corpo enorme di Arthur, ma il peso della solitudine, del momento in cui si smette di vivere e ci si lascia semplicemente andare, quando si perde il coraggio di chiedere aiuto e rompere l’isolamento psicologico in cui ci si autocommisera.

La storia di Arthur e dei personaggi con cui si intreccia la sua vita è coinvolgente, realistica. Non importa se si tratta di un uomo di New York, dal momento che la sua solitudine, il suo disagio, il suo bisogno di rapporti umani è il nostro. Non importa se si vive in una grande metropoli americana o in un piccolo Comune Veronese, il dramma della solitudine dell’uomo moderno è sempre in agguato.

Leggetelo, e vi verrà voglia di conoscerlo, Arthur, di mettervi in contatto con Yolanda, di lasciarvi commuovere dalla storia di Charlene e del giovane Kell perché “la solitudine non si somma, spesso si moltiplica, altre volte si comporta come una funzione esponenziale diventando strettamente crescente all’aumentare del tempo trascorso da soli, è un baule di legno massello nel quale rinchiudersi coltivando la segreta speranza che qualcuno arrivi a forzare il lucchetto regalandoci la gioia della condivisione.”

La scheda

“Il peso”, di Liz Moore, Edizioni Neri Pozza, 2012, pp.351