La nostra storia. Palazzolo, i morti di “Spagnola” nel 1918

Nel 1918 a Palazzolo i morti sono stati quarantuno, il doppio della media di quegli anni che era di una ventina. Ci sono stati anche tre morti in guerra: Massagrande Salvatore fu Carlo e Bertoli Luigia di anni 25 morto in Ungheria, Franchini Francesco di Paolo morto a Milano nell’Ospedale di viale Lombardia, Turata Giovanni di Alberto, di anni 22 morto nell’ospedale n. 33 in Albania.

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Però l’aumento del numero dei morti fu causato dal terribile virus di un’influenza che attaccava la gola e i polmoni provocando una polmonite. Essa colpì molti paesi europei e venne chiamata “Spagnola” perché i primi a parlarne furono i giornali spagnoli. Le altre nazioni erano in guerra e all’inizio censuravano questo tipo di notizie. Provocò in tutto il mondo oltre trenta milioni di morti e arrivò in Europa o dal sud est asiatico o dagli Stati Uniti forse portata dai soldati.

A Palazzolo, tra agosto e dicembre si portò via sedici persone di ogni età e sesso, fra cui cinque infanti di uno o due anni. Solo in novembre morirono dodici persone e in tre occasioni i morti furono due in un giorno. Il Parroco don Lino Turrina, per chi moriva in circostanze fuori dall’ordinario, annotava sul registro dei morti, nella colonna delle osservazioni, la causa della morte. Per chi moriva di Spagnola, aveva annotato, in latino come si usava in quel tempo: “Obiit correptus morbo vulgus Spagnola” (morì a causa della malattia detta Spagnola).

Tra le immagini sopra anche l’elenco delle sfortunate persone, con i nomi dei genitori e l’età com’è scritto nel registro dei morti.

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Nato a Palazzolo il 10 settembre 1939, è scomparso l'11 gennaio 2022. Laureato in Scienze Agrarie, ha operato nell’Amministrazione comunale di Sona per vent’anni, come consigliere, assessore e vicesindaco. Ha partecipato alla stesura dei tre volumi storici del Baco sulla storia di Sona, oltre a scrivere innumerevoli articoli sulla storia locale.