La notte del Classico. Porte aperte a tutti al Liceo Medi di Villafranca, per divertirsi (ed imparare) con il greco ed il latino

 

Ludendo discere, imparare giocando”, quale modo migliore per sintetizzare la serata dello scorso venerdì 12 gennaio? Il Liceo Enrico Medi di Villafranca ha inaugurato questo nuovo 2024 con una giornata dedicata all’indirizzo Classico aperta a tutti: dai bambini delle elementari affascinati dal mondo greco e romano, ai ragazzi delle medie che dovranno scegliere la scuola da frequentare a settembre fino, addirittura, agli adulti e nonni che vogliono mettersi in gioco cercando di ripescare dalla memoria di un antico percorso liceale quale sia la giusta traduzione della parola equum (cavallo, per chi se lo stesse chiedendo).

Due ore intense, dalle 18 alle 20, in cui ogni minuto veniva scandito dal viavai dei ragazzi che gremivano le stanze dei laboratori e dei giochi proposti. Tutte le classi della sezione M si sono impegnate nell’offrire ai visitatori esperienze piacevoli e allo stesso tempo interessanti, che potessero lasciare un segno oltre ad un sorriso sul viso e un piacevole ricordo della serata.

Ed è così che i ragazzi sono stati trasportati in un’epoca antica, scoprendo in che modo misuravano il tempo in Grecia, quale fosse la musica tipica dell’antica Roma e quanto fosse complicato scrivere senza biro o matite nello scriptorium. Per mettere alla prova le proprie abilità e la propria competitività, poi, si poteva partecipare ai giochi di memoria (memoriae ludus I e II), ai giochi con le nuces – proprio quelle che vi aspettate: le noci! -, a quelli delle parole da ritrovare e tradurre per comprendere quanto latino anche al giorno d’oggi senza pensarci si parli (perché sì, per l’ennesima volta ricordiamolo: il latino non è una lingua morta) e al famoso gioco della tria, già in voga all’epoca romana, popolare fino a qualche decennio fa, per una sfida agguerrita cercando di avere la meglio sul proprio avversario utilizzando l’astuzia.

Come non ricordare, infine, il famoso cubiculum fugiendum (la moderna escape room per gli anglofoni) della “Congiura sull’Olimpo” – chi avrebbe mai creduto possibile che un dio avesse cercato di avvelenare Zeus?! – in cui il compito dei ragazzi è stato quello di scoprire il colpevole di tale misfatto?

Un successo testimoniato dalla felicità dei ragazzi che uscivano dalle aule per fiondarsi al laboratorio successivo, carichi di aspettative e di energie. “Questi giochi li facevo io da giovane, ci passavo le ore… Sono felice che i miei figli ora lo possano fare”, ha affermato una madre nei corridoi commentando la serata. “Penso che sceglierò il classico a settembre”, invece, risponde divertito un ragazzo dopo aver vinto ad una manche del gioco della ricerca delle parole latine.

Sono proprio queste le parole che i grecisti e i latinisti del Medi vogliono sentire: l’obiettivo è far vivere momenti di spensieratezza a tutti, infondendo un po’ di quell’amore che anni prima li ha portati a intraprendere la stessa scelta liceale, convinti del fatto che le lingue e le culture antiche possano trovare ancora spazio in una società dedita quasi esclusivamente al progresso e al futuro.

Anita Tecchio
Classe Quinta M - Non omnis arbusta iuvant humilesque myricae, "non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici". Virgilio aveva usato questa frase nelle sue Bucoliche... Un antico "Mica pizza e fichi", insomma. Credo che mi abbia sempre rappresentato, invece, il pensiero opposto: che sia lodata la semplicità, quell'umiltà propria di ogni forma della realtà che ha diritto di essere raccontata con dignità! Questo è il principio che voglio seguire nella mia vita e nella mia scrittura