La passione per il teatro che diventa anche scelta di vita. Michela e Valeria ci raccontano il palcoscenico visto da dentro

Lo scorso settembre, in zona Salvi, la contrada dopo Lugagnano verso Verona, si è tenuta l’inaugurazione della nuova scuola di teatro “Spazio mio“, creata dall’attrice, regista nonché insegnante Michela Ottolini.

Michela fin da ragazzina sognava di lavorare nel mondo del teatro e ambiva con grande ardore all’idea di poter solcare i palcoscenici ed esibirsi di fronte ad un pubblico. Questo suo desiderio ha dovuto farsi strada tra gli scoraggiamenti da parte dei genitori e dei famigliari, i quali la sollecitavano ad intraprendere una carriera più “sicura” come quella della ragioniera o della commercialista, lavori insomma che sul piano economico potessero fruttare qualcosa di concreto e abbandonare il pensiero di questo mestiere dal destino incerto e poco redditizio.

Michela non riuscì a staccarsi da questa sua passione, quindi abbandonò gli studi universitari, saltò sul primo treno per Milano e lì vi intraprese la scuola professionale per diventare un’attrice. Anni di sacrifici e duro lavoro hanno portato la neo attrice a tornare a casa sua, a San massimo, e a dare il via nel 2008 ai primi corsi di recitazione gestiti da lei e da suo marito. La voglia di crescere e di espandersi hanno fatto sì che Michela riuscisse ad ottenere uno spazio tutto suo, da qui il nome della scuola stessa, che corrisponde all’ex scuola elementare dei Salvi.

Ma veniamo all’ intervista vera e propria e a ciò che Michela e Valeria Tomelleri di Lugagnano, sua allieva fin dal principio nonché componente della Compagnia Tiraca (i cui attori sono tutti allievi della scuola), mi hanno raccontato in merito alla loro attività.

Cos’è per voi la recitazione, il “fare teatro”?

Michela: Il teatro è per me una fonte di gioia, di divertimento. Divertirsi è il punto da cui partire per riuscire nel mestiere, ma soprattutto per poter trasmettere qualcosa al pubblico. Sta alla base di tutto quello che faccio ed è la prima nozione che cerco di insegnare ai miei allievi che sono alle prime armi.

Valeria: Confermo. Le prime volte Michela ci diceva che dovevamo imitare tutto quello che faceva e quando capiva che avevamo afferrato il concetto, iniziava a dimenarsi in maniera buffa, goffa e a fare espressioni strane: boccacce, linguacce e chi più ne ha più ne metta. Io non sapevo che fare, pensavo fosse matta!

A che scopo fare tutte queste espressioni, Michela?

Come ho già detto, prima di recitare bisogna divertirsi. E non è una cosa scontata, anzi per gli adulti di oggi è sempre più difficile riuscire a trovare un momento per il divertimento, per liberare la testa dai pensieri, per scrollarsi di dosso tutte le preoccupazioni e i problemi. Così io cerco di farli divertire. All’inizio può sembrare strano, me ne rendo conto, ma poi diventa uno spasso sia per me sia per loro. In realtà alla base di ciò ci sta uno studio che viene fatto sui bambini. Come loro tendono ad imitare tutto ciò che vedono fare dagli adulti, così io cerco di riportare questi adulti alla loro età infantile, in modo tale che possano lasciarsi andare e facciano quello che io gli chiedo.

Valeria, come mai hai scelto di cimentarti nella recitazione? Come hai affrontato le prime lezioni?

Accanto alla mia bella famiglia e al lavoro ho sempre cercato di coltivare un piccolo spazio tutto per me. Dopo aver frequentato per anni un corso di pittura, ho deciso di iniziare un percorso di teatro. Il nome dell’insegnante, Michela, mi è arrivato per caso: Mentre accompagnavo mia mamma per una visita in ospedale ho letto la pubblicità di un corso che stava per iniziare presso il teatro di San Massimo. Ho contattato Michela e ho iniziato a frequentare i suoi corsi. Il teatro è un percorso che mi sento di consigliare a chi me lo chiede, perché ha una ricaduta positiva su molti aspetti della persona

Confermi Michela?

Certo che confermo! Valeria è stata una delle mie più grandi soddisfazioni professionali. Quando è arrivata da me era quasi terrorizzata dal parlare in pubblico, ora devo quasi trattenerla e si stizzisce pure se non le do le parti che vuole! A parte gli scherzi, sono molte le persone come lei, introverse, con tanto da dire, ma senza mezzi per farlo. E allora io li aiuto. Li aiuto a tirare fuori tutto, gioie e dolori. Con me, dopo il divertimento, si procede con l’acquisizione della consapevolezza di sé, si segue un percorso la cui meta è la crescita interiore. E’ un lavoro difficile, impegnativo, molesto, ma che porta ad essere anche più sereni e perché no anche ad affrontare con più positività gli scogli della vita.

Che mi dite della Compagnia Tiraca? Questa estate è comparsa anche in un articolo su L’Arena, oltre che sul nostro sito.

Michela: La Compagnia Tiraca è sostanzialmente il gruppo di adulti che mi sopporta come insegnante da quando è nata la scuola. Sono all’incirca 20 attori, uomini e donne, che tuttora frequentano i corsi, ma che hanno già acquisito una buona capacità recitativa e quindi io mi diverto a proporgli diversi testi che loro, in maniera molto entusiasta, accettano e mettono in scena. Quest’estate, per esempio, la componente femminile della compagnia si è lasciata trascinare da un testo molto allegro, simpatico e fresco. Quattro amiche, diverse tra loro, si invaghiscono dello stesso uomo e da lì possiamo ben immaginare cosa ne sia venuto fuori. Lo spettacolo si chiama “Ricette d’amore” e verrà riproposto anche nelle date 7-8 febbraio nel teatro di San Massimo e 12-13 marzo al Camploy di Verona.

Valeria: Per quello che riguarda la Compagnia vorrei anche aggiungere e sottolineare il fatto che ciascun elemento contribuisce alla realizzazione di uno spettacolo, non ci sono solo gli attori, ma c’è chi si occupa delle luci, chi delle scenografie, chi delle musiche, degli abiti e così via. Mai nessuno rimane con le mani in mano, tutti ci aiutiamo affinché ogni singolo spettacolo risulti ben riuscito. Anche perché, diciamocelo, è un’enorme soddisfazione vedere che il pubblico si diverte e apprezza il nostro lavoro.

E per quanto riguarda la collaborazione con le scuole? Cosa ci racconti in merito Michela?

Collaboro con le scuole elementari di Lugagnano e di Palazzolo da un paio di anni. Molto semplicemente i corsi si sviluppano in dieci incontri, durante la mattina, nei quali cerco di far fare quello ti ho raccontato prima, ovvero li faccio divertire e poi conoscersi, non allo stesso livello degli adulti ovviamente, ma i bambini iniziano a scoprire qualcosa di sé e dei loro compagni. Alla fine del percorso si svolge il classico saggio, così da far vedere ai genitori cosa sono in grado di fare i loro figli. Ed è un divertimento per tutti! Questi progetti sono sostenuti e finanziati dal Comune e la scelta di farli partire o meno dipende sempre dalla richiesta delle insegnanti! A Palazzolo ho la mia fedele allieva e amica Valeria, quindi il progetto di teatro partirà anche quest’anno per i bambini di quarta elementare.

 

 

 

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Nata a Bussolengo il 4 aprile 1994, risiede a Lugagnano. Infermiera di Pronto Soccorso alla Clinica Pederzoli di Peschiera del Garda, collabora con Il Baco da Seta dalla primavera del 2013.