La politica a Sona, i cittadini ed il dialogo necessario

Premessa d’obbligo: il ragionamento che stiamo andando a fare temiamo che non piacerà a nessuna delle parti coinvolte, e per assurdo forse proprio in questo potrebbe stare il suo, pur minimo, quoziente di validità e di ragionevolezza. A Sona stiamo vivendo nelle ultime settimane un clima politico fortemente infiammato, lo scontro tra maggioranza e opposizione su ogni cosa è diventato ormai quotidiano e appare coinvolgere ed asfissiare ogni aspetto del dibattito pubblico. Sembra che non vi sia alcun tema, alcun argomento, alcuna situazione – importante o secondaria – sulla quale si riesca a dialogare senza usare le parole come clave e senza entrare nello stucchevole gioco delle accuse incrociate.

Il Baco ha da molti anni il prezioso privilegio di vivere quotidianamente un confronto importante con il territorio, sia attraverso i propri strumenti virtuali, come questo sito, sia soprattutto attraverso le innumerevoli occasioni nei quali siamo presenti – per raccontarla – nella vita sociale, civica e associativa delle nostre comunità. Ed il riscontro che ricaviamo ogni giorno è solo ed unicamente una forte indifferenza, unita ad una bella dose di fastidio, per questa situazione sterile di muro contro muro della nostra politica. Nessuno si appassiona a quanto sta succedendo, veramente nessuno.

E’ giusto infatti essere molto chiari, alla stragrande maggioranza dei nostri concittadini (e nel dire stragrande intendiamo la quasi totalità, tolti forse solo i vari supporter di una o dell’altra parte) non interessa assolutamente nulla di chi abbia ragione o torto in questo teatrino a cui stiamo assistendo, se poi  una ragione e un torto esistono. Le infinite polemiche politiche su quello che si è detto o non detto, le continue accuse reciproche, l’interminabile sequenza di comunicati stampa, tra  botta e risposta e tra conferme e smentite, lasciano il tempo che trovano: cioè quasi il nulla. Non ascoltati, non letti, non capiti, non degnati della minima considerazione. La vera discussione sul territorio, tra i nostri concittadini, è sempre e comunque incentrata sulle realtà della vita vera, quella che passa nelle scuole, nei negozi e nelle fabbriche, nelle parrocchie, nelle associazioni, sui campi sportivi, lungo le nostre strade. Di quello e solo di quello si vuole parlare, il resto appare a tutti come il fumoso ed eterno guardarsi l’ombelico della politica anche locale, purtroppo. Ed il distacco tra società civile e politica si amplia, anche a Sona.

E quindi? E quindi, se ci è concesso di dare un consiglio assolutamente non richiesto e sicuramente nemmeno voluto: diamoci un taglio, andiamo oltre.

La maggioranza inizi a confrontarsi con le forze di minoranza in maniera reale, concreta, con fatti precisi. La desolazione delle casse del Comune non permette eccessivi voli di fantasia, ma comunque sulle scelte importanti che interessano il nostro territorio Sindaco e Assessori si sforzino di parlare, parlare, parlare. Con tutti. Con meno suscettibilità e più apertura. Soprattutto con chi rappresenta istituzionalmente l’anima critica del proprio operare: l’opposizione. Anche se questo non è assolutamente facile. Le scelte finali, onere e onore del mandato ottenuto dalle urne, spettano a chi ha vinto le elezioni della scorsa primavera, ma questo non significa che non si possano trovare in maniera continuativa momenti per presentare cosa si ha in mente di fare prima di farlo. Attorno ad un tavolo, pronti ad accogliere, se del caso, indicazioni o critiche. Per poi alla fine decidere in autonomia, come è giusto che sia.

Le forze di minoranza inizino ad offrire una disponibilità al confronto vera, non strumentale e provocatoria tale da riceverne dei “no” quasi scontati, da poter poi sventolare sulla pubblica piazza contro Sindaco e Assessori. Si provino ad abbassare i toni, a pensare più alla sostanza di ciò di cui necessità il nostro territorio in questi anni difficili che alla forma, che a volte è sicuramente importante ma che spesso è unicamente un pretesto. Continuando ad esercitare il sacrosanto ruolo di controllo che la norma assegna loro, i Consiglieri di minoranza provino a confrontarsi con la maggioranza non solo con i fucili spianati ma offrendo vera capacità propositiva, pur da posizioni giustamente differenti. Il Comune, come primo ente territoriale che si rapporta con la quotidianità dei cittadini, necessita di confronto sulle cose concrete e certamente non di sterili posizioni ideologiche di principio. Il continuo gioco al massacro non serve veramente a nessuno.

Scontate le obbiezioni che arriveranno al ragionamento fatto sopra, da una parte e dall’altra. Obbiezioni che, senza sminuire le posizioni di nessuno, possiamo riassumere nell’espressione “ma però loro…”. Ecco, proviamo ad andare oltre a quello che “loro” hanno fatto o non fatto, detto o non detto. Proviamo a riprendere il filo di un dialogo politico – pur acceso e forte – ma che guardi sempre al bene di Sona e non ai propri orgogli di parte o al mostrarsi reciprocamente i muscoli. Torniamo a ragionare di cose vere.

In fondo era questo che tutte le forze politiche, senza eccezione alcuna, avevano promesso di fare in campagna elettorale.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.