“La pandemia ha avuto effetti devastanti per il commercio locale”, l’analisi di Massagrande, storico macellaio di Sona

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In questo periodo così problematico per tutti noi, le festività possono essere un modo per sentirci ancora una volta un popolo coeso ed unito negli intenti. Il cittadino che sceglie il negozio sotto casa, la bottega o l’attività del territorio, mette in moto un circolo virtuoso, una rete di rapporti solidali tra la comunità.

Le attività commerciali e professionali “di vicinanza”, non sono solo un luogo che fa parte del tessuto sociale e quindi un punto di incontro e mantenimento della cultura del territorio, ma in momenti di estrema necessità, come ad esempio un lockdown o le restrizioni di questo periodo, divengono un presidio irrinunciabile.

Siamo tornati a fare quattro chiacchere con Antonio Massagrande (nella foto di Mario Pachera), proprietario da ben 27 anni della macelleria Massagrande a Sona capoluogo e Presidente dell’associazione “I negozi all’ombra del campanile”, per capire la situazione del tessuto commerciale nel nostro territorio e le prospettive future alla luce del perdurare della pandemia.

Ricordiamo che questa associazione è costituita dai principali commercianti del capoluogo, nata ufficialmente il 28 febbraio 2018 con l’obiettivo di promuovere gli esercizi commerciali e le attività professionali nella frazione di Sona, organizzando attività ludiche e ricreative, senza scopo di lucro. In una precedente intervista, Massagrande definì l’associazione come un “centro commerciale a cielo aperto”.  

A quasi un anno di distanza, qual è stato l’impatto della pandemia sull’economia del nostro territorio?
La pandemia ha avuto un impatto enorme sul tessuto commerciale, in tutti i sensi. In attività come la nostra, così come i generi alimentari, vi è stato un incremento del lavoro, in quanto le persone, anche per le restrizioni di vario genere, hanno preferito la bottega sotto casa alla grande distribuzione. Abbiamo inoltre incentivato alcune misure, come la consegna a domicilio, che hanno favorito il consumo locale da parte dei nostri concittadini. Per altre attività del territorio, invece, la pandemia ha avuto effetti devastanti.

Quali, ad esempio?
Penso a tutte le attività di ristorazione, così come bar, attività turistiche, abbigliamento e quant’altro. Ad oggi presumo perdite del fatturato di oltre il 70%, e c’è un enorme problema di mancanza di liquidità, con le banche che non fanno più credito.

Come è cambiato il modo di fare impresa in tempi di pandemia?
La vita lavorativa è cambiata radicalmente. E’ sempre più stressante perché giustamente bisogna fare attenzione a tantissime cose. Per noi commercianti, inoltre, è diventato tutto più complicato anche a causa di alcune iniziative del Governo che oggettivamente creano difficoltà.

A che cosa si riferisce?
Mi riferisco ad esempio al Cashback: abbiamo dovuto aggiornare a nostre spese il software dei registratori di cassa telematici. E’ uno strumento di non immediata comprensione, in cui anche i cittadini si trovano in difficoltà nel suo utilizzo, e talvolta non siamo in grado di fornire adeguate risposte ai consumatori. Tutto questo causa una notevole perdita di tempo.

L’Associazione di cui è presidente si prodiga molto nell’incentivare gli acquisti nei negozi del territorio, attraverso varie iniziative.
Assolutamente. Recentemente, l’amministrazione comunale, in collaborazione con la nostra associazione, ha pubblicato un bellissimo video sui canali social, in cui viene incentivato non solo l’acquisto nei negozi del nostro Comune, ma anche l’esplorazione del territorio. L’idea è nata principalmente dall’Assessore Elena Catalano e dal Consigliere Giuseppe Crea, che fa anche parte de “I Negozi all’ombra del campanile”. Durante tutto l’anno, comunque, sono state messe in atto altre iniziative.

Ce le vuole riassumere?
Penso ad esempio al mercatino in piazza a Sona questa estate, ogni venerdì, grazie all’intuizione de El Bareto, in cui venivano proposti prodotti ed attività professionali locali. Oppure la tessera consegnata ai consumatori in cui era posto un timbro per ogni acquisto. Chi ha completato per primo questa tessera, ha vinto una bellissima degustazione da noi offerta presso la cantina Zamuner, una vera eccellenza locale degli spumanti di qualità e famosa in tutto il mondo. Infine, per le feste natalizie abbiamo allestito la piazza di Sona con decorazioni luminose.

Il 26 ottobre scorso, attraverso la vostra pagina Facebook, avete lanciato un segnale alla comunità, invitando le persone a passare nei vostri negozi, botteghe, in assoluta sicurezza. Alla luce delle nuove restrizioni, si sente di rilanciare questo messaggio?
Certamente. Purtroppo alcune attività saranno costrette a rimanere chiuse. Laddove possibile, però, invito tutta la comunità ad acquistare presso le attività del territorio. Ci tengo a sottolineare che tutti noi lavoriamo in sicurezza. Le persone possono stare tranquille, lavoriamo bene, con attenzione. I controlli sono ingenti, e noi ci teniamo alla nostra ed alla loro salute.

Come presidente, ma anche e soprattutto da imprenditore, quali sono a suo modo di vedere gli aiuti concreti di cui avrebbero bisogno le aziende del nostro territorio?
Come sottolineavo in precedenza, la liquidità scarseggia, e ci sono dei costi fissi che gravano moltissimo, soprattutto in questi mesi difficili. Penso ad esempio al costo delle bollette, alle tasse, agli affitti. Un aiuto concreto sarebbe proprio quello di abbassare notevolmente questi costi, per dare un attimo di respiro ed avere più possibilità di manovra. Purtroppo non ho visto molta concretezza da questo punto di vista.

Dall’inizio della pandemia, in molti Paesi si sono registrati notevoli aumenti dei prezzi. In Cina, per esempio, il tasso di inflazione alimentare ha raggiunto livelli record, con prezzi fino al 20% superiori rispetto all’anno precedente. Quale impatto ha avuto la pandemia sui prezzi nel nostro territorio?
Posso dire che, soprattutto nei primi quattro o cinque mesi, per noi commercianti il costo delle materie prime è lievitato del 20/30%. Ora fortunatamente è sceso un po’, anche se non siamo ancora tornati ai livelli pre-pandemia. Abbiamo fatto tutti uno sforzo enorme, in quanto siamo riusciti a mantenere i prezzi invariati per i consumatori, senza gravare ulteriormente sulle loro tasche.

Come si evolverà il mercato dei consumi da qui in avanti?
Penso che le persone continueranno ad optare per il negozio sotto casa e per le attività del territorio. In questi mesi abbiamo notato un cambiamento abitudinale delle persone che si è mantenuto nel corso del tempo. Siamo un popolo che tende a dimenticare sempre molto in fretta le cose, però questa volta mi auguro che le persone continueranno a preferire il nostro territorio in termini di acquisti e consumi. Anche perché solo così possiamo salvaguardare tutte quelle attività che soprattutto in questo periodo si trovano in estrema difficoltà. Ci tengo a sottolineare che noi tutti amiamo il nostro lavoro e soprattutto sorridiamo quando vediamo che le persone vivono il territorio. Siamo consapevoli che possiamo dare tanto come servizi, disponibilità ed eccellenze, attraverso la collaborazione di tutti. Possiamo dunque affermare che questa terribile pandemia ha evidenziato qualche piccolo risvolto “positivo”: si è riscoperta l’importanza dei piccoli negozi sotto casa. Centri commerciali e ipermercati hanno negli ultimi vent’anni prodotto una strage di piccole botteghe di vicinato, che però in un momento particolare come quello che stiamo vivendo, dovuto anche alle limitazioni negli spostamenti, si sono rivelate essenziali, soprattutto per la popolazione anziana. Evidenziamo quindi l’importanza dei piccoli negozi, delle attività non solo commerciali del nostro territorio, perché è lì che si trovano valori insostituibili che vanno salvaguardati, come l’umanità, il dialogo, la conoscenza, l’esperienza e la professionalità. Valorizzare ma soprattutto tutelare queste attività significa mantenere vivi i paesi e le comunità.