“La politica locale deve tornare ad appassionare”: sei Sindaci di Sona hanno raccontato cosa sia l’impegno amministrativo. Ricordando Conti

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Un mazzo di fiori e la commozione della moglie del Sindaco Conti ha chiuso la serata dedicata alla memoria del primo cittadino di Sona, Sindaco dal 1995 al 1998 quando scomparve prematuramente, proprio vent’anni fa.

Tenutasi martedì 20 marzo in sala consigliare, e non poteva esserci ambientazione più adeguata, organizzata da Il Maestrale, di cui Conti è stato tra i fondatori, e che ha coinvolto Il Baco da Seta come media partner, la serata ha visto confrontarsi sui temi dell’impegno in politica tutti sei i Sindaci viventi del nostro Comune: Renato Salvetti, Giorgio Gatto, Raffaele Tomelleri, Flavio Bonometti, Gualtiero Mazzi e il Sindaco in carica Gianluigi Mazzi.

Un’occasione, quindi, straordinaria per discutere dei valori della politica a livello locale con chi ha amministrato e amministra il nostro territorio dalla posizione di maggiore responsabilità.

Presenti in sala anche la moglie e i due figli di Conti, oltre a tanti ex Amministratori del Maestrale e molti politici di ieri e di oggi.

Ezio Costa, già Vicesindaco nell’Amministrazione Tomelleri. Sopra, i sei Sindaci con la moglie del Sindaco Conti.

Ad introdurre la serata è stato Ezio Costa, anche lui scuola Maestrale e che è stato Vicesindaco nell’Amministrazione Tomelleri, che ha tratteggiato cosa fu quella lista civica e la capacità che ebbe di introdurre il cambiamento a Sona a seguito del crollo dei partiti ad inizio degli anni novanta. Costa ha ricordato Conti e il grande entusiasmo di fare, di essere protagonisti nella vita amministrativa di quegli anni. “Sono trascorsi vent’anni – ha concluso Costa –, ma sono passati bene. E sulla inevitabile nostalgia per quello che è stato, per quegli anni e per quelle persone, prevale la consapevolezza del buon lavoro fatto”.

Moderatore della serata è stato Gianmaria Busatta, cronista politico de Il Baco da Seta, che prima di passare la parola ai Sindaci ha aperto la discussione con una riflessione, che è partita da Platone, su cosa sia e cosa debba essere la politica come impegno depurato da interessi personali e convenienze di bottega.

Renato Salvetti, Sindaco dal 1975 al 1980.

Il dibattito ha seguito un andamento temporale e, pertanto, primo ad intervenire è stato Renato Salvetti, ora anche storico del Baco, che fu Sindaco a Sona nel quinquennio 1975-1980. “Io devo parlarvi di un’era geologica fa – ha esordito Salvetti -, quella della politica dagli anni sessanta in poi. Allora grazie soprattutto alla presenza forte dei corpi intermedi la politica era approfondimento e discussione, ora mi sembra soprattutto chiacchiericcio. Tutti gli attori sociali, dai Sindacati alle associazioni di categoria alle Parrocchie ai partiti, erano scuola di formazione personale e politica. La frammentazione successiva, dopo Tangentopoli, con l’addio alla politica dell’ottanta per cento di chi la faceva, ha azzerato tutto, ed ora mi sembra che si navighi molto a vista”.

Giorgio Gatto, Sindaco dal 1980 al 1985.

Dopo di lui ad intervenire è stato Giorgio Gatto, che fu primo cittadino di Sona nel quinquennio 1980-1985. “Ho iniziato a fare l’amministratore come Assessore nella Giunta di Salvetti. Avevo poca esperienza, ma la vera scuola di politica in cui ero inserito mi ha permesso di imparare e di crescere – ha raccontato Gatto -, fino poi ad affrontare il ruolo di Sindaco. Ho bellissimi ricordi di quegli anni, e qui non posso non menzionare il mio Vicesindaco Walter Tomezzoli, scomparso giovanissimo proprio durante il mio mandato. Anche oggi ricordo le cose fatte, le sfide affrontate. Per dire, ogni volta che entro in questa sala – e con un gesto indica l’aula consigliare dove si tiene il dibattito – ho l’orgoglio di averla voluta così: ad esempio il soffitto l’ho proprio scelto io. Quello che mi sento di affermare è che la politica amministrativa deve necessariamente essere preparazione: ai giovani quindi dico di impegnarsi, ma preparandosi come meritano questi incarichi. Ci tengo anche a menzionare due Sindaci che sono venuti dopo di me e che ora non ci sono più: Boscaini ed Aldrighetti”.

Raffaele Tomelleri, Sindaco dal 1998 al 2003.

La parola successivamente è andata a Raffaele Tomelleri, Sindaco a Sona dal 1998 al 2003. Tomelleri, anche lui del Maestrale, si sofferma sulla figura di Conti e su cosa furono quegli anni. “Ricordo il giornalino del Maestrale, che veniva distribuito nei bar e casa per casa, nel quale vi era una rubrica con i nomi di chi volta per volta entrava nella nostra lista civica. Anche io ed Ezio – e indica Costa, seduto in prima fila – molto giovani decidemmo ad un certo punto di partecipare trovando la voglia e il tempo per questa avventura politica, credendo che potesse essere un percorso importante dal punto di vista umano. Vi è purtroppo in tanti l’idea che la politica sia cosa sporca, si tratta invece di un’esperienza straordinaria, e solo facendola ti accorgi di quanti valori racchiuda. A livello locale – ha proseguito Tomelleri – la politica è soprattutto sacrificio, passione e rapporti umani. Se fai politica a livello locale la fai 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno, non ci sono alternative. Chiudo con una speranza, di vedere nella campagna elettorale amministrativa che sta partendo a Sona molto rispetto per gli avversari e per tutti”.

Flavio Bonometti, Sindaco dal 2003 al 2008.

E’ stato quindi il turno di Flavio Bonometti, che è stato Sindaco a Sona nel quinquennio 2003-2008 e tra i fondatori del Maestrale. “Ho iniziato pure io giovanissimo, come Consigliere con il Sindaco Gatto – ha esordito Bonometti -. La politica è una passione con pochi altri paragoni: ricordo che un mio professore alle superiori mi diceva che la politica è una malattia da cui non si guarisce, che non ha cura. Per fare l’Amministratore è necessario essere molto preparati, una certezza che ho ben sperimentato nel mio mandato di Sindaco. La preparazione è fondamentale, e questo è un punto sul quale insisteva molto il Sindaco Conti. Ricordo una domenica pomeriggio quando mi convocò all’improvviso in Comune per spiegargli il bilancio: una cosa semplicissima! La grande politica a livello nazionale non si fa più – ha amaramente concluso Bonometti -, ma a livello locale si può fare ancora, si deve fare ancora. Chi ricopre ruoli di grande responsabilità amministrativa come quello di Sindaco deve però sempre ricordarsi che si è solo occasionalmente occupanti di quella poltrona, perché vi è chi è stato Sindaco prima e chi lo sarà dopo. Per chiudere vorrei ricordare un amministratore che non c’è più, con il quale ho avuto un rapporto di grande affetto: Raffaello Manzato, un uomo con il quale era impossibile arrabbiarsi”.

Gualtiero Mazzi, Sindaco dal 2008 al 2013.

Il microfono quindi passa a Gualtiero Mazzi, Sindaco a Sona dal 2008 al 2013. “Ringrazio dell’opportunità offerta da questa serata – apre Mazzi – perché ci permette di parlare di cosa sia l’impegno di fare l’amministratore, che in tutti i ruoli, dal Consigliere al Sindaco, è complesso e gratificante. È richiesto un impegno totale, che non ti lascia mai e che ti costringe a non staccare mai dai problemi del Comune. Amministrare la cosa pubblica è più complesso che amministrare un’azienda, con gli infiniti vincoli che pone la burocrazia, e sicuramente più difficile che farlo tanti anni fa. Ad inizio degli anni novanta non avrei mai pensato di partecipare in maniera così diretta alla vita amministrativa del mio Comune. Conti aveva capito prima di altri che vi era una crisi della politica e dei partiti, poi Tangentopoli ha spazzato via tutto. Io ho iniziato a fare politica nella Lega Nord perché vedevo finalmente un partito che si occupava della questione settentrionale, un tema mai affrontato prima e che ancora portiamo avanti con forza. Ampliando il ragionamento, posso dire che ho la certezza che più persone fanno politica più cresce la nostra comunità. Dobbiamo però smettere di parlare politica in senso negativo ma iniziare a dire che la politica è una cosa positiva e necessaria, che chiede che tutti diamo il proprio contributo”.

A chiudere il primo giro di interventi l’attuale Sindaco di Sona, Gianluigi Mazzi, in carica dal 2013.

Gianluigi Mazzi, attuale Sindaco di Sona.

“Chi fa il Sindaco non è normale – esordisce Gianluigi Mazzi, provocatoriamente -. Le decisioni da prendere sono tante e difficili, abbiamo Consiglieri e Assessori che ci aiutano ma alla fine le decisioni spettano sempre a noi. Se guardo all’esperienza della mia generazione di amministratori, a noi manca la politica come scuola, non proveniamo da quelle scuole di politica che invece erano presenti e formanti negli anni dei Sindaci Salvetti e Gatto, ad esempio. I giovani non fanno politica, la partecipazione non esiste: sono dati di fatto, e la colpa è nostra. Anche per questo in fondo non mi piace che parta lo streaming video del Consiglio comunale – spiega Mazzi, indicando la telecamera che da oggi riprenderà e metterà on line tutte le sedute del Consiglio comunale di Sona – perché questo limiterà ancora di più la già scarsa partecipazione dei cittadini alla vita politica locale. La mia scelta di fare politica nasce nel 1997, quando scrissi il volume ‘Fregole di Storia’ con Massimo Gasparato e iniziai ad incuriosirmi della vita della mia comunità e a quello che si poteva cambiare. Da lì poi sono passato all’esperienza de Il Baco da Seta, quindi l’arrivo in Consiglio comunale come minoranza e poi l’esperienza attuale da Sindaco. Io ritengo che a livello locale non serva un colore politico ma molto buon senso amministrativo”.

Interviene a questo punto l’ex Sindaco Salvetti, che ricorda i nomi di tutti i Sindaci che si sono susseguiti nella storia di Sona, con alcune note curiose come i primi Sindaci eletti per censo, che nemmeno risiedevano a Sona e che amministravano per lettera dando ordini ai Segretari comunali che vivevano in Municipio. O come il Sindaco Manzini che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, non fu eletto ma nominato direttamente dal Comitato di Liberazione Nazionale. Con l’occasione Salvetti ha citato anche Mariarosaria Morone, presente in sala tra il pubblico, che dopo la scomparsa di Conti ha svolto le funzioni di Sindaco fino al termine della legislatura, dal 14 luglio 1997 al 28 novembre 1998.

Si sono quindi susseguiti alcuni interventi del folto pubblico presente in aula, come quello di Stefania Tortella che fu Consigliere comunale con il Sindaco Conti, che ricorda “come un amico e un mentore”.

Gianmaria Busatta. moderatore della serata e cronista del Baco.

Interessante giro di opinioni ha fatto seguito ad una domanda di Alfredo Cottini, che si è chiesto e ha chiesto come si possono coinvolgere i giovani. Dal dibattito è emersa la necessità di ritrovare forme di scuola di politica. E un’idea, sicuramente interessante, potrebbe essere quella, suggerita da alcuni dei Sindaci, di introdurre nei corsi dell’Università Popolare di Sona un corso di formazione alla politica, tenuto proprio da ex Amministratori di Sona.

Sono quindi arrivate domande dal pubblico anche sul perché dopo gli anni della Democrazia Cristiana non vi sia stata più continuità amministrativa a Sona, su quanto pesino le convinzioni personali nelle scelte amministrative che deve fare un Sindaco e sul perché ora a livello locale vi sia preponderanza di liste civiche a scapito della presenza forte dei partiti.

Al termine, come si diceva in apertura, un mazzo di fiori consegnato alla moglie di Conti, molto commossa, e una foto di gruppo ha suggellato una bella serata di politica vera, ragionata e non urlata.

Una rarità piacevole e apprezzata in anni di passioni civiche solo virtuali e di finti dibattiti privi di sostanza.

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