La Recensione del Baco: “Dimentica il mio nome” di Zerocalcare

Trama e Recensione

Zerocalcare, all’anagrafe Michele Rech, nato ad Arezzo ma cresciuto a Roma, è probabilmente il più noto giovane fumettista italiano, salito alla ribalta dopo anni di gavetta disegnando e scrivendo storie nel circuito dei centri sociali e collaborando con riviste di ogni genere.

dimentica“Dimentica il mio nome” è il quinto libro a fumetti uscito recentemente, dopo il grande successo successo dei precedenti graphic novels, in particolare de “La profezia dell’armadillo”, il primo della serie, che ha dato inizio alle avventure di Calcare e del suo inseparabile armadillo, una sorta di alter ego, un “amico immaginario” che compare al fianco del protagonista per consigliarlo nei momenti di dubbio e difficoltà.

“Dimentica il mio nome” è ambientato principalmente nel quartiere romano periferico  di Rebibbia, dove Zerocalcare vive tuttora.

Si tratta infatti di una storia dal contenuto fortemente autobiografico, che parte dalla morte della nonna di Calcare, per poi svilupparsi attraverso il meccanismo del flashback, ricostruendo la vita della sua parente, originaria di Nizza ma inspiegabilmente finita a vivere nello squallore di Rebibbia. Tutte le vicende che coinvolgono lei e i parenti di Calcare diventano un mistero sempre più fitto da ricostruire da parte del protagonista, che si imbatte in personaggi strambi e indizi di un passato familiare piuttosto ingarbugliati.

Quando se ne va la persona che ti ha cresciuto, il mondo si popola di mostri e  che tu sia un bambino o un adulto di trent’anni non ha importanza. A questi mostri si aggiungono le parole e i ricordi di chi quella persona l’ha conosciuta prima e meglio di te.“Dimentica il mio nome” è  la storia di quei mostri e di quei ricordi, raccontata in un perfetto equilibrio tra leggerezza e profondità, facendo ridere ma anche commuovere sinceramente il lettore,nel viaggio che accompagna Calcare verso l’età adulta.

“Forse crescere significa anche questo. Accettare che quel monte che protegge la vallata ha anche un altro versante, nascosto. Che il terreno non è tutto uguale,ci sono zone più fertili, altre più aride.Alcune parti sono addirittura a rischio frana. Ci sono angolazioni e scorci che non avresti mai potuto scorgere dalla tua prospettiva iniziale.E’ così che si diventa uomo o donna? Accettando che una montagna è l’insieme di quelle prospettive, sennò è solo un fondale teatrale?”.

La Scheda

“Dimentica il mio nome” di Zerocalcare, Edizioni Bao Publishing, 2014, pp. 235.

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