La Recensione del Baco: i libri italiani più belli del 2015 (a nostro insindacabile giudizio)

Ecco una personalissima classifica di quelli che sono stati per me i libri italiani più belli usciti quest’anno e che consiglierei. Alcuni di questi sono già comparsi tra le recensioni pubblicate dal Baco, altri compariranno nella rubrica prossimamente.

Di solito a dicembre si viene bombardati dalle liste dei migliori dieci, venti, cinquanta romanzi dell’anno. In questo caso sono solo sette, poichè non ho trovato, tra i libri italiani di recente uscita, esattamente dieci titoli (o venti o cinquanta) a mio parere davvero interessanti, quindi  non mi sembrava sensato  inserirne altri tre solo per essere in linea con la tradizione.

De Gregorio_Mi sa che fuori è primavera_NAR.indd1) “Mi sa che fuori è primavera” di Concita De Gregorio

La De Gregorio racconta con infinita delicatezza una tragica storia vera, quella di Irina, che in Svizzera, nel 2011, si trova a dover fare i conti con il rapimento e la scomparsa delle sue figlie ad opera dell’ex marito. Attraverso lettere, ricordi ed elenchi l’autrice ricostruisce la storia di questa donna e la sua reazione di fronte al dolore più grande, quello della perdita di un figlio.

Un libro dalla trama forte, che sembra inaffrontabile per la sua drammaticità, ed invece è catartico, dona speranza e aiuta a trovare il senso all’ingarbugliato filo attraverso cui si snoda la vita.

2) “Storia della bambina perduta” di Elena Ferrante

Si tratta del quarto ed ultimo volume della quadrilogia iniziata con il famoso “L’amica geniale”, amatissimo anche all’estero e considerato dal New York Times tra i migliori libri del 2015. In “Storia della bambina perduta” le due protagoniste Lina (o Lila) ed Elena (o Lenù) sono ormai adulte, con alle spalle vite molto intense fatte di lotta, vittorie e sconfitte, ma soprattutto amicizia. Il romanzo è infatti soprattutto la storia di un rapporto di amicizia complesso, come solo il legame tra due donne può essere, soprattutto quando ad unirsi sono due caratteri opposti ma complementari.

3) “Anna” di Niccolò Ammaniti

L’ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti ha per protagonista una tredicenne, Anna, che, in una Sicilia annientata da un virus letale,  combatte per salvare e salvarsi. Attraverso un’ambientazione distopica ed apocalittica l’autore tratta i temi a lui più cari: il passaggio dall’infanzia all’età adulta, la natura salvifica, il crudele mondo degli adulti. Ammaniti torna con una vicenda terribile ma al contempo portatrice di un messaggio forte di speranza, visibile attraverso il caparbio attaccamento alla vita di Anna. “La vita non ci appartiene, ci attraversa.”

4) “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome” di Alice Basso

Alice Basso, scrittrice esordiente, ci regala un romanzo leggero ed originale su un lavoro affascinante e per certi versi misterioso: il ghostwriter. Attraverso la protagonista Vani, all’anagrafe Silvana Sarca, si entra nel mondo dell’editoria, un ambiente molto meno affascinante di quel che appare da fuori e dove ad emergere non è sempre il talento.

5) “Spaghetti all’assassina” di Gabriella Genisi

Non è solo Carofiglio ad aver ideato una serie di gialli ambientati a Bari con protagonista l’avvocato Guerrieri. C’è anche Gabriella Genisi, meno nota autrice di una serie che ha al centro il commissario Lolita Lobosco, donna piena di fascino ed amante della buona cucina, che nel capoluogo pugliese cerca di risolvere casi piuttosto intricati, muovendosi rapida tra le vie di Barivecchia sulle Louboutin. La bella Lolita Lobosco, detta Lolì, in un inizio d’estate piuttosto torrido, si trova invischiata in un caso non facile da risolvere e personaggi misteriosi, in un momento della sua vita non proprio felice, in cui si sente piuttosto malinconica.

Alla fine del libro, davvero invitante e godibile come un piatto di spaghetti, grazie allo stile semplice ed ironico, con accentuati influssi dialettali, è presente anche una sezione dedicata alle ricette baresi citate nella trama e tutte da provare. “Femmina piccante, pigliala per amante. Femmina cuciniera, pigliala per mugliera.”

Manzini-STAGIONE6) “Non è stagione” di Antonio Manzini

Ci vuole immaginazione ed un pizzico di follia per focalizzare come protagonista di un giallo ambientato in alta quota un vicequestore romano che indaga in loden e Clarks. Rocco Schiavone è davvero un uomo insopportabile, scorretto, odia la montagna, si comporta male con le donne, è scorbutico. Nato e cresciuto a Trastevere, non regge il freddo e non capisce il fascino della montagna,  eppure viene spedito a fare il poliziotto in una località sciistica della Valle d’Aosta, dove non puoi sopravvivere più di una settimana con le Clarks ai piedi e senza guanti, ma devi cedere inesorabilmente ad un paio di poco sexy scarponcini in goretex. Insomma, niente a che vedere con l’avvocato Guerrieri di Carofiglio o con Salvo Montalbano, eppure questo sfrontato vicequestore ha il potere di far sorridere, di catturare l’attenzione del lettore, almeno quello che subisce il fascino della “simpatica canaglia”.

7) “L’ultimo arrivato” di Marco Balzano

Il giovane professore di lettere Marco Balzano è divenuto famoso ai più con “L’ultimo arrivato”, che ha vinto il Premio Campiello 2015, ma il suo talento era già chiaro in precedenza. Questo romanzo, che ha per protagonista Ninetto “Pelleossa”, affronta una storia di emigrazione e di emarginazione. Può sembrare una storia per certi versi simile a molte altre che hanno per protagonisti uomini costretti a spostarsi dal Sud al Nord, ma, forse anche per questo, si sente vicina e vera, capace di coinvolgere anche grazie al giovane e dolce protagonista, descritto con grande sensibilità.

“E’ sempre difficile per uno scrittore – dice Marco Balzano – sintetizzare la sua storia in un messaggio. Alla letteratura interessa farsi domande non dare risposte. Ciò detto: Ninetto può forse far osservare al lettore come vite apparentemente molto distanti dalla nostra non appartengano a un passato remoto ma siano appena qui dietro di noi. Questa presa di consapevolezza può forse aiutarci a non assolutizzare la nostra condizione, i nostri diritti acquisiti, il nostro benessere.

Auguri per un 2016, pieno di buone letture!

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