I Canonica: La musica come coinvolgimento

Ed eccoci al centro parrocchiale… le 8 e 2 minuti… un po’ in ritardo, c’è però lo stesso il tempo di vedere tutti i componenti arrivare. Pian piano arrivano e siedono.. si può partire con l’intervista.

Partiamo dall’inizio… chi ha pensato al complesso? Quanto tempo fa? E a quale scopo? Prende la parola alzando la mano Valentina Boscaini: “Nel 2006 avevo pensato di fare un gruppo, e mio cugino Vittorino Armani, che era nel consiglio pastorale, mi spinse a coinvolgere persone da altre parrocchie, per animare le attività, le messe e le serate in parrocchia. Portò la proposta in direttivo e anche grazie a Marco Zanella, che era il seminarista attivo qui a Lugagnano in quel periodo, ci raggruppammo: Marco coinvolse Isacco e Nicolao, io ho chiamato Marta e Filippo Ferrari, e infine le altre due coriste che erano Silvia Perina e Silvia Borriero. A quel tempo c’erano altri componenti, che poi se sono andati. Mancava solo il nome: pensammo al nome “Canonica” perché ricordava il gruppo “Subsonica” e poi, siccome cantavamo in canonica, sotto il crocefisso andava benissimo!”.

Ed eccoci al 2010, siete in sette. “Isacco Bertoncelli alla chitarra elettrica, il fratello Nicolao suona la tastiera, alla chitarra c’è Marta Perina, le voci di Silvia Borriero, Elisa Perina e Valentina Boscaini e alla batteria c’è Filippo Ferrari. Facciamo le prove a casa Bertoncelli, da Isacco e Nicolao; la taverna è stata attrezzata apposta per le prove infrasettimanali. Però quando dobbiamo fare le prove generali, per avere una migliore acustica veniamo qua, al centro parrocchiale, anche per lo spazio più ampio. Per quanto riguarda le esibizioni rimaniamo comunque nell’ambito della parrocchia, cioè, le messe che animiamo noi sono quelle di fine-grest, la festa della mamma, banchetti di Natale, all’Epifania… poi abbiamo fatto anche quattro o cinque matrimoni.”

Le ragazzine del coro hanno una loro Messa da animare, quella delle nove alla domenica mattina, voi? “L’unica Messa riservata al nostro gruppo è quella dell’ultimo giorno di grest, poi come abbiamo detto prima animiamo altre Messe all’interno dell’anno, mentre in quest’ultimo siamo stati chiamati anche dagli adolescenti e dai giovanissimi per qualche serata.”

Quindi i programmi per la prossima stagione, autunno-inverno, rimarranno quelli? “Si vedrà, dipende da come si avvierà l’anno e da quali e quanti impegni ha ognuno di noi.”

Facendo una collocazione storica, prima degli anni quaranta, in Italia, come in tutta l’Europa, era concesso cantare accompagnati esclusivamente dall’organo. Adesso voi avete introdotto qui a Lugagnano la tastiera, la chitarra elettrica e soprattutto la batteria: che cambiamento ha comportato secondo voi l’introduzione di strumenti così “stimolanti”? “Ricordiamo che non siamo stati noi a cominciare, Marco Signorato suonava la batteria, mio papà e don Eros suonavano già la chitarra, ma non bisogna di certo trascurare il fatto che la Messa rimane una Messa, e noi ci adattiamo al genere di festività trattata. È ovvio che ci sono modi e modi di suonare un certo strumento. Noi ci adeguiamo. Per esempio la mattina dei banchetti di Natale abbiamo animato la Messa delle sette e mezza, e ovviamente abbiamo tolto la Batteria.”

E un genere di musica così potrebbe anche spingere i ragazzi e gli adolescenti a partecipare con più frequenza alla Messa? Prende la parola Isacco che spiega: “Dopo l’entrata in seminario partecipavo più attivamente alla Messa proprio per quello, perché la musica spinge le persone, e soprattutto i ragazzi, che nella fascia di età tra i dieci e i sedici anni convivono ogni giorno con la musica, a essere presenti anche con la testa, non solo con il fisico, alla Santa Messa. Dà un motivo in più per partecipare. Poi le nostre non sono le solite canzoni cerimoniali, questo tipo di musica potrebbe davvero aiutare il coinvolgimento degli adolescenti. Il cambiamento è stato sentito anche dalle persone che in questa parrocchia ci sono da molti anni, a tal punto che una mattina la signora Zitta Mazzi è venuta a complimentarsi in questo modo: ‘Brai, avì cambià registro!’.

Se anche dopo l’introduzione di strumenti così la comunità non si è lamentata, qual è la prima difficoltà che avete incontrato dalla prima esibizione? “Sicuramente se una comunità così grande ha una propria scaletta di brani da cantare, portare nuovi brani, mai sentiti, è la difficoltà maggiore. Se una persona non conosce il brano esposto, non canta, e di conseguenza non partecipa. Ovvio è che se la gente partecipasse più spesso a messe animate da noi, saprebbe le nostre canzoni. Poi bisogna ricordare che, nonostante la prima volta qualcuno ha un po’ pensato male dell’organizzazione dell’animazione delle Messe festive, Don Roberto ci ha dato tutte le occasioni per esibirci, ci ha spronato e ci ha offerto opportunità innumerevoli”.

Voi avete passato tutti quanti i 16 anni – “Da poco” precisa Marta – quindi sapete che per un ragazzo nella fascia di età tra i 11 e i 16 anni, un adolescente, la musica è molto importante: come vedete i ragazzi di Lugagnano di oggi? Quali sono i comportamenti più problematici? Un po’ titubanti cominciano tutti quanti a dire la loro: “Viziati. Troppo Facebook, troppi vestiti firmati, borse griffate…”. “Vogliono sembrare più grandi di quello che sono, bruciare le tappe, non vogliono soffermarsi ad apprezzare le cose più semplici e innocenti della loro età. Sembra che le ragazzine vogliano diventare maggiorenni con uno schiocco di dita, che vogliano atteggiarsi da ragazze maggiorenni.” Soprattutto qual è il loro rapporto con la musica? Marta comincia: “La loro esistenza è fondata sulla musica, ma non ne sanno quasi niente. Ora va la musica House e loro ascoltano solo quella, ma se tu chiedi se conoscono i “Toto” loro rimangono zitti.” “La difficoltà che hanno loro nell’ascoltare musica – comincia Isacco – è che quando esce una nuova canzone in un nuovo disco si fiondano sul pezzo; cioè non comprano il disco per intero, e se lo ascoltano tutto. Come si faceva fino a vent’anni fa. Adesso si va su internet, si scarica la canzone interessata e la si ascolta fino alla nausea. Poi la moda cambia e parte una nuova canzone.”

Qualcosa da aggiungere? “Speriamo che il nostro modo di suonare, di animare le festività, di cantare rimanga nel cuore di Lugagnano. Che arrivi a far capire che la nostra musica è un modo come un altro per spronare le persone ad assistere alla Messa, ma anche per fare un gruppo: siamo tutti diversi, tutti fatti a modo nostro! Ma sembra quasi che qualcosa ci leghi, qualche nodo che non si scioglie facilmente: la musica”.

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Giulia Grigolini
Sono nata nel 1995 e risiedo a Lugagnano, vivo con i miei genitori e mia sorella. Ho conseguito il diploma in perito turistico presso l'istituto tecnico "Marco Polo" nel 2014 e mi sono laureata in lingue moderne per l'intermediazione turistica e d'impresa all'Università di Trento nel 2018. Attualmente lavoro come addetta alla reception in un'azienda tessile in provincia di Verona. Nel tempo libero mi piace interessarmi di eventi culturali, e, particolarmente, di arte.