La necessità di media europei: prosegue la riflessione (grazie ai lettori)

A seguito della riflessione sull’urgenza di avere dei media europei che permettano una circolazione delle notizie a livello europeo, alcuni lettori hanno segnalato l’esistenza di alcuni mezzi di informazione paneuropei. In effetti essi esistono, anche se quasi nessuno di loro ha (ancora) una grande diffusione.

Il loro carattere comune è trattare questioni quasi solo economiche e politiche e in questo modo vedere molto ridotta la potenziale platea dei lettori. Una buona metà poi è soltanto in lingua inglese e quindi i lettori si riducono ulteriormente.

A me vengono in mente i seguenti cinque, in ordine casuale.

www.euobserver.com, solo in inglese, aggiornato quotidianamente con almeno una ventina di articoli e lanci di agenzia su fatti ed opinioni che riguardano l’Europa tutta: dalla visita di Lukashenko a Mosca da Putin al governo francese vorrebbe ospitare a Strasburgo la Conferenza sul Futuro dell’Europa che non si è aperta il 9 maggio 2020 a causa dell’epidemia di covid19.

www.voxeurop.eu, aggiornato almeno settimanalmente, di qualità e multilingue, italiano compreso, grazie al lavoro di una squadra di traduttori. Si passa facilmente da una lingua all’altra tramite dei semplici pulsanti colorati, mantenendo l’impaginazione iniziale. A metà settembre erano in linea un articolo circa le accuse di spoliazione dei boschi rumeni da parte di ditte austriache, un’intervista a un neomaggiorenne residente in Italia che non riesce ad avere la cittadinanza dopo aver trascorso qui più di 12 anni e un articolo sulla futura Conferenza sul Futuro dell’Europa.

www.eurobull.it, aggiornato almeno settimanalmente, è la versione in italiano della webzine francese Le Taurillon. In linea ci sono le varie versioni linguistiche che differiscono per impaginazione e anche per nome della testata: per esempio in spagnolo si chiama El europeista. Il simbolo del toro è comune a tutte. Negli scorsi giorni si trovava in italiano un articolo circa il prossimo Discorso sullo Stato dell’Unione, in francese come la UE aiuta alla creazione di videogiochi e in inglese la vita del federalista americano Alexander Hamilton.

www.politico.eu, è in inglese ed è semplicemente ottimo: parla di politica in modo brillante ed interessante. Ha inoltre una sezione di infografica chiara ed aggiornata. A metà settembre c’era un dato sulla pandemia: la media settimanale di contagi è di circa 32 mila al giorno, cioè come ai primi di aprile 2020, il che significava che a livello europeo eravamo già nel mezzo di una seconda ondata. E poi una miriade di altre notizie: dai possibili batteri sulle nubi di Venere, al miliardo e mezzo di dollari che Putin offre a Lukashenko passando per il progetto di legge britannico che riscrive i termini dell’accordo internazionale fra Regno Unito e UE circa il confine fra Irlanda e Irlanda del Nord.

Un tempo (30 anni fa) fu edito per un paio di anni un settimanale cartaceo, in lingua inglese: The European. Si trovava anche nelle edicole italiane e sembrava un settimanale per espatriati britannici o per piccoli sognatori europei.

Poi ci sono molti inserti europei di giornali nazionali. In genere “colorano” con degli aggettivi europei le questioni che rimangono nazionali. Un po’ come Macron che fa l’europeista per sorreggere la traballante grandeur de la France o la Merkel che sostiene l’Europa perché senza di essa la Germania è inerme nel mondo.

Il panorama mediatico è in costante ed interessante evoluzione. Personalmente sogno qualcosa di analogo a un politico.eu ma in versione multilingue, oppure un voxeurop ma con più mezzi economici, oppure un eurobull ma con più collaboratori oppure ancora un euobserver ma multilingue e più pepato.