“La nostra storia”, intervistiamo i tre Presidenti del SOS alla chiusura dell’anno del venticinquesimo

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“Se dovessi dare un titolo alla storia del SOS, dopo tutti questi anni, sceglierei questo: ‘Dal dolore alla condivisione del dono’. Il SOS – continua il Presidente onorario Alberto Cinquetti – è infatti sinonimo di servizio, impegno, amicizia, dono reciproco, fiducia, serietà, sofferenza condivisa, entusiasmo, umanità da ben 25 anni. Anzi, ormai 26”

L’idea di costituire un gruppo dedito al primo soccorso d’emergenza nacque infatti nel 1990, quando alcuni residenti nel nostro Comune, che già avevano esperienza presso le varie “Croci” del veronese, si attivarono per portare anche nel territorio sonese, allora scoperto, questo servizio.

Si era consapevoli che non sarebbe stato facile trovare le modalità e i mezzi per far decollare il progetto ma, come a volte accade, una serie di circostanze e coincidenze temporali permisero di raggiungere lo scopo. Nello stesso periodo in cui quelli che poi sarebbero diventati soci fondatori discutevano e cercavano la via per dare forma al SOS, una grave malattia portò alla scomparsa prematura una ragazza di Sona, Maria Elena, la cui generosa famiglia pensò di contribuire con un gesto concreto al sostegno di iniziative utili alla comunità nel ricordo della figlia.

La scelta cadde su un’ambulanza, mezzo senza il quale nessun tipo di servizio di primo soccorso potrebbe operare efficacemente, e così il desiderio dei venti volontari fondatori divenne realtà: la mitica FOX 1 fu la prima ambulanza donata al SOS, che accompagnò gli operatori nei loro viaggi dal 1990 fino al 1995.

Le ambulanze del SOS
Alcuni mezzi del SOS davanti al Comune di Sona. Sopra, da sinistra, Briggi, Cinquetti e Cottini

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Essa è il simbolo più caro a tutti i volontari perché rappresenta l’inizio del servizio e la crescita del gruppo, le prime sudate soddisfazioni.

La data di nascita dell’associazione risale al 19 aprile 1990 e grazie alla richiesta dell’allora presidente Alberto Cinquetti, il Sindaco Boscaini concesse ai volontari l’uso di un piccolo appartamento di proprietà comunale situato in centro a Sona, che diventò la sede sociale ed operativa.

L’attività di soccorso vera e propria iniziò il 22 luglio 1990 con l’ambulanza donata dai familiari della ragazza. Dall’archivio del S.O.S. risulta che fu il primo ente della provincia di Verona ad introdurre la presenza costante, su un mezzo di soccorso, di un medico anestesista rianimatore a fianco dell’infermiere professionale e dei soccorritori volontari, oltre ad attrezzature finalizzate alla rianimazione completa per il soccorso extraospedaliero.

Se nel 1990 i soci erano venti, ora sono circa centocinquanta, di cui centoventi soccorritori. Il servizio si svolge in maniera continuativa nel weekend, dal venerdì sera al lunedì mattina, senza pause, mentre nei giorni feriali è garantito dalle 20 alle 7. Molto importante è la formazione continua e di qualità, accanto ai corsi di reclutamento per aspiranti soccorritori. L’obiettivo è quello di  formare volontari preparati per affiancare i soccorritori esperti in ambulanza.

Per poter entrare a far parte dell’associazione è necessario superare l’esame alla fine del corso e poi fare una sorta di tirocinio, affiancando per un periodo che va da sei mesi ad un anno i soccorritori esperti.

“Particolare attenzione viene data alla formazione e allo Sviluppo della cultura del Primo Soccorso, promuovendo iniziative di formazione ed informazione sanitaria – ci dice il Presidente Pierluigi Briggi. – Durante l’anno scolastico appena trascorso abbiamo realizzato degli incontri  inerenti il Primo Soccorso all’interno delle scuole del Comune, partendo dalle materne fino ad arrivare alle secondarie di I grado. Abbiamo incontrato gli studenti al mattino ma anche i genitori alla sera. Questa iniziativa si è rivelata molto interessante per la comunità, registrando un numero elevato di presenze”.

“Nel 2004 – racconta poi il vicepresidente ed ex Presidente Alfredo Cottini –  il SOS ha fatto un ulteriore salto di qualità, legato alla creazione del nucleo di Protezione Civile, che è diventato il fiore all’occhiello dell’associazione. Tale gruppo si è distinto in particolare nella gestione dell’emergenza in Abruzzo.”

E’ quindi con orgoglio e soddisfazione che il 3 ottobre scorso il SOS di Sona ha festeggiato in grande il venticinquesimo anniversario, come abbiamo raccontato con un servizio pubblicato su questo sito.

“Questi 25 anni sono stati densi di emozioni, di impegno costante e di entusiasmo. Crediamo di aver lasciato un segno sul territorio. In tutto questo tempo migliaia di giovani sono passati attraverso il SOS, che per loro spesso ha rappresentato un punto di riferimento, sicuramente un’esperienza di arricchimento personale  forte ed indimenticabile. Vivendo a stretto contatto esperienze totalizzanti , si sono strette amicizie  e sono nate addirittura delle coppie”sottolineano orgogliosi Briggi e Cinquetti. “Chi arriva al SOS – precisa Cottinia volte scopre un talento che non pensava di possedere oppure trova un luogo di libera espressione che magari gli mancava in ambito lavorativo.”

Far parte di questa associazione significa ispirarsi a valori importanti quali la solidarietà, il rispetto per il dolore e la sofferenza altrui, l’equità nei confronti di chiunque abbia bisogno di assistenza, lo spirito di squadra e la professionalità. Guardando a quanto finora realizzato, c’è davvero di che essere orgogliosi.

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